sábado, 20 de junio de 2015

Mister Noir e Sergio Rilletti




Nota di Andrea Carlo Cappi


Con la presentazione a Milano del volume
Le avventure di Mister Noir di Sergio Rilletti (Cordero Editore - Collana M) a Le Trottoir in piazza XXIV maggio 1, alle 19.30 di martedì 23 giugno 2015 (con Andrea G. Pinketts, Paolo Sciortino e me), e alla Galleria Crocetta (Lungomare Crocetta) di Celle Ligure (Savona) alle 17.45 di domenica 5 luglio (con Niccolo Larghi) per "Libri al sole 2015", vi propongo alcuni estratti dalla mia prefazione al libro.


                            

È curioso come ci siano “giovani autori” che rimangono “giovani autori” anche con il passare degli anni. Ho conosciuto Sergio Rilletti a una delle serate di intrattenimento letterario organizzate da Andrea G. Pinketts; eravamo negli anni Novanta e il luogo di incontro era una cantina, praticamente una cripta accessibile solo mediante una stretta scalinata. Il trionfo delle barriere architettoniche, ma una delle caratteristiche di Sergio è quella di riuscire ad arrivare dappertutto.

                             

In seguito ci scambiammo messaggi via email, lessi un breve racconto autobiografico che aveva pubblicato su una rivista e imparai due cose su di lui: che è dotato di un’autoironia stupefacente (se usata da altri sarebbe politicamente scorretta, ma lui ne ha licenza) e che ha una sorprendente capacità di mettersi nei guai... e uscirne. In pratica, avevo conosciuto anche il suo lato “Mister Noir”.
                               

Così anni dopo, quando Sergio era già uno degli autori abituali della testata di cui ero direttore editoriale, M-Rivista del Mistero, e mi propose una serie imperniata su un detective al tempo stesso abilissimo e disabile, sapevo dove sarebbe andato a parare. Non mi avrebbe dato storie strappalacrime da talk show e nemmeno una banale imitazione del Lincoln Rhyme di Jeffery Deaver; bensì racconti... anzi, quasi sempre veri e propri romanzi brevi, pieni di humour, con un gusto che richiama una serie tv degli anni Sessanta cui siamo entrambi affezionati, Agente speciale. C’è naturalmente un po’ di Ironside, il poliziotto in sedia a rotelle di un’altra classica serie tv di quegli anni; e c’è anche un po' del caratteraccio di Nero Wolfe, con la differenza che Mister Noir è un uomo di azione, non un sedentario come il personaggio di Rex Stout. Ma c’è soprattutto la libertà assoluta di passare attraverso ogni genere del thriller, dalla detection classica al racconto hardboiled, compreso un pizzico di X-Files. (...) 

Perché Sergio Rilletti vuole divertire i suoi lettori con storie che, prima di tutto, lui stesso si diverte a scrivere. Il che è fondamentale, per un autore che si propone di intrattenere i lettori e nel frattempo, con molta leggerezza, li induce a riflettere su questioni che per lui e il suo personaggio sono di vita quotidiana. Nel divertimento c’è, insomma, anche qualcosa da imparare, senza che lo scrittore pretenda di insegnare.


Da dove arrivi Mister Noir e quali siano il suo passato e il suo vero nome, anche se a suo dire quello di battesimo è... Mister, rimane tuttora un segreto: forse il personaggio non lo ha ancora rivelato nemmeno al proprio biografo ufficiale. Ma si tratta di un raro caso in cui lo scrittore condivide il destino dei propri personaggi seriali: non invecchia. Sergio Rilletti continua a essere un giovane autore che scrive oggi con lo stesso entusiasmo di quando ha cominciato. 

Le avventure di Mister Noir è in vendita in volume su IBS in ebook su Amazon.




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