viernes, 12 de junio de 2015

Nome in codice: Fritz - Puntata 1


Romanzo a puntate di Fabio Viganò
(ispirato a fatti realmente accaduti)



Doveva essere l’operazione che avrebbe cambiato l’esito della guerra. Il Reich era destinato alla vittoria. L’arma letale era stata ormai preparata. Il Führer in persona aveva approvato il piano.

Con incedere cadenzato, il capo dei servizi segreti tedeschi nella Francia occupata rientrò deciso nel suo ufficio. Aveva ricevuto l’ordine da Berlino. Chiamò l’hangar della base aerea dell’isola di Jersey, unico lembo di terra inglese occupato dai nazisti. Un ghigno comparve sul suo volto mentre componeva frenetico il numero telefonico.



"Ja! Ja! Ja, Herr Kommandant! Ja, sofort!!!" esclamò l’ufficiale di picchetto di stanza nell’hangar. Riagganciò in fretta e furia e raccolse alcuni incartamenti dalla scrivania. Tra questi c’era un passaporto britannico.

"Herr Fritz. Venga Herr Fritz!" chiamò sorridente l’ufficiale .

"Mi dica, Herr Oberst…" replicò l’uomo vestito con abiti civili - l’unico - in modo quasi disinteressato, distogliendo lo sguardo dal cacciabombardiere inglese.
"L’ora è giunta. È per stanotte. Lei verrà paracadutato dietro le linee nemiche, in territorio inglese. Si prepari a partire. Sia pronto entro un’ora. Alle 24.00 sarà sopra l'Inghilterra. Una volta a terra… inutile dirle cosa dovrà fare. Scateni l’inferno! Heil Hitler!"
"Heil Hitler!" rispose l’uomo dal vestito anonimo,  in un tedesco perfetto, accennando un saluto per niente convinto. Gettò un’occhiata al passaporto falsificato, si accese una sigaretta e si sedette silenzioso.
Un cacciabombardiere inglese catturato agli alleati lo avrebbe portato dietro le linee nemiche. Poi sarebbe stato solo…
Si alzò. Fece quattro passi e si ritrovò fuori dall’hangar. Guardò il cielo trapunto del nulla. Né luna,  né stelle. Finì di fumare la sigaretta e la spense lentamente, schiacciandola sotto la suola della scarpa.
Tra poche ore sarebbe stato nuovamente in Gran Bretagna. Vi sarebbe tornato da uomo libero. Ricordava ancora il clangore delle manette che si chiudevano ai suoi polsi. Scotland Yard l’aveva arrestato in flagranza di reato, proprio mentre stava scassinando l’ennesima banca. Poi l’avevano rinchiuso nelle patrie galere. L’avevano incarcerato nell’isola di Jersey. Un bel giorno erano arrivati i nazisti. E lui si era dichiarato disposto a collaborare con il “liberatore”. Aveva udito urla strazianti provenire dalla sala interrogatori.
Nel ricordare il passato, esaminò nuovamente il passaporto, lo rigirò più volte tra le mani. Poi sospirò qualcosa di impercettibile. Il lavoro dei falsari dell’Abwehr era stato minuzioso, preciso.
Estrasse la pistola dalla cintola. La controllò per l’ultima volta. Si voltò verso il buio della notte. Diede un ultimo sguardo al cielo. Mise un dito in bocca, quindi lo alzò al vento per saggiarne la forza. Praticamente inesistente. Era la notte ideale.
Dopo tanto addestramento con armi, esplosivi di ogni genere e corpo a corpo, l’Abwehr lo mandava in missione. Era un'operazione molto rischiosa.


Un’ora dopo si ritrovò a cinquemila piedi di altitudine, a bordo del cacciabombardiere inglese il cui equipaggio era completamente composto da tedeschi. Era il dicembre del 1942. L’agente Fritz era pronto a paracadutarsi nel buio della notte.
Gli fu aperto il portellone. Non ci pensò due volte. Vide la luce verde e si buttò dall’aereo verso l’ignoto più assoluto. Ora era solo. A terra avrebbe trovato altri agenti nazisti che lo avrebbero “tenuto d’occhio”, nonché tutto l’esercito di Sua Maestà.
Tirò il cordino del paracadute e avvertì un contraccolpo immediato. Ora stava volteggiando lentamente sul Cambridgeshire.
Atterrò poco dopo e, furtivamente, raccolse il paracadute e lo interrò. Si avviò con passo celere e deciso verso la città di Hatley.
Aveva una missione da compiere.
Obiettivo: la fabbrica Havilland a Hatfield, nell'Herftordshire. Von Gröning a Parigi era stato categorico. Gli aveva consegnato persino una capsula di cianuro, nel caso in cui fosse stato catturato, e soldi, molti soldi…
Non era un gioco.
Era in missione per l’Abwehr del Reich e per Adolf Hitler.


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