Páginas

viernes, 12 de junio de 2026

Vita da pulp - Interrompiamo le trasmissioni...

Dopo l'incendio dell11 giugno (fotocappi).


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

... per un comunicato importante da Maiorca, che posso riassumere in "sto benissimo".
Quando vengo qui, abito in uno di due edifici dallo stesso nome, contraddistinti come "I" e "II", rispettivamente ai numeri civici 18A e 18. Sono costruzioni degli anni Sessanta, un tempo destinate ai turisti, ora in buona parte abitate da gente che vive e lavora in zona. In genere gli appartamenti consistono in camera da letto, bagno, zona giorno con angolo cottura e balcone affacciato sul mare.
Da ieri ricevo chiamate e messaggi da persone preoccupate per la mia incolumità, a causa di qualche approssimazione mediatica su quale dei due palazzi sia stato teatro di un tragico incendio. Poiché ciò è avvenuto in una nota località turistica, Magaluf, e che le circostanze sono state molto drammatiche, la notizia ha fatto il giro del mondo.
Intorno alle 5.25 am dell'11 giugno 2026 nel palazzo accanto al mio, il "II", il cortocircuito di un frigorifero ha innescato le fiamme in un appartamento al terzo piano. Dal balcone il fuoco si proiettava all'esterno e saliva in verticale, bruciando tende parasole e facendo esplodere finestre; per fortuna non c'era vento, cosa insolita da queste parti, altrimenti le fiamme si sarebbero potute estendere anche di lato. All'interno dell'edificio era il fumo ad ascendere per la tromba delle scale, rendendo l'aria irrespirabile fino all'ultimo piano, il nono.
Due persone sono morte proprio a causa del fumo, nel tentativo di fuggire per le scale. Altre ventotto sono rimaste intossicate e tra queste otto vigili del fuoco: per poter spegnere l'incendio ed evacuare i residenti, sono stati costretti a ricorrere ad autorespiratori. Le fiamme sono state ufficialmente domate alle 6.45 ma ancora alle 8.00, dalla mia finestra a pochi metri di distanza, vedevo il fumo e i getti d'acqua degli idranti.
Io, che di solito mi alzo alle 5.30-5.45,  stavolta avevo intenzione di dormire più a lungo e non mi sono accorto di nulla fino a dopo le 7.00, quando sono stato svegliato dal fermento sulla strada. Il traffico era stato bloccato per consentire i movimenti dei veicoli di emergenza ed era stato allestito tempestivamente un ospedale da campo, per prestare i primi soccorsi.

Su Magaluf aleggia ancora la fama ormai obsoleta di "città del vizio", tutt'oggi cara ai tabloid britannici che fino al decennio scorso hanno alimentato il mito del sesso facile e del turismo da sbronza, attirando qui giovani dal Regno Unito che si attaccavano alla bottiglia appena sbarcati dall'aereo; la situazione in realtà ha cominciato a cambiare già dal 2017, con una graduale riconquista della civiltà.
Ma ieri le prime notizie insinuavano che a causare l'incendio e a restarne uccisi fossero stati due turisti ubriachi; le vittime, del tutto innocenti, sono invece un cinquantottenne argentino e una donna ancora non identificata, in fuga da due appartamenti diversi ai piani più alti. Inoltre si sottolineava la vicinanza a calle Punta Ballena, sede a suo tempo di locali famigerati, quasi si trattasse della punizione divina su un covo di peccatori.
Nella confusione generale, non risultava chiaro in quale edificio fosse scoppiato l'incendio, sicché ho dovuto rassicurare varie persone: io sto nel palazzo non interessato dalle fiamme. Dove peraltro c'è stato un incendio circa vent'anni fa, ma senza vittime né gravi conseguenze al di fuori dell'appartamento in cui si era sviluppato. E, andando indietro nel tempo, una trentina di anni fa, in un basso edificio nella stessa strada, il fuoco era partito da un noleggio di scooter, distruggendo l'unico appartamento soprastante.

Ieri il bar sulla spiaggia sotto casa, di cui parlo spesso nei miei libri, ha operato in tono minore, con la piscina (situata proprio sotto l'edificio incendiato) recintata per sicurezza; e senza musica, per rispetto al lutto di due giorni decretato nella zona. Non tutti i locali hanno avuto la stessa sensibilità, ma fino a sera il silenzio mi ha ricordato quando nel 2009 nelle vicinanze, a Palmanova, ebbe luogo l'ultimo attentato dell'ETA, con un'autobomba esplosa circa mezz'ora dopo che ero passato proprio in quel punto; ne furono vittime due agenti della Guardia Civil.
Mi auguro che la tragedia non venga strumentalizzata a danno del turismo da queste parti, come quando durante la pandemia un fantasioso premier italiano dipingeva le spiagge di Maiorca come una distesa di cadaveri, invitando i connazionali a contrarre il Covid sulle sovraffollate spiagge romagnole.
Cito spesso una frase di Ian Fleming: la gente pensa che uno scrittore di thriller debba avere una vita da thriller. Ma di certi thrills si farebbe volentieri a meno.


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: Medina, Nightshade, Sickrose, Black e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libri, Stanislawsky e Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

jueves, 11 de junio de 2026

Vita da pulp - Il ritorno del Prof

Ora in edicola (foto: P. Ruju)

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

È uscito in ebook all'inizio del mese, ma per parlarne ho atteso che l'edizione cartacea fosse distribuita nelle edicole italiane. E finalmente, da Segretissimo Mondadori è arrivato "Il Professionista - Ordine di uccidere", il primo dei romanzi inediti di spionaggio che Stefano Di Marino alias Stephen Gunn aveva completato prima di morire. Il suo pubblico lo ha accolto con gioia e nostalgia al tempo stesso. Chi lo ha già letto lo qualifica come uno dei migliori in assoluto della serie, che conta oltre cento episodi e numerosi racconti.
Un anno fa autrici e autori della spy story italiana hanno reso omaggio a Stefano nel volume "M-Rivista del Mistero presenta 'I Professionisti'" (da Ardita Edizioni), antologia che comprende anche un suo racconto lungo, "La morte tatuata", e vari suoi articoli sulla narrativa popolare, in particolare quella spionistica.
Nel novembre 2025 Segretissimo ha celebrato i trent'anni della serie "Il Professionista" con un volume - per ora l'ultimo - della collezione "Il Professionista Story", contenente la raccolta "Gangland a mano armata" (con racconti riuniti per la prima volta) e la riedizione di "Operazione Barracuda". Ma in entrambi i casi si trattava di testi già pubblicati.
Il vero tesoro doveva ancora venire alla luce.

Stefano Di Marino, con il suo nome e una lunga lista di pseudonimi, è e rimane un insuperabile autore di narrativa popolare, non a caso spesso paragonato a Emilio Salgari. Scriveva per passione assoluta, ma da autentico professionista, da cui il soprannome "Il Prof", come il suo personaggio più celebre.
Oltre che alla spy story, si è dedicato a ogni genere letterario, vendendo milioni di copie, il che ne ha fatto lo scrittore italiano di maggiore successo per trent'anni. Ma, se non avete sentito nominare lui o il suo alias Stephen Gunn, non c'è da stupirsi, perché la sua vita, le sue opere e la sua morte, salvo rarissime eccezioni, sono passate sotto silenzio.
Ne ho gia parlato in questa rubrica: Stefano Di Marino era amatissimo dal suo pubblico, ma per qualche ragione ignorato caparbiamente dai media. E non solo perché spesso per necessità editoriali doveva firmare i libri con pseudonimi diversi e "stranieri": dato che Stephen Gunn era un fenomeno di vendite, qualcuno doveva pur chiedersi chi fosse... e la risposta era nella sua biografia in appendice, che ne svelava la vera identità. Sembrava quasi che un'entità superiore avesse deciso di tacere sui suoi bestseller, in modo che smettesse di scriverne e non insidiasse la fama di altri.
Ma il suo primo nemico era in casa: il padre non aveva mai accettato che lui avesse scelto di fare lo scrittore e disprezzava il suo lavoro. Nondimeno a Stefano toccò un enorme stress quando nella primavera del 2021 i genitori novantenni ebbero simultaneamente bisogno di cure e lui si prodigò come badante per entrambi, fino a quando dovette farli ricoverare.
Il padre morì in luglio, qualche mese prima della madre (ormai semicosciente), lasciando una questione irrisolta: mai una volta nella vita aveva mostrato stima nei suoi confronti. Esattamente lo stesso riscontro che Stefano trovava in Italia, al di fuori del suo pubblico, dopo trent'anni di successi editoriali. Perciò, la mattina del sei agosto si gettò dal balcone del suo appartamento a Milano.

In questa rubrica ho raccontato anche cos'è successo dopo: la complessità della successione, non avendo lui lasciato eredi diretti; i premi a lui dedicati da Segretissimo (per racconti di spionaggio) e dal Premio Torre Crawford (per racconti fantastici); il gruppo di amici che si dedicò a portare in salvo libri, dvd e oggetti quando il suo appartamento fu messo in vendita; fino a quando all'inizio del 2025 riuscii ad acquistare dagli eredi i diritti delle sue opere e ritirare i suoi computer, hard disk e chiavette USB da un avvocato a Bologna. L'esplorazione dei suoi archivi digitali mi permise di localizzare i romanzi inediti già preparati per Segretissimo, cui mancava soltanto la rilettura finale.
Nell'estate del 2025 mi dedicai a quella di "Ordine di uccidere", che secondo il programma originale avrebbe dovuto uscire nel 2022. Il romanzo può essere letto anche senza conoscere gli altri, ma risulta fondamentale per chi ha seguito la serie, perché risolve un interrogativo in sospeso da due libri a questa parte, l'ultimo dei quali pubblicato alla fine del 2021. Prossimamente lavorerò sul romanzo successivo.
Ma intanto godetevi il ritorno di Chance Renard, il Professionista, in questo thriller mozzafiato (sul serio) fino all'ultima pagina, che trovate in ebook sulle principali piattaforme e in edicola da Segretissimo Mondadori. Un romanzo che ci ricorda che di Stefano Di Marino alias Stephen Gunn bisognerebbe parlare ancora moltissimo.

Continua...

Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: Medina, Nightshade, Sickrose, Black e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libri, Stanislawsky e Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

domingo, 7 de junio de 2026

Vita da pulp - Vita con Marilyn


Opera di Cristina Stifanic da "Marilyn-La donna più bella del mondo"

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

Suppongo che capiti a chiunque scriva libri e abbia la fortuna di pubblicarli: ogni opera ha dietro una storia che coincide con un momento particolare della nostra vita. Avete presente le persone che vi dicono "La mia vita è un romanzo"? Quantomeno nel mio caso, è a rovescio: i romanzi (ma anche le raccolte di racconti e i libri di non-fiction) sono la mia vita. Che a volte è punteggiata di eventi casuali - o voluti dal Destino o dal Grande Sceneggiatore, scegliete voi - che innescano percorsi determinanti della mia esistenza.
In effetti può accadere a chiunque, come testimonia il momento reinterpretato dall'artista pop Cristina Stifanic nell'immagine che apre questo post e che, come altre sue opere originali, trovate nel mio libro "Marilyn - La donna più bella del mondo", appena uscito da Excalibur, (potete già acquistarlo sul sito MagazinePress e prossimamente in libreria, su IBS, su Amazon, etc.) Quel momento cambiò per sempre la direzione della vita di una persona e, nel bene come nel male, decise il suo destino..
In piena II guerra mondiale, nel 1944 la diciottenne californiana Norma Jeane Dougherty (dal cognome del giovanotto sposato due anni prima) lavora in una fabbrica di droni impegnata nello sforzo bellico. Qui viene notata dal fotografo di una rivista militare, ritratta mentre assembla un apparecchio e lanciata come modella. Dopodiché diventa attrice sotto il nome Marilyn Monroe (dal cognome materno), anche se per esigenze economiche all'inizio della sua carriera posa nuda con l'alias "Mona Monroe" per lo scandaloso (all'epoca) calendario "Golden Dreams", con una fotografia che viene ripresa nel 1953 sul primo numero di "Playboy" e che ispira l'opera qui sotto, sempre di Cristina Stifanic.

Opera di Cristina Stifanic da "Marilyn-La donna più bella del mondo"

I segreti della vita e della morte di Marilyn sono particolarmente interessanti per chi si occupa di intrighi e di spionaggio. La mia vita con lei comincia infatti trent'anni fa, nell'agosto 1996, con un articolo sul mensile "Delitti & Misteri" in cui indago sulla sua morte. Per la stessa rivista scrivo anche un articolo sull'assassinio di John F. Kennedy. Le informazioni che raccolgo mi suggeriscono idee per un romanzo, cui comincio a pensare nell'estate del 1997, subito dopo avere pubblicato "Cacciatore dell'impossibile", prequel della mia serie sul Cacciatore di Libri, personaggio seriale nato su "Il Giallo Mondadori", nel 1993.
Proprio mentre sto ragionando su ipotetici complotti... a fine agosto 1997 muore Lady Diana e ritrovo nei media di quei giorni la stessa cortina fumogena che aleggiava intorno a Marilyn e ai Kennedy. Sicché mi getto a capofitto in un romanzo sul caso Diana Spencer con protagonista Carlo Medina, altro personaggio seriale nato su "Il Giallo Mondadori", nel 1994. È a tutt'oggi il mio libro di maggior successo; nelle diverse edizioni ha cambiato vari titoli, assumendo infine quello scelto da Alan D. Altieri, "Ladykill", ed è ora edito da Oakmond Publishing.
Nella primavera 1998 esce infine il libro cui pensavo dall'anno prima, "Cacciatore di intrighi", che ruota intorno a uno scottante memoriale sui casi di Marilyn e dei Kennedy. Il nuovo romanzo è ambientato a Rapallo (Genova), città in cui passai lunghi periodi nella mia infanzia e che sono tornato a frequentare da qualche tempo; sicché propongo al locale assessorato alla Cultura una presentazione del mio libro.
Il caso vuole che in settembre a Rapallo sia prevista una mostra di opere ispirate a Marilyn Monroe, con vari eventi correlati nell'arco di un fine-settimana. Così nel programma sono inseriti un firmacopie in una libreria, una presentazione ufficiale nella sala consiliare in Municipio, una presentazione in un'altra libreria.
Quel weekend si rivela un vero e proprio crocevia del destino.

Il ritratto di Marilyn di Carlo Jacono per la mostra a Rapallo del 1998 

Rapallo è la città in cui passa l'estate il pittore Carlo Jacono, celeberrimo autore di copertine per "Il Giallo Mondadori", "Segretissimo" e un'infinità di altre pubblicazioni, anche all'estero. L'ho conosciuto qualche tempo prima a Milano, ma è proprio in questi giorni che facciamo amicizia; ciò mi porterà - alla sua morte, nel 2000 - a organizzare quello che battezzerò Archivio Jacono, un impegno cui mi dedicherò per diversi anni, organizzando anche varie mostre in Italia e in Francia. E sarà proprio una mattina nel suo studio nel 2001, mentre riordino alcune sue tavole pubblicate su "Segretissimo"  negli anni '70, che prenderà forma nella mia mente il progetto della serie "Nightshade".
Per tornare al settembre 1998, alla mostra "Ma... rilyn" partecipa anche Carlo Jacono, con il quadro che riporto qui sopra e che vorrei tanto avere come copertina per un mio libro (lo ritroverò nel suo studio due anni dopo e lo avrò finalmente come copertina nel 2026... per un libro che in quel momento ancora non esiste).
Lo scrittore Andrea G. Pinketts è venuto a Rapallo per presentare "Cacciatore di intrighi" e in cambio, in libreria, io presento la sua ultima pubblicazione, "Fuggevole turchese". Ma nel frattempo, all'evento nella sala consiliare, compaiono una graziosissima impersonatrice di Marilyn e una non meno graziosa lettrice incaricata del reading di alcuni brani del mio romanzo. Inevitabilmente Pinketts perde la testa per quest'ultima, di nome Clizia... e da tutto questo nascerà il suo romanzo successivo, intitolato appunto "Nonostante Clizia".

"Marilyn" tra Pinketts e Cappi a Rapallo, settembre 1998 (fototizy)

Nel 2010 faccio cenno anche a Marilyn nel mio saggio "Le grandi spie". Ma, con l'avvicinarsi del sessantennale della sua scomparsa, una casa editrice mi chiede di scrivere un libro su di lei, da lanciare al Salone del Libro di Torino del 2012. Dopo avere discusso a lungo i termini del contratto (con anticipo alla consegna), mi metto all'opera con il mio solito "metodo investigativo", incrociando varie fonti. Intanto la stessa casa editrice mi chiede un libro su Grace Kelly, di cui in settembre ricorre il quarantennale della morte, e firmo un contratto identico al precedente.
Peccato che l'editore non rispetti gli accordi. Quando consegno il primo libro, non arriva l'anticipo, ma io sono vincolato a consegnare anche il secondo. Alla fine i due volumi hanno successo, ma io non vedo un centesimo, anche perché l'editore ha già astutamente programmato un fallimento a orologeria per non pagare né autori e autrici, né lo staff della redazione. Malgrado di lì a poco la casa edtrice cessi di esistere, qualcuno continuerà a venderne i libri fino a esaurimento copie; e non solo: i miei due libri, in versione ebook, non saranno mai tolti dal mercato, perché l'editore non ha dato l'ordine di rimozione e continuerà a intascare soldi alla faccia mia.
Insomma alla fine, con quello che mi sono costate le ricerche, anziché guadagnare sono andato in perdita. Mi resta solo la soddisfazione di avere pubblicato due ottimi libri e di averne fatto presentazioni divertenti, in particolare la serata dedicata a Marilyn nel ciclo Borderfiction Eventi all'Admiral Hotel, da cui proviene la foto sottostante. E il fatto che, con il fallimento dell'editore, i diritti sono tornati a me, quindi un giorno li potrò ripubblicare, con opportune aggiunte che renderanno obsolete le edizioni in ebook.

Claudia impersona Marilyn all'Admiral Hotel di Milano (foto: Stefan Di Marino)

Passano quattordici anni di intenso lavoro. Ma, dato che nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Marilyn, Riccardo Mazzoni di Excalibur - con cui ho pubblicato i miei romanzi originali con Diabolik & Eva Kant, oltre ai due di "Danse Macabre" - mi propone una riedizione del libro sull'attrice (e abbiamo in mente in futuro anche la riedizione del libro su Grace).
Quindi, mentre lui raccoglie una selezione di tavole ispirate a Marilyn di grandi fumettisti italiani (cito al volo Guido Crepax, Ivo Milazzo, Sergio Toppi) e prepara un'appendice su "Marilyn a fumetti", io amplio il testo già esistente del libro. La nuova edizione è quindi molto più ricca e più bella della precedente, con il quadro di Carlo Jacono in copertina e, in aggiunta, le opere inedite di Cristina Stifanic realizzate appositamente per il volume.
Così sono tornato ad addentrarmi nei misteri della vita e della morte di Marilyn Monroe. Quando scrissi il libro originale nel 2012, era mia intenzione smontare le varie teorie di complotto sulla sua fine: vedevo più probabile un'overdose accidentale. Senonché nelle mie ricerche mi imbattei in un nome che non ci sarebbe dovuto essere... Insomma, la possibilità di un complotto tornava plausibile e aleggia anche in questa nuova edizione, che ho presentato in anteprima durante un concerto-tributo a Vigevano il 24 maggio scorso.
Così sono trent'anni che Marilyn, in un modo o nell'altro, è presente nella mia vita. E, con il centenario del primo giugno scorso, la si vede spuntare da tutte le parti.

"Marilyn" all'aeroporto (fotogaco, 6 giugno 2026)

Continua...

Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: Medina, Nightshade, Sickrose, Black e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libri, Stanislawsky e Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).