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viernes, 9 de enero de 2026

Vita da pulp - Certe notti: video e backstage

Andrea Carlo Cappi (da una foto originale di Alberto Aliverti)

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi
(con il video di Certe notti-30th anniversary tribute cover di Lucky Galioso, soggetto e sceneggiatura di A. C. Cappi, interpretato da Lucky Galioso e Andrea Carlo Cappi; dal brano originale di Ligabue.)

Dopo mesi in cui questa rubrica ha dato solo occasionali segni di vita, ben due articoli in pochi giorni? Per due valide ragioni.
La prima, sottolineata nel post precedente: fra poche settimane si esaurirà la vita in edicola del mio romanzo più recente (e di estrema attualità). Agente Nightshade - Ultima frontiera (Segretissimo Mondadori Extra n. 37, dic.2025-genn.2026) uscito il mese scorso e a breve disponibile solo in ebook.
La seconda, oggetto del post odierno, è che il 7 gennaio 2026 è arrivato su YouTube Certe notti, il primo "film" che mi veda nel triplice ruolo di soggettista, sceneggiatore e interprete. Le virgolette sono d'obbligo perché, benché traboccante di riferimenti cinematografici, si tratta in realtà del video musicale per una cover di Lucky Galioso della celeberrima canzone di Ligabue. Come si può vedere qui sotto dal video stesso, il sorprendente arrangiamento jazz-swing del brano non poteva non evocare le atmosfere di una pellicola noir degli anni '30-'40...


Anche se il video è stato realizzato mediante AI, almeno due delle persone che vi appaiono esistono nel mondo reale. Una sono io e l'altra è Galioso, un artista che conosco ormai da venticinque anni e che riesce sempre a sorprendermi: questa è stata la prima volta che l'ho visto esibirsi - oltretutto con incredibile naturalezza - in un vero e proprio territorio jazz.  Mi è stato chiesto come il video sia nato e quali possano esserne gli sviluppi successivi, quindi mi permetto di rivelare qualche retroscena... dal mio limitato punto di vista. Tutto comincia una domenica mattina del dicembre '25, quando mi arriva una telefonata mentre sto lavorando nella mia tana sotterranea.
L'amico Galioso mi spiega che è in corso d'opera un video "di animazione" (poi capirò che si tratta di intelligenza artificiale) per una sua cover di Certe notti. Quella mattina si è svegliato con un pensiero in testa: "Io conosco un autore che potrebbe scriverne la sceneggiatura in stile anni '30". Ha già girato lui stesso alcune scene, ma non vuole essere "il protagonista", bensì cantare intanto che si sviluppa una breve storia noir. Ho 24 ore per consegnare lo script.
Come resistere a una proposta del genere? Ricevo la registrazione del brano, mi metto al lavoro e lancio a mia volta un'idea: mi candido per il ruolo di protagonista e invio una selezione di mie immagini in adeguato "costume di scena" (da un servizio realizzato nel 2011, per motivi che spiego più avanti, dal fotografo Alberto Aliverti). La risposta mi arriva di lì a poco, sotto forma di una delle sequenze iniziali: nello specchietto retrovisore dell'auto d'epoca si vedono i miei occhi. Insomma, lo screen test è andato bene e ho ottenuto la parte.


Come si scrive al volo una sceneggiatura "vintage noir" per un video musicale? Forse occorre appartenere alla mia generazione o a quella successiva: fino agli anni '90 era normale vedere in televisione film anteriori alla nostra nascita, tra cui molti classici del noir (ricordo per esempio sulla RAI degli anni '70 il ciclo di pellicole con Humphrey Bogart doppiato da Paolo Ferrari) per cui non solo un certo linguaggio cinematografico mi è da sempre familiare, ma mi portò alla lettura dei suoi ispiratori, autori pulp/hardbolied come Dashiell Hammett, Raymond Chandler, etc.
Ho parecchi riferimenti in testa, il primo dei quali è proprio Chandler. Nel 1945, con la guerra ancora in corso, la Paramount si rivolse a lui con urgenza: l'attore Alan Ladd era stato arruolato per la seconda volta e doveva assolutamente girare un film prima di partire; perciò lo scrittore dal whisky facile preparò a tempo di record la sceneggiatura del noir La Dalia Azzurra, convertita in pellicola man mano che le sue pagine arrivavano sul set. Un altro riferimento è Il mistero del cadavere scomparso, film del 1982 di Carl Reiner (il padre di Rob Reiner) in cui, in un sapiente gioco di montaggio, Steve Martin e Rachel Ward si muovevano tra scene di veri film noir d'epoca. Ma ho ben presente anche la regola, più recente, di Quentin Tarantino: girare al ritmo della musica.
L'AI, seppure con tutte le sue evidenti imprecisioni, rende possibile l'impossibile: realizzare un video del genere, benché di soli quattro minuti, tra interpreti, comparse, costumi, scenografie e automobili d'epoca, avrebbe comportato gli stessi costi di un film vero e proprio... Spese che nessuno avrebbe mai potuto sostenere, quindi il video non sarebbe mai esistito: in questo caso, l'AI non ha sottratto lavoro a esseri umani, semmai ha permesso loro di lavorare. E stavolta non ho passato neanche un minuto sul set, permettendo di realizzare il video in una settimana C'era solo una difficoltà: non potendo scrivere dialoghi, ho dovuto lasciare all'attenzione del pubblico, e alla sua familiarità con gli stereotipi del giallo, la possibilità di seguire gli indizi e la trama: nelle immagini trovate tutti gli elementi per capire come il protagonista, incastrato per un delitto che non ha commesso, alla fine venga scagionato.


In effetti, la mia rapida reazione alla richiesta di Galioso deriva dal fatto che la materia mi è familiare. Un quarto di secolo fa scrissi per uno studio specializzato in cartoni animati il soggetto di una serie che vedeva protagonisti Lew Karroll, detectve mancino, e Alice Wonder (ibrido tra la Alice in Wonderland di Lewis Carroll e miss Wonderley, dark lady di The Maltese Falcon di Dashiell Hammett); malgrado fossero pronti i disegni preparatori di tutti i personaggi, divenne uno dei tanti progetti che non vengono mai realizzati; l'unica soddisfazione fu avere trascorso un pomeriggio a discuterne con la potenziale produttrice, Edwige Fenech, a cinquant'anni più affascinante ed elegante che mai. Attingendo a quei personaggi, nel video di Certe notti la donna firma il biglietto come "Alice" e nel mio script l'uomo è indicato come Lew Karr, detective privato.
Ho avuto già a che fare in passato con brani musicali. Nel 2010 registrai un mio intro narrato per il tema strumentale The Hunt di Signor Wolf Funk Exp: una versione in inglese per l'album Funkonnection - distribuito anche negli USA - e una in italiano che fu impiegata nel relativo video di animazione, che trovate a questo link su YouTube; fu in quell'occasione che Alberto Aliverti realizzò il servizio che il disegnatore usò come base per il mio alter ego animato e che ora è servito per Certe notti. Inoltre nel 2015 Banda Putiferio incise su mio testo la canzone Il signor Capone (Ballata di San Valentino) che apre l'album-libro Liscio assassino (Editrice Zona); pur essendo classificato come "valzer ambrosiano" e ambientato a Chicago nel 1929, nel 2017 il brano vinse il Premio Romagna Mia 2.0.
Ma il video della cover di Certe notti potrebbe essere persino l'inizio di una nuova avventura: Lucky Galioso ha in preparazione altri brani dello stesso genere e nella tradizione della Hollywood anni '30-'40 c'erano i serial con protagonisti detective. Chissà poi che a qualcuno non venga voglia di scoprire il cinema noir di quell'epoca, anche se non si trova in bella mostra sulle piattaforme televisive.

Continua...


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato oltre settanta titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

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