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lunes, 26 de enero de 2026

Vita da pulp - Tempo al tempo

A. C. Cappi (foto originale di Alberto Aliverti)

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

D'accordo, viviamo in un tempo strano in cui, tra AI e fake news, diventa difficile distinguere realtà e fantasia in quello che accade intorno a noi. Ma questo mi porta oggi ad alcune osservazioni di scrittura creativa riguardanti invece le storie ambientate in periodi anteriori al nostro.
Come raccontavo nel post precedente, qualche settimana fa grazie all'AI è stato realizzato un inesistente set hollywoodiano anni Trenta, in cui si muove un personaggio animato su immagini di un mio reale servizio fotografico (di cui vedete sopra uno degli scatti). Così è stato "girato" il videoclip di Certe nottitribute cover di Lucky Galioso apprezzata dallo stesso Luciano Ligabue. Nel brano viene ripreso fedelmente il testo originale, in cui si cita Neil Young; questi però avrebbe iniziato la sua carriera solo nel 1965, pertanto l'autoradio del mio personaggio - apparecchio esistente dal 1930 - non poteva trasmettere Neil Young negli anni Trenta. Siamo, insomma, solo in un mondo di pura fantasia che imita il cinema hardboiled, argomento del quale guarda caso mi occupo proprio in questo periodo a scopo di saggistica. Come direbbe Thomas Mann, c'è il tempo in cui scrivo e il tempo di cui scrivo. Ma talvolta sembrano mescolarsi.
Il paradosso di Neil Young è quello che io chiamo Effetto Flintstone. Qualcuno ricorderà i cartoni animati de Gli Antenati (The Flintstones) di Hannah & Barbera, che parodiavano la società statunitense degli anni Sessanta riambientandone le situazioni in un'immaginaria Età della Pietra e giocando proprio sugli anacronismi. Quando però una storia non si svolge in un universo ideato per gioco o per un videoclip, ma si suppone che avvenga nel mondo reale in un momento del passato, le regole cambiano.

Anni fa, come consulente editoriale e traduttore, notai un preoccupante fenomeno in crescita: romanzi "storici" in cui l'anacronismo (involontario) era la norma. Mi capitò un giallo ambientato nel 510 a.C. in cui un detective privato cartaginese, dopo avere collaborato con la polizia egizia, accetta un caso nella Magna Grecia (e, no, non voleva essere un libro comico). In un altro romanzo trovai papa Alessandro VI che a Roma nell'autunno del 1492 ragionava sul "Nuovo Mondo appena scoperto"... quando non solo Cristoforo Colombo non era ancora tornato in Spagna con la notizia (dubito che avesse mandato un telegramma da laggiù), ma ancora per un decennio tutti avrebbero creduto che si trattasse dell'Asia Orientale. E altrove lessi di gente che mangiava patate o pomodori in Europa prima del XVI secolo, quando ancora non erano stati portati dalle Americhe.
Come ho già sottolineato in questa rubrica, scrivere qualcosa che si svolge in un altro tempo è estremamente difficile: occorre pensare in termini molto diversi da quelli cui siamo abituati. I pomodori fanno parte della dieta mediterranea e di America sentiamo parlare tutti i giorni, ma questo non significa che sia sempre stato così. D'altra parte negli ultimi anni ho constatato riscritture della Storia a scopo politico, da parte di paesi che volevano legittimare la conquista di territori "di loro appartenenza", di cui in realtà secoli fa erano invece sudditi.
Tempo fa mi presi una piccola rivalsa scrivendo un paio di racconti umoristici che pubblicai su Facebook, intitolati SPQR-PD, in cui Caius Cappius, consigliere della Guardia Pretoriana del II secolo d.C., si sveglia una mattina dopo una sbornia e si trova suo malgrado sbalzato in un'Antica Roma alternativa in cui esistono whisky, cellulari, computer e altri elementi anacronistici. Purtroppo la mancanza di tempo (sempre il tempo...) mi ha sinora impedito di proseguire la serie.

Il fatto è che esistono concetti e locuzioni così radicati nell'uso che spesso non ci fermiamo a considerare quando siano nati, il che si rivela particolarmente insidioso se la differenza è di pochi decenni. Come editor di narrativa di spionaggio, mi capita spesso di trovare due espressioni "fuori tempo" in storie ambientate prima del 1974. Anche se non è un paradosso vistoso come il proverbiale figurante con l'orologio al polso in un film peplum o le antenne tv nelle panoramiche della Roma papale ne Il Marchese del Grillo, vi garantisco che l'anacronismo, quando c'è, si sente.
Una di tali espressioni è "talpa". Pare che il primo a usarla nel senso di "spia" sia stato sir Francis Bacon nel 1626, in Historie of the Reign of King Henry VII, ma la sua metafora non fu più ripresa. Il termine - raccontò John Le Carré dopo avere usato nel 1974 mole ("talpa") nel suo romanzo Tinker Tailor Soldier Spy (pubblicato in Italia appunto come La talpa) - venne reinventato dal servizio segreto sovietico in qualche momento dopo gli anni Cinquanta, per indicare un proprio agente infiltrato. Quindi, finché John Le Carré non rese noto il vocabolo al mondo e lo fece entrare nel linguaggio comune, pochissime persone al di fuori del KGB chiamavano "talpa" una spia insinuata in un servizio segreto avversario.
E, sempre prima del 1974, non poteva essere usato nemmeno "gola profonda" per indicare un informatore segreto. La locuzione deriva dal film Gola profonda (1972) e fu coniata quell'anno durante l'indagine dei giornalisti Bernstein & Woodward sullo scandalo Watergate, che avrebbe portato all'impeachment del presidente Richard Nixon (all'epoca era ancora possibile cacciare un presidente disonesto dalla Casa Bianca). "Gola Profonda" era il nome in codice dell'uomo che rivelò la vicenda al Washington Post e fu identificato trent'anni dopo come Mark Felt, all'epoca vicedirettore dell'FBI. Il termine divenne noto al grande pubblico solo con l'uscita del libro-inchiesta Tutti gli uomini del presidente (1974) e soprattutto del film omonimo (1976), diventando di uso corrente (e il soprannome di un personaggio di X-Files), Sono solo due esempi per ricordare a chi scrive, me compreso, che ogni volta che andiamo a toccare un'altra epoca dobbiamo riflettere su cosa davvero esistesse a quel tempo, tanto nella vita quotidiana quanto nel linguaggio.

Continua...


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato oltre settanta titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).



viernes, 9 de enero de 2026

Vita da pulp - Certe notti: video e backstage

Andrea Carlo Cappi (da una foto originale di Alberto Aliverti)

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi
(con il video di Certe notti-30th anniversary tribute cover di Lucky Galioso, soggetto e sceneggiatura di A. C. Cappi, interpretato da Lucky Galioso e Andrea Carlo Cappi; dal brano originale di Ligabue.)

Dopo mesi in cui questa rubrica ha dato solo occasionali segni di vita, ben due articoli in pochi giorni? Per due valide ragioni.
La prima, sottolineata nel post precedente: fra poche settimane si esaurirà la vita in edicola del mio romanzo più recente (e di estrema attualità). Agente Nightshade - Ultima frontiera (Segretissimo Mondadori Extra n. 37, dic.2025-genn.2026) uscito il mese scorso e a breve disponibile solo in ebook.
La seconda, oggetto del post odierno, è che il 7 gennaio 2026 è arrivato su YouTube Certe notti, il primo "film" che mi veda nel triplice ruolo di soggettista, sceneggiatore e interprete. Le virgolette sono d'obbligo perché, benché traboccante di riferimenti cinematografici, si tratta in realtà del video musicale per una cover di Lucky Galioso della celeberrima canzone di Ligabue. Come si può vedere qui sotto dal video stesso, il sorprendente arrangiamento jazz-swing del brano non poteva non evocare le atmosfere di una pellicola noir degli anni '30-'40...


Anche se il video è stato realizzato mediante AI, almeno due delle persone che vi appaiono esistono nel mondo reale. Una sono io e l'altra è Galioso, un artista che conosco ormai da venticinque anni e che riesce sempre a sorprendermi: questa è stata la prima volta che l'ho visto esibirsi - oltretutto con incredibile naturalezza - in un vero e proprio territorio jazz.  Mi è stato chiesto come il video sia nato e quali possano esserne gli sviluppi successivi, quindi mi permetto di rivelare qualche retroscena... dal mio limitato punto di vista. Tutto comincia una domenica mattina del dicembre '25, quando mi arriva una telefonata mentre sto lavorando nella mia tana sotterranea.
L'amico Galioso mi spiega che è in corso d'opera un video "di animazione" (poi capirò che si tratta di intelligenza artificiale) per una sua cover di Certe notti. Quella mattina si è svegliato con un pensiero in testa: "Io conosco un autore che potrebbe scriverne la sceneggiatura in stile anni '30". Ha già girato lui stesso alcune scene, ma non vuole essere "il protagonista", bensì cantare intanto che si sviluppa una breve storia noir. Ho 24 ore per consegnare lo script.
Come resistere a una proposta del genere? Ricevo la registrazione del brano, mi metto al lavoro e lancio a mia volta un'idea: mi candido per il ruolo di protagonista e invio una selezione di mie immagini in adeguato "costume di scena" (da un servizio realizzato nel 2011, per motivi che spiego più avanti, dal fotografo Alberto Aliverti). La risposta mi arriva di lì a poco, sotto forma di una delle sequenze iniziali: nello specchietto retrovisore dell'auto d'epoca si vedono i miei occhi. Insomma, lo screen test è andato bene e ho ottenuto la parte.


Come si scrive al volo una sceneggiatura "vintage noir" per un video musicale? Forse occorre appartenere alla mia generazione o a quella successiva: fino agli anni '90 era normale vedere in televisione film anteriori alla nostra nascita, tra cui molti classici del noir (ricordo per esempio sulla RAI degli anni '70 il ciclo di pellicole con Humphrey Bogart doppiato da Paolo Ferrari) per cui non solo un certo linguaggio cinematografico mi è da sempre familiare, ma mi portò alla lettura dei suoi ispiratori, autori pulp/hardbolied come Dashiell Hammett, Raymond Chandler, etc.
Ho parecchi riferimenti in testa, il primo dei quali è proprio Chandler. Nel 1945, con la guerra ancora in corso, la Paramount si rivolse a lui con urgenza: l'attore Alan Ladd era stato arruolato per la seconda volta e doveva assolutamente girare un film prima di partire; perciò lo scrittore dal whisky facile preparò a tempo di record la sceneggiatura del noir La Dalia Azzurra, convertita in pellicola man mano che le sue pagine arrivavano sul set. Un altro riferimento è Il mistero del cadavere scomparso, film del 1982 di Carl Reiner (il padre di Rob Reiner) in cui, in un sapiente gioco di montaggio, Steve Martin e Rachel Ward si muovevano tra scene di veri film noir d'epoca. Ma ho ben presente anche la regola, più recente, di Quentin Tarantino: girare al ritmo della musica.
L'AI, seppure con tutte le sue evidenti imprecisioni, rende possibile l'impossibile: realizzare un video del genere, benché di soli quattro minuti, tra interpreti, comparse, costumi, scenografie e automobili d'epoca, avrebbe comportato gli stessi costi di un film vero e proprio... Spese che nessuno avrebbe mai potuto sostenere, quindi il video non sarebbe mai esistito: in questo caso, l'AI non ha sottratto lavoro a esseri umani, semmai ha permesso loro di lavorare. E stavolta non ho passato neanche un minuto sul set, permettendo di realizzare il video in una settimana C'era solo una difficoltà: non potendo scrivere dialoghi, ho dovuto lasciare all'attenzione del pubblico, e alla sua familiarità con gli stereotipi del giallo, la possibilità di seguire gli indizi e la trama: nelle immagini trovate tutti gli elementi per capire come il protagonista, incastrato per un delitto che non ha commesso, alla fine venga scagionato.


In effetti, la mia rapida reazione alla richiesta di Galioso deriva dal fatto che la materia mi è familiare. Un quarto di secolo fa scrissi per uno studio specializzato in cartoni animati il soggetto di una serie che vedeva protagonisti Lew Karroll, detectve mancino, e Alice Wonder (ibrido tra la Alice in Wonderland di Lewis Carroll e miss Wonderley, dark lady di The Maltese Falcon di Dashiell Hammett); malgrado fossero pronti i disegni preparatori di tutti i personaggi, divenne uno dei tanti progetti che non vengono mai realizzati; l'unica soddisfazione fu avere trascorso un pomeriggio a discuterne con la potenziale produttrice, Edwige Fenech, a cinquant'anni più affascinante ed elegante che mai. Attingendo a quei personaggi, nel video di Certe notti la donna firma il biglietto come "Alice" e nel mio script l'uomo è indicato come Lew Karr, detective privato.
Ho avuto già a che fare in passato con brani musicali. Nel 2010 registrai un mio intro narrato per il tema strumentale The Hunt di Signor Wolf Funk Exp: una versione in inglese per l'album Funkonnection - distribuito anche negli USA - e una in italiano che fu impiegata nel relativo video di animazione, che trovate a questo link su YouTube; fu in quell'occasione che Alberto Aliverti realizzò il servizio che il disegnatore usò come base per il mio alter ego animato e che ora è servito per Certe notti. Inoltre nel 2015 Banda Putiferio incise su mio testo la canzone Il signor Capone (Ballata di San Valentino) che apre l'album-libro Liscio assassino (Editrice Zona); pur essendo classificato come "valzer ambrosiano" e ambientato a Chicago nel 1929, nel 2017 il brano vinse il Premio Romagna Mia 2.0.
Ma il video della cover di Certe notti potrebbe essere persino l'inizio di una nuova avventura: Lucky Galioso ha in preparazione altri brani dello stesso genere e nella tradizione della Hollywood anni '30-'40 c'erano i serial con protagonisti detective. Chissà poi che a qualcuno non venga voglia di scoprire il cinema noir di quell'epoca, anche se non si trova in bella mostra sulle piattaforme televisive.

Continua...


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato oltre settanta titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

miércoles, 7 de enero de 2026

Vita da pulp - Ve lo dico io

Nightshade in Groenlandia (immagine AI)

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Capp

Come scrivevo circa un anno fa, le opere di un "giallista da edicola" non sono prese in considerazione dalla critica specializzata in thriller, benché la durata della loro esposizione al pubblico sia ormai quasi superiore a quella dei titoli che escono in libreria. Una volta c'erano esperti come il mai dimenticato Carlo Oliva, che nella sua rubrica su Radio Popolare, Giallo Oliva, recensiva anche titoli pubblicati ne Il Giallo Mondadori e nella collana parallela dedicata alle storie di spionaggio, Segretissimo. Qualche anno fa l'acuto Dario Crippa in un articolo su Il Giorno rilevò le corrispondenze tra i miei romanzi pubblicati in Segretissimo e fatti di cronaca internazionale avvenuti in seguito.
Ma, per il resto, come disse una volta un altro giornalista (scherzando, ma non troppo) questi sono romanzi "da cento cadaveri a pagina". Roba che nella realtà non accade mai, vero? Solo sabato scorso a Caracas in poche ore sono morti trentadue cubani durante il sequestro di Nicolás Maduro, durante un'operazione militare degli USA in palese violazione del diritto internazionale.
"Ma cosa ci facevano trentadue cubani a casa del presidente del Venezuela?" chiederanno i miei piccoli compagni. Ve lo dico io: cercavano di proteggere l'uomo che garantiva a Cuba il petrolio, si dice addirittura a titolo gratuito (poi ci si chiede perché in un paese ricco di risorse come il Venezuela l'economia vada a rotoli: si regala il petrolio a Cuba e l'oro a Mosca, poi alla popolazione resta da mangiare solo l'utopia...) Senza il petrolio, Cuba avrà problemi di approvvigionamento ancora più gravi di qualli di oggi... ed è proprio questo che vuole il segretario di Stato USA (destrorso di origine cubana), che già si vede atterrare all'Avana come vincitore, perché "Cuba sta per cadere", come ha annunciato dall'Air Force One il presidente degli Stati Uniti.

La prima edizione di "Missione Cuba"

Ma tutto questo chi ha letto i miei libri di spionaggio lo dovrebbe sapere già. Sono cose che vado scrivendo da venticinque anni, senza risparmiare critiche a destra e a sinistra, o meglio da est a ovest. Mentre in Italia ci sono opinionisti di professione che appaiono in tv per dispensare propaganda, il pubblico delle mie spy stories ha potuto seguire in tempo reale lo svolgersi dei fatti dell'ultimo quarto di secolo con i loro possibili sviluppi, in una versione romanzata ma documentata.
Cominciai a scrivere Missione Cuba, il primo volume del ciclo dell'Agente Nightshade, nella primavera del 2001, ipotizzando che dopo anni la CIA riaprisse il suo "reparto omicidi"; di lì a qualche mese, dopo l'Undici Settembre, il "reparto omicidi" fu effettivamente riaperto. Nella mia storia, ambientata nel 2002 (anno in cui fu pubblicata da Segretissimo, in marzo, inaugurando la serie e il mio pseudonimo François Torrent), un cubano di Miami organizza con elementi della CIA un'operazione per riportare L'Avana sotto il controllo degli USA (vi ricorda qualcosa?)
Tutto ciò nel romanzo avviene nel quadro di una strategia più estesa, cui collabora il padre (e all'epoca principale avversario) della protagonista, la spagnola Mercy "Nightshade" Contreras. Un'oscura lobby negli USA e varie figure politiche in Occidente hanno due obiettivi: condurre l'intera America Latina sotto il controllo degli Stati Uniti, attraverso una rete di regimi legati a Washington, e impiantare analoghi governi di estrema destra in Europa (vi ricorda qualcosa?) Dopo vari romanzi, il piano viene sventato dalla mia protagonista. Nel frattempo raccontavo l'immaginario tentativo di un servizio segreto (in quel caso il Mossad) di far eleggere come presidente USA un asset al proprio servizio; ed esploravo possibili scenari della seconda Guerra del Golfo, scatenata con false motivazioni per deporre, sì, un dittatore spietato, ma illudendosi di controllare il petrolio dell'area; stessa ragione dietro l'intervento in Libia, in entrambi i casi ottenendo però solo la destabilizzazione dei paesi e l'ascesa dell'Isis.


Da una decina di anni i miei personaggi - nella serie Agente Nightshade e nella serie spin-off Sickrose inserita nella stessa continuity - si sono accorti che il vecchio piano di "nuovo ordine mondiale" è stato ripreso, con le stesse modalità ma stavolta con pieno successo, da una lobby di San Pietroburgo. In questi ultimi tempi ho raccontato (già dal 2020) gli intrighi prima e durante la guerra in Ucraina; i retroscena del regime in Venezuela nel romanzo Bandida (attualmente disponibile solo in ebook... e, no, non ho scelto io la copertina); gli obiettivi segreti del movimento catalanista (prima che fossero rivelati dai media); le manovre dietro le elezioni negli USA...
Nell'ultimo romanzo pubblicato, Agente Nightshade -Ultima frontiera (Segretissimo Extra n.37, dicembre 2025-gennaio 2026), tiro le somme - sulla base di fatti reali e di qualche ipotesi plausibile - su cosa ci sia dietro quanto accade a Gaza, in Iran e in Groenlandia (qualcuno forse avrà sentito questi nomi di recente nei telegiornali...) Si trova ancora nelle edicole in cui è stato distribuito, potete ordinarlo al vostro edicolante perché è ancora in commercio per tutto questo mese, potete richiederlo su questa pagina di edicola.shop (anche se viene sempre dato come quasi esaurito); e, se davvero non riuscite a trovarlo in cartaceo, c'è anche la versione ebook, per esempio quella per Kindle su Amazon.
Ci tengo che leggiate questo libro in particolare, anche se fareste bene a leggere anche tutti i precedenti, in buona parte ripubblicati (sotto il mio vero nome) da Oakmond Publishing su Amazon. Perché è vero che si tratta di romanzi di azione e di avventura, ma da quasi trent'anni a questa parte, cioè dalla prima pubblicazione di Ladykill nel 1997, le analisi che ho proposto nei miei libri non solo non hanno avuto smentita, ma nella maggior parte dei casi sono state confermate a posteriori nella realtà. Non dovrei essere io a dirlo, ma visto che non ne parlano altri e che Ultima frontiera è in edicola ancora solo per tre o quattro settimane, allora sì, ve lo dico io.

Continua...


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato oltre settanta titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).