viernes, 20 de marzo de 2020

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sábado, 15 de febrero de 2020

Le stanze di Casal Balaguer


Fotografie di Andrea Carlo Cappi

In carrer de la Uniò, nel centro storico di Palma di Maiorca, di recente ha aperto le porte al pubblico uno degli storici edifici cittadini.



Costruito tre secoli fa, acquisito nel Novecento dal musicista, collezionista e mecenate Josep Balaguer, poi donato dalla famiglia al municipio, il palazzo è stato restaurato tra il 2009 e il 2016 su progetti degli studi architettonici Flores&Prats e Duch-Pizà, convertendosi in un centro culturale e in un museo.



Il suo cortile ospita un bar ed eventi musicali, ma l'aspetto più interessante è il primo piano, visitabile liberamente, che permette di tornare indietro di quasi un secolo, scoprendo e rivivendo gli interni di casa Balaguer, compreso il grande organo a canne che il proprietario vi fece installare alla fine degli anni Venti.








Guarda anche Connecting @ Casal Solleric

jueves, 6 de febrero de 2020

Pinketts & co. - Giallo a San Remo

Pinketts e Cappi a San Remo, 2017 (foto: Vienna)

Diciotto anni fa qualcuno - non ricordo chi - chiese ad Andrea G. Pinketts di scrivere un giallo-quiz a puntate sul Festival di San Remo. Lo scrittore non era nuovo ai pastiche su vip e personaggi televisivi, che ogni tanto gli venivano commissionati da giornali e riviste con cui collaborava. Ma in tale occasione volle trasformare il racconto in un'occasione conviviale e convocò due amici al bar: Davide Mangalavite detto "Il Fan", regista del film L'ultimo dei caimani ed esperto di cultura popolare, e me. Così, a un tavolino di un bar in via Foppa a Milano - quello vicino al Pam - improvvisammo a sei mani un divertissement in cinque brevissime puntate, che sarebbero state pubblicate durante il festival. Il racconto fu poi riproposto online in versione completa su un mio vecchio sito del quale restano vaghe tracce in qualche angolo di Internet. Qualche tempo fa mi è capitato di nuovo sotto gli occhi, sicché ho deciso di riportarlo alla luce, in occasione della 70ma edizione del Festival. (Andrea Carlo Cappi)

CHI HA AMMAZZATO PIPPO BAUDO?


Giallo-quiz surreale di 
Andrea G. Pinketts,
Andrea Carlo Cappi, Davide Mangalavite

1

San Remo, Festival dei Fiori, 9 marzo 2002.

Il Sindaco di San Remo, quando mi aveva assunto come investigatore privato incaricato della sicurezza del Festival, era stato chiarissimo: "Comunque andrà, dev'essere un successo!"
"Questa l'ho già sentita" avevo risposto.
E poi guarda cos'era successo.
Un corpo senza vita di lì a poco avrebbe emanato un cattivo odore che nemmeno tutte le mimose della Festa della Donna sarebbero riuscite a coprire.
Eppure il cadavere, in un tempo ormai lontano aveva persino cantato un obbrobrio che faceva più o meno così: "Viva le donne, viva le belle donne, che sono le colonne dell'amor!"
E a proposito di canzoni, il maccabeo era stato più volte presentatore e padre-padrone del Festival.
Era proprio lui il Pippo nazionale, nonché popolare, ma mai le stesse cose insieme.
Lo si poteva riconoscere dalle scarpe in vero cuoio e dalle tasche gonfie di euro di cui era stato testimonial a discarico. Infatti la prima a riconoscere il maccabaudo era stata un'attrice petulante convinta che fosse un direttore di banca.
A fianco del cadavere una copia di Baudolino di Umberto Eco: che fosse morto di noia?
Ma se Pippo era morto… chi era quel lungagnone trionfalistico sul palco dell'Ariston, affiancato da due sventolone? 


Pippo I, quello morto, era stato rinvenuto dietro le quinte, proprio lui che aveva giurato che sarebbe morto in prima linea, in prima serata o in alternativa in un vecchio palco della Scala.
Convocai gli indiziati al Casinò: uccidere Pippo era stato un azzardo. Le ultime persone che l'avevano visto erano nell'ordine: 
- il maestro Pippo Caruso, che nutriva una sorta di amore-odio, visto che da 40 anni di amicizia Pippo lo chiamava insistentemente D'Artagnan nonostante ormai avesse la stazza di Porthos 
- la moglie, Katia Ricciarelli, che per la nota imparzialità di Pippo era stata esclusa dalla competizione, cui voleva partecipare in coppia col Gabibbo con la canzone popolare: Passato lo Festival, gabbato lo Santo
- Antonio Ricci, nemico storico del "simpatico pennellone", cui nel '96 era stato attribuito un necrologio di pessimo gusto sull'allora vitalissimo Pippo. 
- Daniele Piombi che da 20 anni piombava a San Remo convinto che prima o poi gli avrebbero dato da presentare il Festival. 
Sulla tempia del cadavere si riscontravano i segni di un corpo contundente. A fianco due oggetti sospetti. Qual era l'arma? Un microfono… o una vecchia radio, notoriamente uccisa dalla TV? 


Commisi l'errore di ritenere colpevole la moglie, che in ogni delitto che si rispetti è la prima sospettata, e la torchiai: "Su, Katia, canta!"
Per tutta risposta lei eseguì a squarciagola Un bel dì vedremo, rompendo le finestre del Casinò.
Non poteva essere stata lei. Non avrebbe avuto bisogno di un microfono. Quanto alla radio, la Signora Katia, era già fin troppo radiosa di suo.
La folla era stata tenuta all'oscuro, visto che l'individuo identico a Pippo sul palco se la cavava quasi meglio dell'originale.
L'unico a subodorare qualcosa era il Gabibbo, con cui la Signora Katia si era confidata. Ma chi darebbe retta a un pupazzo rosso?
Non certo Vanna Marchi!
Il resto d'Italia sì.
Per cui imbavagliai il Gabibbo e lo chiusi in uno sgabuzzino, per evitare che scoprisse subito l'assassino, rubandomi il mestiere.
Antonio Ricci, nonostante gli antichi dissapori, non aveva alcun motivo per volere il Pippo defunto: senza il suo antagonista a San Remo si sarebbe sentito svuotato e tuttalpiù avrebbe potuto prendere in giro Mino Reitano.
Come sparare sulla Croce Rossa.
Quali possibili moventi avevano gli ultimi due indiziati per giustificare un corteo funebre dei fan di Pippo che avrebbe intralciato al tempo stesso il Festival e il traffico di San Remo? 

4

Tra un indiziato e l'altro approfittai per approfondire la conoscenza di Vittoria Belvedere. "Come mai ti sei fatta bionda?"
"Perché Pippo voleva una bionda angelicata in contrasto con quella bomba di carne della Arcuri."
"Siete diventate amiche?"
"Sì, molto. È un'attrice di un certo peso."
Ma per quanto riguardava le indagini, brancolavo nel buio.
Dopo la Ricciarelli e Ricci, dovetti escludere dalla lista dei sospetti anche Piombi.
Daniele Piombi aveva un alibi di ferro: all'ora del delitto era al Casinò a giocare a chemin de fer con Tito Stagno, Tiziano Ferro, Franca Rame e Dario Argento. Praticamente la nuova formazione dei Metallica.
Mi andò male anche con l'ultimo indiziato.
L'alibi del maestro Pippo Caruso fu sostenuto da Francesco Nuti: il maestro stava componendo la colonna sonora del remake del suo famoso film Caruso Paskowsky di padre polacco.
I quattro presunti colpevoli, una volta scagionati, per stemperare la tensione e dimenticare il lutto, si ritirarono a giocare a poker col morto.
E allora si avvicinava il momento della verità:
- chi era lo spilungone sul palco al posto di Pippo?
- l'arma del delitto era un microfono o la vecchia radio a galena?
- visto che gli unici quattro indiziati erano ormai esclusi dalle indagini, chi poteva aver eliminato il principe dei presentatori? 


La serata finale volgeva al termine. I giochi erano fatti. Tra poco il carrozzone sarebbe stato smantellato, anche in assenza di Renato Zero. A questo punto non mi restava che rassegnarmi all'evidenza del mio fallimento. Aprii lo sgabuzzino e tolsi il bavaglio al Gabibbo. "Va bene, sporco pupazzo rosso, mi arrendo! Dimmi quello che sai e ti cedo la metà del merito!"
"Tre quarti" trattò il Gabibbo.
"È andata!"
"Stavo spremendo Katia Ricciarelli, in cerca di elementi di sfottò contro Baudo. Lei, infastidita, mi ha risposto: 'Parlane pure male, non lo riconosco più. Da qualche tempo non è più lo stesso!'"
Eccola l'illuminazione! Era a portata di naso, come Pippo Franco. C'erano troppi Pippi in questa situazione. Mancava solo Pippi Calzelunghe.
Il Pippo sul palco stava per consegnare il premio al vincitore del suo decimo festival. Irruppi in scena e gli feci una domanda trabocchetto: "Chi ha scoperto Loretta Goggi?"
"Io!"
"Lorella Cuccarini?"
"Io!"
"L'America?"
"Io!"
Era inequivocabilmente lui. Tutti gli altri sapevano che l'America l'aveva scoperta Mike Bongiorno.
Fui arrestato in diretta TV per schiamazzi notturni.
Il giorno dopo Pippo venne a trovarmi in cella accompagnato dal Commissario Cajati, che confermò le mie ipotesi. Il falso Pippo era un fantasista mitomane di Militello, che ricorrendo alla chirurgia plastica era riuscito ad assumerne le fattezze. Aveva più volte cercato di importunare Katia Ricciarelli rivolgendole in pubblico apprezzamenti in dialetto siculo. La Signora Katia, rientrando a casa dal Pippo autentico, solitamente galantissimo, lo prendeva a schiaffoni. Il falso Pippo si era introdotto all'Ariston all'inizio del Festival e si era nascosto dietro una tenda. Ma al momento decisivo, resosi conto del suo folle proposito, si era tolto la vita colpendosi con un microfono, di cui non girava mai sprovvisto. La radio e il libro di Eco erano stati scordati da un vecchio attrezzista, ora pensionato, che voleva farsi una cultura.
Baudo era visibilmente turbato. Commentò: "Non potevo immaginare di aver creato una simile baudodipendenza in uno sconosciuto!"
"Ne è sicuro?"
"Non so."
Ma Pippo, Pippo non lo sa… 

(copyright 2002 Andrea Carlo Cappi, Davide Mangalavite, Andrea G. Pinketts)

viernes, 13 de diciembre de 2019

Jacono Calibro 9000: il concorso letterario

La prima copertina di Carlo Jacono per "Il Giallo Mondadori"


Premio Jacono Calibro 9mila
9mila battute (spazi compresi) per un’immagine

In occasione della mostra "Jacono 90", presso WOW Spazio Fumetto dal 14 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020, la Fondazione Franco Fossati (organizzatrice dell'esposizione), in collaborazione con Il Cerchio Giallo, l'Archivio Jacono, e Il Giallo Mondadori, propone il concorso letterario per il miglior racconto giallo / thriller / noir ispirato a una illustrazione di Carlo Jacono tra le novanta esposte nella mostra presso Wow Spazio Fumetto. 
Il vincitore sarà pubblicato nella collana Il Giallo Mondadori. Altri 8 racconti finalisti saranno pubblicati in un numero speciale della rivista Il Cerchio Giallo a cura de L'Archivio Jacono.
Ogni autore, dopo aver visitato la mostra e avere scelto l'opera alla quale dedicare il racconto, potrà partecipare con UN SOLO elaborato. Ecco i parametri da rispettare:

1) Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani ed europei

2) L'opera partecipante deve essere scritta in lingua italiana e ambientata in Italia

3) L'opera deve essere inedita, ovvero non deve essere stata pubblicate mai, neppure sul web

4) La lunghezza dell'opera partecipante può essere al massimo di novemila battute (spazi inclusi)

5) Il racconto deve essere inviato o consegnato in busta chiusa, in 5 copie, al seguente indirizzo: "Premio Jacono Calibro 9mila" – c/o WOW SPAZIO FUMETTO, viale Campania 12, 20133 Milano – entro e non oltre il 31 gennaio 2020. Contemporaneamente una copia, in formato pdf, andrà inviata al seguente indirizzo di posta elettronica: info@excaliburmilano.it




Jacono 90: una mostra in giallo



Jacono 90, Il Maestro del Giallo, dal 14 dicembre al 12 gennaio 2020 al Wow Spazio Fumetto-Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata (viale Campania, 12, Milano; Info: 02 49524744/45. Ingresso libero. Orario: da martedì a venerdì, ore 15.00-19.00; sabato e domenica, ore 15.00-20.00. Lunedì chiuso.)

Inaugurazione sabato 14 dicembre alle ore 16.00, con
Maria Grazia Jacono, curatrice dell'Archivio Jacono,
Franco Forte, direttore editoriale de Il Giallo Mondadori,
Andrea Carlo Cappi, scrittore e ideatore dell’Archivio Jacono.

Segue una nuova presentazione del volume Delitti alla Milanese-Il nuovo Artusi dell'omicidio, edito da Excalibur, a cura di Gian Luca Margheriti, con racconti gialli milanesi illustrati da Carlo Jacono.



In occasione dei novant’anni dalla nascita di Carlo Jacono, WOW Spazio Fumetto espone una selezione di suggestive illustrazioni di questo talentuoso artista di fama internazionale, all’interno di una mostra che celebra l’estro dell’Uomo del Cerchio, proponendo un percorso espositivo inedito dedicato alle copertine più suggestive prodotte per Il Giallo Mondadori. Iniziato nell’inverno del 1951 a partire dal numero 108, il sodalizio tra il copertinista e l’illustre collana di libri prosegue fino al 1986 contando più di 3.000 titoli.

Alla mostra e alle tavole originali in esposizione è abbinato un concorso letterario.
Grazie alla collaborazione dell'Archivio Jacono, che si occupa di gestire e conservare la memoria dell'artista, saranno esposte 90 tavole originali, tante quanto gli anni che avrebbe compito lo scorso marzo, realizzate a partire dal 1952 e utilizzate come copertine per racconti, romanzi e fumetti. In questa esposizione sono stati privilegiati i gialli ma non mancano Segretissimo e le tante altre testate che si sono avvalse della perizia artistica di Jacono.

In mostra anche la prima e l'ultima copertina realizzata dall'artista per Il Giallo e per Segretissimo ma anche le prime copertine per la Serie Nera de Il Giallo e anche alcune copertine di gialli ambientati a Milano.


Fuori Wow-Brividi in osteria. In occasione della mostra Jacono 90, presso l'Hosteria di Porta Tosa in via Maestri Campionesi 22, Milano, si terrà una mostra di originali di Jacono dedicati al rapporto tra il giallo e alla cucina: 12 tavole utilizzate per illustrare i libri Delitti alla Milanese-Il nuovo Artusi dell'omicidio, e Brividi in cucina, un ricettario di piatti tratti dai gialli “più gustosi”. 


Carlo Jacono nasce a Milano nel 1929: nell'anno nero della Strage di San Valentino e del crollo di Wall Street. Ma il 1929 è anche un anno giallo: in quel 1929, infatti, Simenon inventa il suo Maigret e Hergè il suo Tintin ma, soprattutto, Mondadori lancia in edicola i suoi Libri Gialli. E, proprio questa collana, divenuta Il Giallo Mondadori nel dopoguerra, darà a Jacono l'opportunità di mettere in scena il suo talento pittorico. Appena uscito da Brera, infatti, sarà ingaggiato da Alberto Tedeschi, lo storico direttore/traduttore/curatore de Il Giallo Mondadori, per illustrarne le copertine.
I Gialli erano caratterizzati fin dalla loro nascita da una copertina giallo canarino che includeva al centro un cerchio rosso (inizialmente un esagono rosso) che contornava l'illustrazione di copertina. A Jacono però quel cerchio sta stretto e ottiene da Tedeschi il permesso di poterlo ridurre. Wd ecco che, prepotentemente, i suoi disegni esplodono sulla copertina uscendo dal cerchio, che spesso rimane solo un accenno ridotto a un quarto della sua effettiva dimensione, per invadere il “giallo”. 
Opera di un maestro della prospettiva e del colore, i suoi disegni, una volta stampati, si trasformano in una porta su altri mondi: mondi criminali, mondi esotici ed erotici, mondi dove l'avventura regna sovrana. Le sue immagini incuriosiscono e spingono all'acquisto: non a caso per celebrare i novant'anni di vita della collana mondadoriana, nel 2019 sono state scelte dodici copertine classiche di Jacono per altrettanti romanzi de I classici del giallo. Il risultato: un ottimo successo di vendite.
Come tutti gli illustratori (seriali) Jacono non ha tempo di leggere i romanzi che deve illustrare, così riceve dai traduttori o dallo stesso Tedeschi brevi riassunti, nei quali gli vengono indicati la trama del libro e  possibili linee guida. Tuttavia, Jacono difficilmente le segue: preferisce fare di testa sua e seguire il proprio istinto; eppure chi acquisterà quel volume, stimolato e incuriosito dal suo lavoro, ritroverà sempre nella copertina tutti gli elementi caratterizzanti il romanzo appena letto. 
Il suo tratto è decisamente unico e in continua evoluzione: nelle sue copertine realizzate per Il Giallo alla fine degli anni '50 si respira l'aria fumosa delle ambientazione noir e dei romanzi di Fleming; negli anni '60 compare, specie sulle copertine di Segretissimo, la seduzione del pop e della Swingin' London, ma anche la suggestione del cinema. Gli anni '70 sono il periodo dei collage e spesso le sue copertine sono un mix di ritagli di giornali e colore steso con il pennello.
Jacono, a partire dall'inizio degli anni '50, collabora stabilmente con Mondadori e interviene su quasi tutte le testate della narrativa periodica da edicola della casa editrice: oltre a Il Giallo Mondadori, I Capolavori dei Gialli e I Classici del Giallo, così come molte copertine di Urania e tutte le illustrazioni interne dei primi 240 numeri. Sarà poi chiamato a realizzare le copertine di Segretissimo e lo farà per quasi 35 anni.
Sicuramente le storie di spionaggio gli sono più congeniali: non dobbiamo dimenticare che è stato il primo italiano a dare un volto a James Bond. È stato lui infatti a realizzare, tra le varie copertine (spesso non firmate) dei Gialli Garzanti, anche quelle dei romanzi di Fleming pubblicati nei primi anni '60. 
Grazie a Segretissimo, con le sue storie esotiche, ricche di bellissime spy girl, seducenti e mortali, Jacono mette in mostra la sua passione per l'erotismo, che lo porta a illustrare anche molte copertine dei fumetti sexy tanto in voga negli anni '70. Firmerà, per esempio, ben 240 copertine degli albi di Goldrake, agente alla James Bond con il volto di Jean Paul Belmondo creato da Renzo Barbieri e Sandro Angiolini.
Pur non amando i fumetti, non rifiuta mai un sfida ed ecco che le sue copertine “promuovono” Jacula e Jungla ma anche Walalla, l'indiana bionda scritta da Mario Gomboli, e persino Messalina. Le sue donne sono sempre sensuali, anche quando devono accompagnare racconti romantici pubblicati da Confidenze o Grand Hotel. Jacono ama molto l'azione e le sue copertine hanno sempre un taglio cinematografico. Ha una passione per l'Ovest americano e il western: i suoi primi lavori in questo campo appaiono sulla rivista True West, pubblicata nel 1958 da Tristano Torelli, che propone le storie vere del vero West. Da allora non mancheranno mai nelle edicole: sue sono le copertine di Dust, pubblicato dalla casa editrice Dardo, degli albi western dell'Intrepido, di molte testate tedesche e dei romanzi di Louis Lamour pubblicati negli Oscar Mondadori.
Un altro genere attraversato da Jacono è quello bellico: a partire dagli anni '60 collabora con lo Studio Creazioni D'Ami che lo fa conoscere alla Fleetway. La casa editrice inglese lo coinvolge prima nella creazione delle copertine per gli albi de L'artiglio d'acciaio e poi dei suoi albi di guerra. Da quel momento, per quasi una ventina, d'anni collaborerà con testate inglesi, da Commando a Battle, per la realizzazione di spettacolari duelli aerei e aereo-navali. Tutte questee copertine e altre, per un totale di oltre 300, saranno pubblicate anche in Italia da testate come RAF, U.S. Navy, U.S. Army, Marines e via guerreggiando.
Tuttavia, sotto sotto, Jacono era un pittore prestato all'illustrazione: negli anno '70, infatti, riprende a dipingere con ottimi successi di “pubblico e di critica”. Tra i suoi soggetti preferiti ci sono, potremmo dire ovviamente, i nudi femminili, ma anche splendidi paesaggi marini solcati da grandi velieri e soprattutto una serie di spettacolari guerrieri rinascimentali. Che, quasi a voler chiudere un cerchio, ci riportano alle sue molte illustrazioni fantasy realizzate per i mercati del nord Europa e alle tante favole o illustrazioni storiche realizzate per riviste come Atlante.
Jacono era un artista veloce nella realizzazione dei suoi lavori e questo gli ha permesso di realizzare, in quasi 50 anni di lavoro, oltre seimila copertine e illustrazioni. Negli anni, al contrario di molti altri artisti, Jacono ha certato di rientrare in possesso dei suoi originali e ora gran parte di questi sono conservati, grazie al lavoro di Grazia Jacono e del figlio Andrea, nell'Archivio Jacono e sempre più spesso tornano a nuova vita con la loro pubblicazione su riviste e libri. 

L'ispettore Callaghan in una copertina di Carlo Jacono

Carlo Jacono (17 marzo 1929 – 7 giugno 2000) è indubbiamente l’illustratore che più di tutti ha contribuito a rendere iconiche le copertine de Il Giallo Mondadori. Formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Brera, inizia la sua carriera artistica come pittore. Convinto da uno studio pubblicitario muove i primi passi da copertinista «per caso e per necessità» realizzando layout di progetti grafici e illustrazioni per manifesti e campagne stampa.
Dopo una breve collaborazione per la produzione delle copertine della testata a fumetti La vispa Teresa, nell’inverno del 1950 riceve da Alberto Tedeschi l’incarico di illustrare le copertine de Il Giallo Mondadori, storica collana iniziata nel giugno del 1929, il cui enorme successo ha portato il colore delle sue copertine a designare per antonomasia il genere letterario poliziesco. Il primo volume illustrato da Carlo Jacono è il 108 del 1951, il sodalizio continua fino al 1986 per oltre 3.000 titoli.
La sua carriera prosegue poi come illustratore di copertine di Urania, testata di fantascienza per cui cura anche alcune illustrazioni interne in bianco e nero.
Sempre per Arnoldo Mondadori Editore illustra dal 1960 al 1990 le copertine della collana settimanale di spionaggio Segretissimo. Elemento importante in questi lavori è la rappresentazione della donna: «la donna era d’obbligo in primo piano, con sullo sfondo un’azione della vicenda». Per la stessa casa editrice lavora anche alle copertine de I Classici del Giallo, Cerchiorosso e I Libri dell’avventura
Negli anni Sessanta cura per le Edizioni del Gabbiano di Roma le copertine della collana Emilio Salgari, dedicata all’omonimo scrittore. Durante gli anni Settanta è impegnato a organizzare mostre personali di quadri dedicati alla parallela carriera pittorica apprezzata in Italia e all’estero.
Collabora poi con la produzione di 40 carte da gioco per la multinazionale Dupont e negli anni Ottanta illustra altre prestigiose riviste, tra cui Sorrisi e canzoni, la storica Domenica del Corriere, L’Europe e Sette, magazine allegato al Corriere della Sera. 
I suoi lavori appaiono anche nei libri Club degli Editori, di Euroclub e di Selezione del Reader’s Digest, su Grazia, Grand Hotel e Confidenze.
Oltre alle case editrici italiane ha collaborato con periodici inglesi, svedesi, norvegesi e statunitensi. In Giappone ha illustrato un libro di fiabe occidentali e una biografia di Richard Wagner.
Grazie al suo sconfinato talento nel 1970 vince il Premio Illustrazione. Altro importante traguardo è la vittoria del premio Amici del Quadrato per la Pittura (1974). Ha inoltre partecipato attivamente alle rassegne del giallo, della fantascienza e del fumetto, tra cui il Mystfest di Cattolica, Treviso Comics e la Mostra internazionale dei film di fantascienza di Roma.

Ufficio stampa WOW Spazio Fumetto
Enrico Ercole – 349/5422273