martes, 29 de noviembre de 2022

"Fritz" di Viganò premiato a Milano!


Lo scorso 20 novembre al Circolo A. Volta di Milano il romanzo "Nome in codice: Fritz" di Fabio Viganò si è aggiudicato il terzo posto nella categoria "libro edito - prosa" al Premio Agenda dei Poeti 2022. Ecco l'articolata motivazione della giuria:
"'Nome in codice: Fritz' è un'opera ricca di informazioni e racchiude in essa anche sconosciuti protagonisti che, in queste pagine, trovano diritto di cittadinanza storica.
Un romanzo anche profondamente umano nel vasto fenomeno spionistico degli anni della Seconda guerra mondiale. Dalle plurime suggestioni contenute nelle sue pagine si evince un profondo lavoro nella ricerca, un progetto editoriale dell'autore, proprio nella consapevolezza dell'importanza come opera rivolta a lettori appassionati e non del genere letterario di spionaggio, nel quale gli opposti tra storia e fantasia si fondono perfettamente."


"Un libro entusiasmante ed avvincente che riesce a tenere incollati alle pagine i lettori nel cammino storico e fantasioso del 'Nome in codice: Fritz'."



viernes, 18 de noviembre de 2022

Catarsi in pubblico

Viganò e Cappi nella serata a Varese

Sabato 12 novembre alla Cooperativa Biumo Belforte di Varese, presso la sala René Vanetti, è stata presentata con successo la raccolta "Catarsi" di Fabio Viganò, con la partecipazione dell'autore affiancato da Andrea Carlo Cappi. Tra il serio e il faceto, con letture di poesie, osservazioni sulla scrittura, frammenti di storia del XX secolo e ricordi autobiografici dell'autore, il pubblico si è interessato e - cosa non sempre garantita quando si parla di libri - persino divertito.





lunes, 24 de octubre de 2022

Michele Serio, il calcio e i sette veli


Recensione e non solo di Andrea Carlo Cappi

Di quando in quando realtà e letteratura si intrecciano in modo misterioso. Ci si trova a vivere situazioni che sembrano inventate e che, se incontrate nelle pagine di un libro, richiederebbero la sospensione dell'incredulità. Nondimeno tutto questo è accaduto una volta di più alla presentazione del'ironico e brillante romanzo "Il calcio e la danza dei sette veli" di Michele Serio (Ed. Colonnese).
Nell'arco di oltre venticinque anni ho incontrato lo scrittore varie volte a Napoli e a Milano, e mi è spiaciuto molto quando, dopo qualche tempo che non ci sentivamo, ho scoperto della sua scomparsa nel 2021... in ritardo, dalla sua pagina su Wikipedia; la stessa cosa che mi è capitata anche con un altro amico e collega, il barcellonese Pedro Casals. Quando Eva Serio, la figlia di Michele, mi ha chiesto di presentarne a Milano il libro uscito postumo, ho accettato immediatamente.
Ma già la fusione tra realtà e letteratura era cominciata: la presentazione era organizzata in collaborazione con il Club Milano Partenopea, gruppo di tifosi del Napoli che si riunisce al Carlsberg Barrio Alto di Milano; dato che il calcio è il tema del libro e la squadra in questione quasi un personaggio della vicenda, l'incontro doveva svolgersi poco prima di una partita. Il destino ha voluto che la data fosse il 23 ottobre 2022, a un anno esatto dalla morte dell'autore (dopotutto, il modo in cui di certo lui avrebbe voluto che si celebrasse il primo anniversario). E in che strada si trova il locale? In via Serio (inteso peraltro come fiume affluente dell'Adda).

Eva Serio (Foto: A. C. Cappi)

Sicché mi presentai al fianco di Eva - con la mia spilletta dei 60 anni di Diabolik sulla giacca - a presentare questo gioiello di libro. Il protagonista si chiama Raffaele Berio e anche dalla descrizione risulta un alter ego dell'autore; è uno scrittore di gialli costretto a presentare in libreria (in cambio di cure gratuite) un'opera del suo dentista, il quale scrive ignobili romanzetti con uno dei soliti ispettori di polizia, che tuttavia erodono il successo del nostro eroe. Al buffet Berio, tifoso incondizionato del Napoli, incontra Paola, che detesta il calcio.
E nasce una sfida a scopo di seduzione: se Berio riuscirà a convincerla della fondamentale importanza del calcio, lei andrà a letto con lui; al contrario, lo scrittore si lascerà sottoporre a un'umiliazione pubblica. Le regole del gioco: si inontreranno per un'ora nei sette giorni consecutivi e, se lui segnerà un punto a proprio favore, lei rinuncerà a un indumento o accessorio che non potrà più indossare all'incontro successivo. Il percorso iniziatico è irto di ostacoli: a ogni incontro al protagonista capiterà un piccolo incidente e nei suoi piani interferirà una rivale di Paola dedita alla body art... ma il calcio è destinato a essere il vero vincitore.
Nella vicenda Berio incrocia un altro personaggio e il destino farà sì che le scelte del primo siano determinanti per il secondo, che diviene protagonista quando il romanzo sembrerebbe giunto ormai alla conclusione. Ed ecco invece un'impennata narrativa di proporzioni bibliche e metafisiche, che mi ha ricordato certe pagine del libro postumo di Andrea G. Pinketts (che peraltro, in un precedente volume di racconti, ne pubblicò uno intitolato "Sul Serio", sempre inteso come fiume.)

In realtà di calcio anch'io, come Paola, capisco ben poco. Vedo solo qualche partita delle nazionali italiana e spagnola agli Europei e ai Mondiali. I miei rapporti con il football sono essenzialmente letterari: tradussi anni fa dallo spagnolo un libro-intervista di Johan Cruijff, chiedendo consulenza all'amico Pedro Casals tifoso e tesserato del Barça; e nel 2021, invitato a scrivere un racconto calcistico per l'antologia "Cuore di cuoio" in occasione degli Europei, partecipai con una storia del Cacciatore di Libri, per spostarmi su un territorio a me più familiare.
Ma ieri sera l'atmosfera alla presentazione de "Il calcio e la danza dei sette veli" era quella delle congiunzioni astrali. Come prefazioni al libro, oltre a quella del critico cinematografico Valerio Caprara, ce n'è una della stessa Eva Serio, che racconta come da bambina il padre l'avesse reclutata come talismano: "Nel bel mezzo del match andai in bagno e, appena rimisi piede nella stanza, il Napoli segnò il goal decisivo che gli permise di vincere." Ieri sera, mentre si cenava con i tifosi sotto il megaschermo e il Napoli non riusciva a sbloccare lo zero a zero, sentii che per coronare la serata occorreva una vittoria.
"Devi andare in bagno", dissi a Eva, con la sicurezza conferita dal secondo bicchiere di rosso della casa, quando lei ebbe finito l'ottima "orecchia di elefante" che avevamo condiviso.
"Ma è al piano di sotto." Voleva dire perdersi minuti preziosi di partita.
"Devi fare questo sacrificio."
Eva scese, poi tornò e, dopo qualche minuto, il Napoli segnò infatti il goal decisivo. Non me ne vogliano i tifosi della Roma: è stato in nome del calcio e della letteratura.





miércoles, 28 de septiembre de 2022

Premio "Città di Varallo" 2022 a "Catarsi" di Fabio Viganò


Domenica 18 settembre presso il Teatro Civico di Varallo (VC) si è tenuta la cerimonia del Premio Internazionale di Poesia "Città di Varallo" 2022, che nella sezione "libro edito" è stato assegnato a "Catarsi" del nostro Fabio Viganò. Ecco le immagini della premiazione.





"Catarsi" di Fabio Viganò (Otma2)


lunes, 29 de agosto de 2022

Ladykill: l'articolo proibito


Sul "blog proibito": a venticinque anni dalla morte di Lady Diana Spencer, come è cambiato il complottismo dal 1997 a oggi. Ladykill: lo spartiacque dei complotti, un articolo di Andrea Carlo Cappi.

miércoles, 17 de agosto de 2022

Il poeta inutile


El Greco "La purificación del Templo" (ca. 1610)

Poesia di Fabio Viganò

Sono inutile, violento e provocatorio.

Frusto a parole. Faccio male.

Sembro il vostro cristo nel tempio.

Voi, farisei, avete già pronta la croce.






miércoles, 10 de agosto de 2022

Vita da pulp - Agosto da pulp


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi 

Con questo post (numero 58) la rubrica "Vita da pulp" compie due anni: il post numero 1 è datato infatti 11 agosto 2020. Non mi era venuto in mente di festeggiare il primo anniversario, perché nel 2021 questi giorni erano funestati dall'evento di cui parlai nel post numero 31.
Ma, per pensare a cose più liete, quando nacque questa rubrica avevo appena finito un romanzo che rappresentava una sfida insolita e che si è poi rivelato un successo (non solo per merito mio, è doveroso precisare: io sono solo l'ultimo anello di una lunga catena).
Ebbene quest'anno il 9 agosto ne ho terminato il seguito - una sfida se possibile ancora più insolita - che dovrebbe uscire il prossimo autunno... cambiando editore. La casa editrice precedente deve aver preso una di quelle decisioni che di solito si giustificano con un vago pretesto di "marketing", quindi un'altra ne ha subito approfittato.

In ogni caso, ho completato il mio terzo inedito di quest'anno. E, avendo tradotto due romanzi e nel frattempo curato l'antologia del Premio Torre Crawford, la riedizione di un mio romanzo e una mia nuova raccolta (il secondo volume di racconti e romanzi brevi con Medina), anche quest'anno mantengo la mia media di un libro prodotto al mese.
È anche vero che la mia vita lavorativa è tornata a somigliare a uno dei miei aneddoti preferiti su Raymond Chandler: incaricato di scrivere in poche settimane la sceneggiatura del film "La Dalia Azzurra" e costretto a lavorare giorno e notte, si fece assegnare dalla Paramount tre segretarie, copertura medica ininterrotta e scorta illimitata di alcolici. Io non arrivo a tanto (difficile competere con Chandler quanto ad alcolici), ma questo ritmo continua senza interruzione da quasi un anno. 
Orbene, qualcuno penserà che, finito il terzo romanzo, lo scrittore passerà il resto dell'estate sul mare senza far nulla, tranne bere cocktail circondato da groupies adoranti e farsi invitare alle feste dei VIP. Avete ragione su mare, cocktail e groupie (singolare: la mia fidanzata, che ha la stessa pazienza di Altea di Vallenberg quando l'ispettore Ginko deve dare la caccia al maledetto criminale).

Non è un mistero, perché tra il 2016 e il 2020 l'ho detto apertamente con una serie di video chiamata "Magalluf Italian Style", che appena posso mi trasferisco in una famigerata località del Mediterraneo divenuta l'ambientazione di parecchie mie storie. Ma cosa fa uno scrittore pulp polivalente a Magalluf, quando ha finito un romanzo?
Se non si rimette subito a scrivere perché oppresso dalle scadenze, comincia a pensare ai libri successivi. Ovvero, mentre mangia una tortilla española sulla spiaggia al tramonto, raccoglie informazioni, elabora dati e in realtà continua a "scrivere" anche se non è al computer. Molti miei libri sono nati con un foglio di carta e una matita a un tavolo di El Ultimo Paraiso; spesso, quando devo ragionare su qualche sviluppo narrativo, vado a cena a La BodegaIl cervello non si spegne mai.
Nell'agosto 2010 ospitai qui per una settimana Stefano Di Marino e molti dei progetti suoi e miei che forse alcuni di voi hanno letto nei mesi o anni successivi sono nati in quei giorni di relativa vacanza. Essere uno scrittore pulp polivalente è un privilegio e una maledizione. Ma chi lo diventa non riesce mai a smettere di esserlo.

Continua...

(immagine: foto di A. C. Cappi)




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito sulle pagine de Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato una sessantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, presso alcune delle maggiori case editrici italiane e qualcuna delle peggiori. Editor, traduttore, consulente editoriale, all'occorrenza è anche sceneggiatore, fotografo, illustratore, copywriter (di se stesso) e videomaker. È direttore artistico del Premio Torre Crawford (prossima edizione: 2-3-4 settembre 2022). Su Radio Number One tiene la rubrica "La Boutique del Mistero" (in pausa estiva fino a settembre 2022).