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domingo, 7 de junio de 2026

Vita da pulp - Vita con Marilyn


Opera di Cristina Stifanic da "Marilyn-La donna più bella del mondo"

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

Suppongo che capiti a chiunque scriva libri e abbia la fortuna di pubblicarli: ogni opera ha dietro una storia che coincide con un momento particolare della nostra vita. Avete presente le persone che vi dicono "La mia vita è un romanzo"? Quantomeno nel mio caso, è a rovescio: i romanzi (ma anche le raccolte di racconti e i libri di non-fiction) sono la mia vita. Che a volte è punteggiata di eventi casuali - o voluti dal Destino o dal Grande Sceneggiatore, scegliete voi - che innescano percorsi determinanti della mia esistenza.
In effetti può accadere a chiunque, come testimonia il momento reinterpretato dall'artista pop Cristina Stifanic nell'immagine che apre questo post e che, come altre sue opere originali, trovate nel mio libro "Marilyn - La donna più bella del mondo", appena uscito da Excalibur, (potete già acquistarlo sul sito MagazinePress e prossimamente in libreria, su IBS, su Amazon, etc.) Quel momento cambiò per sempre la direzione della vita di una persona e, nel bene come nel male, decise il suo destino..
In piena II guerra mondiale, nel 1944 la diciottenne californiana Norma Jeane Dougherty (dal cognome del giovanotto sposato due anni prima) lavora in una fabbrica di droni impegnata nello sforzo bellico. Qui viene notata dal fotografo di una rivista militare, ritratta mentre assembla un apparecchio e lanciata come modella. Dopodiché diventa attrice sotto il nome Marilyn Monroe (dal cognome materno), anche se per esigenze economiche all'inizio della sua carriera posa nuda con l'alias "Mona Monroe" per lo scandaloso (all'epoca) calendario "Golden Dreams", con una fotografia che viene ripresa nel 1953 sul primo numero di "Playboy" e che ispira l'opera qui sotto, sempre di Cristina Stifanic.

Opera di Cristina Stifanic da "Marilyn-La donna più bella del mondo"

I segreti della vita e della morte di Marilyn sono particolarmente interessanti per chi si occupa di intrighi e di spionaggio. La mia vita con lei comincia infatti trent'anni fa, nell'agosto 1996, con un articolo sul mensile "Delitti & Misteri" in cui indago sulla sua morte. Per la stessa rivista scrivo anche un articolo sull'assassinio di John F. Kennedy. Le informazioni che raccolgo mi suggeriscono idee per un romanzo, cui comincio a pensare nell'estate del 1997, subito dopo avere pubblicato "Cacciatore dell'impossibile", prequel della mia serie sul Cacciatore di Libri, personaggio seriale nato su "Il Giallo Mondadori", nel 1993.
Proprio mentre sto ragionando su ipotetici complotti... a fine agosto 1997 muore Lady Diana e ritrovo nei media di quei giorni la stessa cortina fumogena che aleggiava intorno a Marilyn e ai Kennedy. Sicché mi getto a capofitto in un romanzo sul caso Diana Spencer con protagonista Carlo Medina, altro personaggio seriale nato su "Il Giallo Mondadori", nel 1994. È a tutt'oggi il mio libro di maggior successo; nelle diverse edizioni ha cambiato vari titoli, assumendo infine quello scelto da Alan D. Altieri, "Ladykill", ed è ora edito da Oakmond Publishing.
Nella primavera 1998 esce infine il libro cui pensavo dall'anno prima, "Cacciatore di intrighi", che ruota intorno a uno scottante memoriale sui casi di Marilyn e dei Kennedy. Il nuovo romanzo è ambientato a Rapallo (Genova), città in cui passai lunghi periodi nella mia infanzia e che sono tornato a frequentare da qualche tempo; sicché propongo al locale assessorato alla Cultura una presentazione del mio libro.
Il caso vuole che in settembre a Rapallo sia prevista una mostra di opere ispirate a Marilyn Monroe, con vari eventi correlati nell'arco di un fine-settimana. Così nel programma sono inseriti un firmacopie in una libreria, una presentazione ufficiale nella sala consiliare in Municipio, una presentazione in un'altra libreria.
Quel weekend si rivela un vero e proprio crocevia del destino.

Il ritratto di Marilyn di Carlo Jacono per la mostra a Rapallo del 1998 

Rapallo è la città in cui passa l'estate il pittore Carlo Jacono, celeberrimo autore di copertine per "Il Giallo Mondadori", "Segretissimo" e un'infinità di altre pubblicazioni, anche all'estero. L'ho conosciuto qualche tempo prima a Milano, ma è proprio in questi giorni che facciamo amicizia; ciò mi porterà - alla sua morte, nel 2000 - a organizzare quello che battezzerò Archivio Jacono, un impegno cui mi dedicherò per diversi anni, organizzando anche varie mostre in Italia e in Francia. E sarà proprio una mattina nel suo studio nel 2001, mentre riordino alcune sue tavole pubblicate su "Segretissimo"  negli anni '70, che prenderà forma nella mia mente il progetto della serie "Nightshade".
Per tornare al settembre 1998, alla mostra "Ma... rilyn" partecipa anche Carlo Jacono, con il quadro che riporto qui sopra e che vorrei tanto avere come copertina per un mio libro (lo ritroverò nel suo studio due anni dopo e lo avrò finalmente come copertina nel 2026... per un libro che in quel momento ancora non esiste).
Lo scrittore Andrea G. Pinketts è venuto a Rapallo per presentare "Cacciatore di intrighi" e in cambio, in libreria, io presento la sua ultima pubblicazione, "Fuggevole turchese". Ma nel frattempo, all'evento nella sala consiliare, compaiono una graziosissima impersonatrice di Marilyn e una non meno graziosa lettrice incaricata del reading di alcuni brani del mio romanzo. Inevitabilmente Pinketts perde la testa per quest'ultima, di nome Clizia... e da tutto questo nascerà il suo romanzo successivo, intitolato appunto "Nonostante Clizia".

"Marilyn" tra Pinketts e Cappi a Rapallo, settembre 1998 (fototizy)

Nel 2010 faccio cenno anche a Marilyn nel mio saggio "Le grandi spie". Ma, con l'avvicinarsi del sessantennale della sua scomparsa, una casa editrice mi chiede di scrivere un libro su di lei, da lanciare al Salone del Libro di Torino del 2012. Dopo avere discusso a lungo i termini del contratto (con anticipo alla consegna), mi metto all'opera con il mio solito "metodo investigativo", incrociando varie fonti. Intanto la stessa casa editrice mi chiede un libro su Grace Kelly, di cui in settembre ricorre il quarantennale della morte, e firmo un contratto identico al precedente.
Peccato che l'editore non rispetti gli accordi. Quando consegno il primo libro, non arriva l'anticipo, ma io sono vincolato a consegnare anche il secondo. Alla fine i due volumi hanno successo, ma io non vedo un centesimo, anche perché l'editore ha già astutamente programmato un fallimento a orologeria per non pagare né autori e autrici, né lo staff della redazione. Malgrado di lì a poco la casa edtrice cessi di esistere, qualcuno continuerà a venderne i libri fino a esaurimento copie; e non solo: i miei due libri, in versione ebook, non saranno mai tolti dal mercato, perché l'editore non ha dato l'ordine di rimozione e continuerà a intascare soldi alla faccia mia.
Insomma alla fine, con quello che mi sono costate le ricerche, anziché guadagnare sono andato in perdita. Mi resta solo la soddisfazione di avere pubblicato due ottimi libri e di averne fatto presentazioni divertenti, in particolare la serata dedicata a Marilyn nel ciclo Borderfiction Eventi all'Admiral Hotel, da cui proviene la foto sottostante. E il fatto che, con il fallimento dell'editore, i diritti sono tornati a me, quindi un giorno li potrò ripubblicare, con opportune aggiunte che renderanno obsolete le edizioni in ebook.

Claudia impersona Marilyn all'Admiral Hotel di Milano (foto: Stefan Di Marino)

Passano quattordici anni di intenso lavoro. Ma, dato che nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Marilyn, Riccardo Mazzoni di Excalibur - con cui ho pubblicato i miei romanzi originali con Diabolik & Eva Kant, oltre ai due di "Danse Macabre" - mi propone una riedizione del libro sull'attrice (e abbiamo in mente in futuro anche la riedizione del libro su Grace).
Quindi, mentre lui raccoglie una selezione di tavole ispirate a Marilyn di grandi fumettisti italiani (cito al volo Guido Crepax, Ivo Milazzo, Sergio Toppi) e prepara un'appendice su "Marilyn a fumetti", io amplio il testo già esistente del libro. La nuova edizione è quindi molto più ricca e più bella della precedente, con il quadro di Carlo Jacono in copertina e, in aggiunta, le opere inedite di Cristina Stifanic realizzate appositamente per il volume.
Così sono tornato ad addentrarmi nei misteri della vita e della morte di Marilyn Monroe. Quando scrissi il libro originale nel 2012, era mia intenzione smontare le varie teorie di complotto sulla sua fine: vedevo più probabile un'overdose accidentale. Senonché nelle mie ricerche mi imbattei in un nome che non ci sarebbe dovuto essere... Insomma, la possibilità di un complotto tornava plausibile e aleggia anche in questa nuova edizione, che ho presentato in anteprima durante un concerto-tributo a Vigevano il 24 maggio scorso.
Così sono trent'anni che Marilyn, in un modo o nell'altro, è presente nella mia vita. E, con il centenario del primo giugno scorso, la si vede spuntare da tutte le parti.

"Marilyn" all'aeroporto (fotogaco, 6 giugno 2026)

Continua...

Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: Medina, Nightshade, Sickrose, Black e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libri, Stanislawsky e Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

domingo, 15 de octubre de 2023

Cine y Moda: il cinema visto da Jean-Paul Gaultier


Reportage fotografico di Andrea Carlo Cappi

Dopo la "Nit de l'Art" e l'apparizione delle sfere di Connecting a Casal Solleric, la proposta culturale dell'autunno 2023 a Palma di Maiorca include l'ultima tappa spagnola di Cine y moda, mostra curata nel 2021 a Parigi da Jean-Paul Gaultier per la Cinematheque Française (con il titolo originale CinéMode), portata in tour per due anni attraverso le sedi CaixaForum di Madrid, Barcellona, Siviglia, Saragozza e, ora, Palma.

J. P. Gaultier, costume per Victoria Abril in Kika-Un corpo in prestito (1993)

Il legame con la Spagna non deve stupire, dato che sono in mostra anche costumi originali realizzati dallo stesso Gaultier per Kika e La mala educación di Pedro Almodóvar: lo stilista e il regista condividono del resto l'appellativo di enfants terribles. Ma si incontrano, in modo diretto o indiretto, anche personaggi famosi come Zorro, Superman, James Bond... e una grande varietà di icone femminili, come Marlene Dietrich, Catherine Deneuve, Delphine Seyrig, Sharon Stone o Madonna.

J.P. Gaultier, guêpière conica disegnata per Madonna (1989)

John Bloomfield, costume per Superman IV (1987)

Ellen Mirejnick, costume per Sharon Stone in Basic Instinct (1992)

Inaugurata il 30 settembre 2023, la suggestiva esposizione - che include costumi originali di celebri film e creazioni dello stesso Gaultier - continua fino al 7 gennaio 2024 presso la sede CaixaForum di Palma in Plaza Weyler, cui prima o poi dovrò dedicare un articolo a parte: si tratta dello storico Gran Hotel, realizzato dall'architetto modernista Lluis Domenech i Fontaner e aperto dal 1903 al 1941; acquisito e restaurato dalla Fundación La Caixa nel 1993, da trent'anni è sede di mostre, concerti e conferenze, oltre a ospitare una collezione permanente del pittore Hermenegildo Anglada Camarasa.

J. P. Gaultier, vestito-smoking, collezione "Divine Jacqueline" (1999)

Il percorso di Cine y Moda si apre con l'ispirazione cinematografica di Gaultier: Falbalas (1945), un film sul mondo della moda di Jacques Becquer, che il futuro stilista, classe 1952, vide in televisione a circa nove anni e che considera tuttora la sua "scuola di moda". La sua vocazione peraltro si era già manifestata - rivela nel catalogo della mostra - quando aveva creato per il suo orsetto di peluche il prototipo della sua futura guêpière conica, resa celebre da Madonna.

Danilo Donati, costume per Donyale Luna in Satyricon (1969)

Ma, in quello che sarebbe diventato uno degli elementi caratteristici dello stile di Gaultier, si scopre persino l'influsso dei costumi ideati per Satyricon di Federico Fellini, pellicola che ribaltava completamente un'iconografia cinematografica maturata tra Hollywood e il peplum, portando il pubblico a vivere un'esperienza diversa da quella consueta in cui l'antica Roma era popolata da gente del XX secolo con indosso toghe o armature da centurioni e portandolo in un mondo per certi versi già simile al nostro, eppure sotto molti aspetti del tutto alieno (come ebbi modo di notare molti anni fa in una mia serie di testi sul cinema di Fellini).

J. P. Gaultier, corsetto ispirato a Satyricon (2020)

Non posso pretendere di essere esaustivo né nell'articolo né nella selezione fotografica: è una mostra che va visitata - approfittando di qualche volo low-cost fuori stagione - tanto per rivivere un percorso nella cinefilia, di fronte ai costumi di pellicole rimaste nella memoria e qualcuna ancora da riscoprire, quanto in quelle che pensavo di ricordare solo io.

Ceil Chapman, vestito per Marilyn Monroe (ca.1950)

Un esempio: nel percorso si trova il costume di Antonio Banderas, erede di Diego del la Vega/Anthony Hopkins ne La maschera di Zorro di Martin Campbell (1998)... ma anche uno di quelli per George Hamilton per la parodia Zorro mezzo e mezzo (1981) il cui titolo originale, ben più esplicito, era Zorro, the Gay Blade: Diego de la Vega Jr., erede della missione di giustiziere del padre, si alterna al gemello Bunny - cresciuto in Inghilterra, dandy e gay - che invece del tetro costume nero ne sfoggia versioni assai più pittoresche. Detto fra noi, in trasferta a Hollywood, in quel film il regista anglo-ungherese Peter Medak, già autore del capolavoro ribelle La classe dirigente, si era dovuto tenere a freno con le provocazioni...

Graciela Zamón, cosume per La maschera di Zorro (1998) Sotto:
Gloria Gresham, costume per Zorro mezzo e mezzo (1981)...

...in secondo piano, J. P. Gaultier, costume per La mala educación (2004)

Donne, uomini, superdonne e superuomini, e personaggi dalla sessualità fluida si alternano in questa mostra per cui la Cinematheque Française, su suggerimento della regista Toney Marshall, ha dato carta bianca allo stilista per scegliere il tragitto, che riguarda non solo il suo lavoro per il cinema (con Luc Besson o Josiane Balasko) ma anche quello di altri stilisti e costumisti, e infine ciò che la passione per il cinema ha dettato allo stesso Gaultier.

J.P. Gaultier, costume e bozzetti per Il quinto elemento di Luc Besson (1997) 

J.P. Gaultier (2020), ispirazione da Il selvaggio

J. P. Gaultier (1995), ispirazione dalla saga di Mad Max

J.P. Gaultier (2020), ispirazione da Arancia meccanica

J. P. Gaultier (2011) ispirazione da James Bond 007

Molto significativa la sezione dedicata agli anni Sessanta, in cui figurano modelli di André Courreges, di Paco Rabanne o di Pierre Cardin (cui è applicato il volto della celebre modella Twiggy) mentre scorrono immagini da Blow-Up di Antonioni o Modesty Blaise di Joseph Losey, in una reciproca influenza tra moda e cinema.

Paco Rabanne (1967)

André Courrèges (1965)

Pierre Cardin (1966-1968)

Sorprendenti, anche perché a me del tutto sconosciuto, i vestiti in lamiera per il film di William Klein Qui êtes-vous Polly Magoo? (1966) nelle due foto sottostanti, realizzati da Bernad e François Braschet da un'idea di Jeanne Klein con la collaborazione di Xavier De La Salle.




Ma, come accennavo, qualsiasi mio discorso è riduttivo per l'esperienza rappresentata da Moda y Cine, che nella sua edizione spagnola rende omaggio anche alle suggestioni iberiche di Gaultier, dal corsetto da torera (1991) al vestito a ventaglio per signori (1997).