viernes, 5 de agosto de 2022

Queste settimane nella rete

"La lunga notte di Marylyn" (illustrazione di Carlo Jacono

Salve a tutte e a tutti. Dopo un'altra breve latitanza di questo appuntamento, il vostro affidabile Andrea Carlo Cappi vi propone un riepilogo dei post più recenti nella rete RBK in cui si intrecciano i blog Il Rifugio dei Peccatori, Borderfiction Zone, Kverse e il sito del Premio Torre Crawford. Vi basta fare click sulle parole evidenziate in giallo per arrivare al link corrispondente.

Marilyn e JFK, illustrazione di Carlo Jacono

Marilyn Monroe
Nel corso degli anni il leggendario pittore-illustratore Carlo Jacono (noto al grande pubblico per le sue copertine de "Il Giallo Mondadori" e "Segretissimo", ma collaboratore di un'infinità di riviste, tra cui la "Domenica del Corriere") ha ritratto più volte Marilyn Monroe. In questi giorni ho recuperato le immagini da lui realizzate per ricordare i sessant'anni della morte di Marilyn Monroe, avvenuta nelle prime ore del mattino del 5 agosto 1962.
Il mistero che circonda tuttora la scomparsa dell'attrice è stato uno degli argomenti dell'ultima puntata (doppia) della stagione de La Boutique del Mistero, il mio programma su Radio Number One, che riprenderà - presumo - dopo metà settembre, insieme ai dossier che appaiono puntualmente su Borderfiction Zone. Il 31 luglio scorso, nella puntata Marilyn e Diana: due morti "accidentali", è stato ricordato anche un altro anniversario misterioso: il venticinquesimo della morte di Lady Diana, che ricorrerà alla fine di questo mese (quindi tra qualche settimana vi toccherà di nuovo sentir parlare del mio romanzo Ladykill).

Illustrazione di Carlo Velardi da "Martin Mystère" n. 389

Misteri & Mysteri
Nella puntata precedente, invece, mi ero occupato dei delitti del dottor Petiot, un caso spaventoso risalente a ottant'anni fa, che ho inserito nella trama del mio romanzo Martin Mystère - La farfalla dalle ali di ossidiana, attualmente nelle edicole italiane... tranne quelle che non lo hanno ricevuto. Per ovviare a questo incoveniente e se l'edicolante è impossibilitato a ordinarlo, potete ordinarlo (insieme ai quattro volumi precedenti) dal 30 agosto alla riapertura del Bonelli Shop Online. Ma, se siete a Milano, è probabile che lo troviate al Bonelli Store di viale Coni Zugna.
Vi ricordo intanto che è ancora in edicola, per poco, "Martin Mystère" n. 389 (con, in appendice, il terzo episodio del serial "Zona Y"), perché dal 10 agosto va in distribuzione "Martin Mystère" n. 390 (in cui in appendice troverete il quarto). Ve lo dico perché - come i lettori del serial avranno intuito dalle ultime righe dell'episodio precedente e dall'illustrazione di Carlo Velardi - ha inizio un'insolita avventura western del detective dell'impossibile, che si svolge in due puntate nei numeri di agosto e settembre.



Pensieri letterari
Dovrebbe arrivare al venerdì alle 13.00, ma forse per motivi di fuso orario qui è già pervenuta la terza (pungente) puntata del nuovo ciclo di corrispondenze della scrittrice Claudia Salvatori dalla nave Iperwriters, dal titolo Pensiero gioioso, continuando un percorso dalle venature autobiografiche. Non dimentichiamo poi che esiste anche la casa editrice Iperwriters, molto seria nonostante abbia pubblicato anche un mio libro.
Come ho già scritto, Claudia Salvatori è l'autrice ospite dell'antologia 2022: "Un'inquietante sensazione indefinibile", edita come le due precedenti ("Perché il sangue è la vita" e "Innamorarsi di un fantasma") da Oakmond Publishing. Come ormai tradizione, l'antologia contiene anche un classico di Francis Marion Crawford e i racconti dei finalisti dell'edizione di quest'anno del Premio Torre Crawford. L'antologia contiene ovviamente il racconto vincitore del PTC 2022, così come quelli cui sono stati assegnati i premi in memoria di Andrea G. Pinketts e Stefano Di Marino. Potete richiedere l'edizione cartacea presso segreteria@premiotorrecrawford.it (disponibile a breve) o scaricare l'edizione ebook
Si avvicina intanto l'appuntamento con il Festival Torre Crawford il 2-3-4 settembre 2022 a San Nicola Arcella (Cosenza), sulle sponde del mare "Bandiera Blu", .


Nuovo premio per Fabio Viganò
Chi frequenta da tempo il blog "Il Rifugio dei Peccatori" conoscerà le poesie di Fabio Viganò che lo hanno punteggiato in questi anni. Vi ho già annunciato l'uscita della sua raccolta più corposa, Catarsi (edita da Otma 2) in cui appaiono alcune delle sue poesie più note e apprezzate. Ma non vi ho ancora detto, anche perché è notizia di questi giorni, che "Catarsi" ha vinto il Premio Internazionale di Poesia "Città di Varallo".


Editing e ricordi
Su un altro versante della letteratura, nella mia rubrica Vita da pulp ho proseguito il discorso sull'editing nella nuova puntata L'editor nella piaga.
Ma in questi giorni, per la precisione il 6 agosto, ricorre il primo triste anniversario della morte di Stefano "Il Prof" Di Marino, cui lo scorso anno ho dedicato gli articoli L'ultimo gigante e Il silenzio che uccide. Posso dire che la situazione non è cambiata in un anno: né nei confronti di Stefano, che - con grande sollievo di certuni - può essere "finalmente" dimenticato, né nei confronti di chi fa lo stesso lavoro. È il lavoro che amiamo fare, per la soddisfazione dei nostri lettori (quando riescono a trovare i nostri libri, cosa sempre più difficile già prima della pandemia e della guerra) ma, come gli agenti segreti di molti nostri romanzi, dobbiamo vivere nell'ombra. 

Foto di A. C. Cappi

martes, 26 de julio de 2022

Vita da pulp - L'editor nella piaga


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi 

La volta scorsa ho ripreso l'argomento dell'editing, uno dei cui obiettivi dovrebbe essere correggere eventuali sviste di chi ha scritto un racconto o un romanzo. Sviste che possono capitare, se chi scrive è alle prime armi e deve gestire troppi dati tutti in una volta; ma anche se si tratta di un/una professionista che sta lavorando a più testi contemporaneamente o a uno solo troppo in fretta.
Come mi ricorda un lettore attento, una delle sviste più tipiche è un personaggio che cambia nome nel corso del romanzo, perché l'autore X si è dimenticato come si chiamava, o ha deciso di cambiare il nome... ma non lo ha corretto in tutte le pagine (nelle macchine da scrivere non esisteva la funzione "trova e sostituisci"!) Una variante curiosa che mi è capitata sotto gli occhi di recente: un personaggio russo il cui patronimico risulta essere "Ivanovich" ma poche righe dopo si dice che suo padre si chiama Igor... quindi il patronimico dovrebbe essere "Igorevich", altrimenti che patronimico è?
In questi casi, più che un editing, servirebbe una semplice revisione accurata, a volte basta solo una correzione decente di bozze. Il problema è che questo non sempre avviene. Per distrazione (nessuno fa caso al cambio di nome del personaggio), ignoranza (nessuno sa cos'è un patronimico), oppure carico di lavoro intollerabile, per cui tutte le persone coinvolte nel processo editoriale stanno lavorando da giorni quasi senza dormire per aumentare la produttività.

Fatto sta che anche in libri pubblicati da importanti case editrici di tutto il mondo passano inosservate sviste grosse come case. Che diventano particolarmente imbarazzanti se ricadono sugli aspetti "gialli" di una vicenda destinata a un pubblico specializzato. Per esempio, il protagonista menziona qualcosa che ancora non può conoscere... e no, non è un indizio: è solo che l'autore lo ha fatto dire al personaggio al momento sbagliato, senza che l'editor se ne accorgesse perché non ha letto con attenzione.
Ricordo un romanzo per cui l'autore si era documentato a lungo per imparare una terminologia specifica, rivolgendosi a uno dei massimi esperti mondiali del settore in modo da descrivere ogni dettaglio in modo corretto e comprensibile. L'editor di turno, in preda a una furia isterica, si dedicò a togliere dal romanzo tutti i termini tecnici, sostituendoli con altri più imprecisi; ma non si accorse, in un altro capitolo, dell'incompatibilità negli orari di una certa azione che la rendevano impossibile. In accordo con l'autore, nella traduzione italiana ho rimesso a posto le cose, sia per la terminologia (per puro caso un po' m'intendo dell'argomento), sia per l'incoerenza. A volte basta solo modificare una parola per far tornare i conti, o quasi.
Ma non è l'unica volta che, in fase di traduzione mi sono trovato a rimettere in sesto un libro. Come nel romanzone storico in cui un perfido nobiluomo si libera della servetta incinta murandola viva in cantina; ma anni dopo qualcuno ci entra e trova i resti umani in un angolo. No, nessuno ha abbattuto il muro, è solo che dopo qualche centinaio di pagine l'autore si è scordato della sua esistenza e l'editor non se n'è accorto.

Ma ci sono due aspetti che diventano problematici in caso di editing raffazzonato o assente. E purtroppo mi capita di vederli sempre più spesso. Uno è quello del punto di vista del narratore, il cui uso scorretto o approssimativo a volte può persino rendere incomprensibile la lettura. L'altro è quello della consecutio temporum che, come dicevo qualche tempo fa, viene ormai bellamente ignorata.
Eh, sì. non è poi così facile scrivere.
In ogni caso valga questo duplice consiglio che ripeto spesso, dando per scontata una conoscenza sufficiente della grammatica: primo, rileggere ciò che si è scritto, possibilmente a distanza di tempo, in modo da prendere le distanze e aumentare le possibilità di notare sviste e omissioni; secondo, rileggere sempre le bozze, tanto per evitare le vostre sviste, quanto per correggere quelle di una eventuale revisione disattenta.

Continua...

(immagine: A. C. Cappi in una foto di Stefano Di Marino)




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito sulle pagine de Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato una sessantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, presso alcune delle maggiori case editrici italiane e qualcuna delle peggiori. Editor, traduttore, consulente editoriale, all'occorrenza è anche sceneggiatore, fotografo, illustratore, copywriter (di se stesso) e videomaker. È direttore artistico del Premio Torre Crawford. Su Radio Number One tiene la rubrica "La Boutique del Mistero" la domenica pomeriggio alle 16.20.

viernes, 22 de julio de 2022

Queste settimane nella rete (e in edicola)

Illustrazione di Carlo Velardi da "Martin Mystère" n. 389

Salve a tutte e a tutti. Dopo una breve latitanza di questo appuntamento, il vostro affidabile Andrea Carlo Cappi vi propone un riepilogo dei post più recenti nella rete RBK in cui si intrecciano i blog Il Rifugio dei Peccatori, Borderfiction Zone, Kverse e il sito del Premio Torre Crawford, cui si aggiunge questa volta anche posthuman.it. Vi è sufficiente fare click sulle parole evidenziate in giallo per arrivare al link corrispondente.


Passioni letterarie
Oggi arriva la seconda puntata del nuovo ciclo di corrispondenze della scrittrice Claudia Salvatori dalla nave Iperwriters, dal titolo Rossana, continuando un percorso dalle venature autobiografiche. Non dimentichiamo poi che esiste anche la casa editrice Iperwriters, molto seria nonostante abbia pubblicato anche un mio libro.
Ho citato il sito posthuman.it per una ragione precisa: la nota rivista online ha generato la casa editrice Posthuman, che a sua volta ha generato il suo primo libro. Non abbiate paura: almeno per il momento non sfornerà tonnellate di volumi inutili con cui riempire le librerie per il disinteresse dei lettori italiani, anche perché la trovate su Amazon e il suo primo libro è "Buio in scena" di Mario Gazzola, singolare esperimento letterario che farà ancora parlare di sé, grazie anche alla proficua collaborazione tra l'autore e l'artista Roberta Guardascione.
La quale, non a caso, ha conquistato con le sue opere anche gli organizzatori del Premio Torre Crawford, che l'hanno scelta come autrice dell'immagine di copertina dell'antologia 2022: "Un'inquietante sensazione indefinibile", edita come le due precedenti ("Perché il sangue è la vita" e "Innamorarsi di un fantasma") da Oakmond Publishing. Come ormai tradizione, l'antologia contiene un racconto "classico" di Francis Marion Crawford, un racconto "ospite" (in questo caso "La sindrome di Bonnet" di Claudia Salvatori) e i racconti dei finalisti dell'edizione di quest'anno del Premio Torre Crawford. L'antologia contiene ovviamente il racconto vincitore del PTC 2022, così come quelli cui sono stati assegnati i premi in memoria di Andrea G. Pinketts e Stefano Di Marino. Potete già prenotare l'edizione cartacea presso segreteria@premiotorrecrawford.it (diponibile a giorni) o l'edizione ebook (in uscita il 25 luglio).
E, se volete sapere come sono nati il Premio e il Festival Torre Crawford, potete scoprire qui la storia del PTC. Vi aspettiamo per il festival, la premiazione, gli spettacoli, le mostre e gli incontri con gli autori a San Nicola Arcella (Cosenza), sulle sponde del mare "Bandiera Blu", il 2-3-4 settembre 2022.


Poesia, pulp e pure io
Chi frequenta da tempo il blog "Il Rifugio dei Peccatori" conoscerà le poesie di Fabio Viganò che lo hanno punteggiato in questi anni. Ora il mio socio nel Rifugio pubblica la sua raccolta più corposa, Catarsi (edita da Otma 2) in cui appaiono alcune delle sue poesie più note e apprezzate.
Io non sono un poeta, bensì uno scrittore pulp polivalente. Sono anche un editor, quindi, nella mia rubrica Vita da pulp, questa settimana riprendo l'argomento in "Edito, ergo sum".



Misteri e Mysteri
Proseguono intanto fino al 7 agosto gli appuntamenti settimanali de La Boutique del Mistero con la mia rubrica domenicale delle 16.20 in diretta su Radio Number One e il dossier il giorno successivo in Borderfiction Zone.
In queste settimane, insieme al mio complice radiofonico Lukino Galiati, ho raccontato uno dei misteri dei Beatles, lo strano caso di Paul McCartney, ovvero la macabra leggenda urbana che lo riguarda; e successivamente il mito di un oggetto sacro che viene fatto risalire alla notte dei tempi e approdò nel trono su cui fu incoronata la regina Elisabetta II: la Pietra del Destino, che ci porta in un territorio familiare ai lettori di Martin Mystère.
Questa domenica, 24 luglio (in due parti, alle 15,15 e alle 16.15), vi attenderà invece la storia, vera ma incredibile, del dottor Petiot... e anche questa ha a che fare con Martin Mystère. Perché il malefico dottore è uno dei personaggi del mio nuovo romanzo del detective dell'impossibile, in distribuzione nelle edicole italiane dal 21 luglio 2022 (oltre che disponibile sul Bonelli Shop online).
Il quinto volume della collana "I romanzi di Martin Mystère", che coincide con il quarantennale della serie a fumetti creata da Alfredo Castelli, è "La farfalla dalle ali di ossidiana". Il detective dell'impossibile deve vedersela con una gang di narcos messicani, seguaci di un culto ancestrale la cui crudele divinità è tornata tra gli esseri umani, intenzionata a soggiogarli.
E non scordate che è ancora in edicola "Martin Mystère" n.389, in cui trovate in appendice il terzo episodio del serial "Zona Y", che prelude a un'avventura sorprendente in due puntate tra agosto e settembre (in apertura un'illustrazione di Carlo Velardi).
Un'ulteriore curiositá: Alfredo Castelli e io siamo insieme anche come autori rispettivamente di postfazione e prefazione nel nuovo albo speciale de "Il grande Diabolik", "L'ombra del passato", da un soggetto di Andrea Pasini (ben noto ai lettori di Martin Mystère!) da poco uscito in edicola.



... e le immancabili spie!
Infine vi ricordo le altre uscite recenti che mi riguardano. In cartaceo e ebook su Amazon la riedizione di Nightshade-Operazione Nightfall (Oakmond Publishing), versione estesa. E da Segretissimo Mondadori, è ancora in edicola ormai per pochissimi giorni come Segretissimo Extra (firmato François Torrent) il mio romanzo "Agente Nightshade-Complotto Zerkalo", mentre da poco è uscita come Segretissimo n. 1666 l'antologia "Big Wolf" a cura di Franco Forte, in cui gli autori della "Legione" - me compreso - rendono omaggio al loro maestro Alan D. Altieri.




Per oggi è tutto! Saluti dal vostro K

jueves, 21 de julio de 2022

Vita da pulp - Edito ergo sum

Foto: Alessandro Besso

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi 

Ho già dedicato alcune puntate di questa rubrica al tema dell'editing (in particolare La mano del cerusico e L'editor non fa il monaco) ma mi capita di continuo di constatare la necessità di un buon editing tanto in opere da pubblicare quanto in opere pubblicate... con l'unica differenza che per queste ultime ormai è troppo tardi.
A volte in una storia bellissima si trova un piccolo dettaglio fuori posto, che non altera la qualità della narrazione... ma guasta la perfezione raggiunta e, proprio per questo, si nota di più. Se però la storia, prima di essere pubblicata, passa tra le mani di un editor attento - non c'è bisogno che sia un genio, basta solo che stia attento - un minimo intervento di correzione può evitare la svista prima della pubblicazione, rimuovere l'errore e non rovinare il piacere a chi legge.
D'altra parte, come ho spiegato in altre occasioni, è fisiologico che chi scrive una trama più o meno complessa ogni tanto prenda una cantonata. Per sicurezza, dovrebbe rileggere il testo accorgersene prima di diffonderlo.

Uno dei motivi possibili è che chi scrive di fatto ha in testa mille possibili variazioni della trama e da un capitolo all'altro può dimenticarsi un dettaglio e cambiarlo. Il che mi ricorda una mia nonna che amava raccontare più volte gli stessi episodi della sua vita, modificando però gli elementi che si scordava da un'occasione all'altra. Quindi, dopo varie versioni di una vicenda, il protagonista poteva risultare complessivamente biondo con lunghi capelli scuri un po' corti, occhi castano-azzurri, alto ma leggermente basso, giovane ma di una certa età.
In fondo il "blooper" è una caratteristica tipica delle storie a puntate, fin dai tempi del feuilleton: chi scrive si dimentica uno sviluppo della trama o un personaggio secondario, oppure cambia qualcosa perché ha deciso di proseguire in modo diverso. Però chi legge nota certi dettagli che rimangono sbagliati.
Una ventina di anni fa ho scritto un romanzo in cui un personaggio moriva in uno scontro a fuoco a metà libro, ma appariva vivo e vegeto nello showdown finale, perché mi ero scordato di averlo già fatto fuori; me ne sono accorto io stesso rileggendo le bozze. Per fortuna mi è bastato rimuovere una frase a metà libro (a volta basta davvero poco) per rimettere a posto le cose prima della pubblicazione.

Un'altra possibile fonte di errori: trattare una questione storica o scientifica che non si conosce a fondo. Nella narrazione ambientata in altri tempi la svista è sempre in agguato, perché ragioniamo come persone della nostra epoca e diamo per scontato che elementi che per noi sono "antichi" ci siano da sempre. Ma se descrivete un contadino che coltiva patate... nelle Fiandre del Trecento, state di sicuro parlando di una realtà alternativa, perché le patate sono arrivate dalle Americhe (ergo: dopo il 1492!) e si sono diffuse in Europa solo nel tardo Cinquecento.
Allo stesso modo non si possono utilizzare strumenti tecnici prima che siano stati inventati, a meno che non ci si muova in un mondo semifantastico-fantatecnologico. James Bond, già nel romanzo "Missione Goldfinger" del 1958 e poi nel film del 1964, per seguire in auto il suo avversario impiegava un radiosegnalatore le cui prestazioni erano impossibili prima dell'avvento del GPS. Si racconta che la CIA, dopo che il suo direttore Allen W. Dulles aveva letto il libro di Ian Fleming, abbia cercato di realizzarlo dal vero, senza successo. In questi casi si fa appello alla "sospensione di incredulità".
Questi e molti altri aspetti vanno tenuti molto ben presenti quando si scrive, perché se manca l'editor, oppure è troppo distratto, oppure troppo impegnato a correggere altre sviste... ebbene, ciò che avete scritto sarà pubblicato con difetti che non sfuggiranno a chi legge. O almeno non a tutti. Ne parliamo ancora la prossima volta.

Continua...

(immagine: A. C. Cappi)




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito sulle pagine de Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato una sessantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, presso alcune delle maggiori case editrici italiane e qualcuna delle peggiori. Editor, traduttore, consulente editoriale, all'occorrenza è anche sceneggiatore, fotografo, illustratore, copywriter (di se stesso) e videomaker. È direttore artistico del Premio Torre Crawford. Su Radio Number One tiene la rubrica "La Boutique del Mistero" la domenica pomeriggio alle 16.20.

viernes, 8 de julio de 2022

"Catarsi" di Fabio Viganò

 


La nuova raccolta di poesie di Fabio Viganò, ora disponibile da Otma2.
Aggiornamento: vincitrice del
Premio internazionale di Poesia "Città di Varallo" 2022!

Queste settimane nella rete

Il druido K in "Sindrome 75" (art: Alberto Locatelli)

Salve a tutte e a tutti. Anche questa settimana il vostro affidabile Andrea Carlo Cappi vi propone un riepilogo dei post nella rete RBK in cui si intrecciano i blog Il Rifugio dei Peccatori, Borderfiction Zone, Kverse e il sito del Premio Torre Crawford. Vi è sufficiente fare click sulle parole evidenziate in giallo per arrivare al link corrispondente.


Stasera al Wow!
Per cominciare, segnalo che stasera (se siete a Milano e leggete questo post venerdì 8 luglio) al Wow-Museo del fumetto di viale Campania 12 si tiene con ingresso libero, dalle 18.30 alle 23.00, l'evento "Una valigia piena di libri", con una quantità di ospiti soverchiante. A fare da catalizzatore è stata l'uscita simultanea da Excalibur dell'attesissima graphic novel "Sindrome 75" di Francesco G. Lugli-Gian Luca Margheriti-Alberto Locatelli e del romanzo "Il codice Beatles" di Ferruccio Gattuso e Francesco G. Lugli, che ero stato incaricato di presentare.
Poi credo che la cosa abbia preso la mano... e all'evento interverranno Mario Gomboli ("Diabolik"), Alfredo Castelli ("Martin Mystère"), Marco Donna ("Swingin' series", libro dedicato alle gloriose serie tv britanniche degli anni Sessanta) e così tanti altri ospiti che non so quali e quanti libri e/o fumetti verranno presentati. Forse presenterò qualcosa anch'io, per non essere da meno: per esempio il mio Prove tecniche di trasgressione (edito da Iperwriters). Trovate il cast completo nella locandina qui sopra.


Passioni letterarie e intrighi dalla storia
Ha appena avuto inizio un nuovo ciclo di corrispondenze della scrittrice Claudia Salvatori dalla nave Iperwriters, che a partire dalla puntata L'origine del mio tutto intende parlare di letteratura "italiacana", termine usato qualche anno fa prevalentemente dalle insegnanti di lettere.
Proseguono intanto ancora per un mese (fino al 7 agosto) gli appuntamenti settimanali de La Boutique del Mistero con la mia rubrica domenicale alle 16.20 in diretta su Radio Number One e il dossier il giorno successivo in Borderfiction Zone.
In queste settimane insieme al mio complice radiofonico Lukino Galiati ho trattato un nuovo capitolo della storia mediatica del vampiro più celebre di tutti i tempi con Dracula: la leggenda di Bela Lugosi, per poi rammentare una clamorosa vicenda di cinquant'anni, fa che ancora oggi ispira serie tv e condiziona il linguaggio, in Watergate: lo scandalo del presidente. Il caso portò alle dimissioni di Richard Nixon come il meno memorabile ma recente "Partygate" - visto che l'avevo citato in questa puntata - ha portato giusto ieri a quelle di Boris Johnson.
Ma, oltre al blog, Borderfiction è anche un marchio editoriale. Dopo "Menegang", come già avevo annunciato su queste pagine è appena uscita l'antologia "Come d'Arco scocca", a cura di Giancarlo Narciso, che raccoglie tredici storie di mystery storico ambientate nell'arco di otto secoli, scritte da dodici autori tra cui numerosi esperti di narrativa ambientata nel passato: Maurilio Barozzi, Ancrea Carlo Cappi, Alfredo Colitto, Patrizia Debicke, Leonardo Gori, Giulio Leoni, Gian Luca Margheriti, lo stesso Narciso, Pierluigi Porazzi, Renzo Saffi, Claudia Salvatori e Giada Trebeschi... La caratteristica di questi racconti è che sono tutti ambientati all'ombra del castello di Arco di Trento, dove infatti il libro è stato presentato con successo il 22 giugno. Ci sono anch'io, come avete visto, e ricordo l'amico scomparso Paolo Brera ridando vita al nostro personaggio comune, il visconte Josè Pau, ovvero La spia del Risorgimento.



Poesia, pulp e pure io
Chi frequenta da tempo il blog "Il Rifugio dei Peccatori" conoscerà le poesie di Fabio Viganò che lo hanno punteggiato in questi anni. Ora il mio socio nel Rifugio pubblica la sua raccolta più corposa, Catarsi (edita da Otma 2) in cui appaiono alcune delle sue poesie più note e apprezzate: ammetto di avere perso il conto dei premi che ha collezionato nel corso della sua carriera.
Io non sono un poeta, bensì uno scrittore pulp polivalente. Ciò non mi ha impedito, nella mia rubrica Vita da pulp, di evidenziare il graduale disuso di uno degli strumenti più preziosi e irrinunciabili della sintassi italiana in Non c'è più il passato di una volta.
Del resto, perché preoccuparsi di scrivere in una lingua italiana comprensibile, quando il vero obiettivo della letteratura è acquisire Il fascino dello scrittore? Nella puntata successiva di £Vita da pulp", partendo da un'osservazione di Giorgio Scerbanenco, ho commentato l'immagine che scrittori e scrittrici proiettano sul pubblico e vedono allo specchio.


A dire il vero, pure io mi do immodestamente delle arie: dopotutto la mia serie Nightshade ha compiuto vent'anni e ormai qualche centinaio di migliaia di copie vendute. Proprio questa settimana è uscita in cartaceo e ebook su Amazon la riedizione di
Nightshade-Operazione Nightfall (Oakmond Publishing), versione estesa perché contiene capitoli pubblicati a parte sotto forma di racconto autonomo (un team-up tra Mercedes Contreras e il personaggio di Chance Renard "Il Professionista" di Stefano Di Marino) una quindicina di anni fa e quindi non inclusi nel romanzo edito da Segretissimo Mondadori nel 2011. Ora finalmente tutti i frammenti sono ricongiunti.



E, a proposito di Segretissimo Mondadori, mentre è ancora in edicola come Segretissimo Extra sino a fine mese il mio romanzo "Agente Nightshade-Complotto Zerkalo", è uscita questa settimana come Segretissimo n. 1666 l'antologia "Big Wolf" a cura di Franco Forte, in cui gli autori della "Legione" rendono omaggio al loro maestro Alan D. Altieri. Ci sono anch'io, con il mio nome in codice François Torrent e un racconto inedito con protagonisti Carlo Medina... e l'Alan D. Altieri che ho conosciuto.


Premio Torre Crawford!
Nuova fase della terza edizione del Premio Torre Crawford: i finalisti (v. elenco qui sotto) sono stati annunciati all'evento "fuori festival" Torre Crawford Cosenza: i nomi di chi ha vinto, chi si è classificato nelle varie posizioni e chi è stato insignito di menzioni speciali (v. elenco qui sotto) verranno poi svelati al Festival Torre Crawford a San Nicola Arcella (Cosenza), che quest'anno avrà luogo appunto nel fine-settimana 2-3-4 settembre nella nota località di mare tanto amata dal nostro nume tutelare Francis Marion Crawford.
Ma intanto tutti costoro fanno parte dell'antologia di quest'anno, ormai prossima all'uscita: "Un'inquietante sensazione indefinibile" (Oakmond Publishing) aperta da racconti "La bambola fantasma" di Francis Marion Crawford (in una mia traduzione) e "La sindrome di Bonnet" di Claudia Salvatori, seguiti dalle opere selezionate del concorso di quest'anno. Potete prenotarla sin d'ora con un'email a segreteria@premiotorrecrawford.it e in seguito la troverete anche su Amazon in cartaceo e ebook da Oakmond Publishing.


Martin Mystère nella Zona Y
Vi ricordo che continuano le uscite del quarantennale del detective dell'impossibile: da sabato 9 luglio è in edicola il numero 389 di "Martin Mystère", che presenta in appendice anche il terzo episodio del mio serial narrativo "Zona Y", illustrato da Carlo Velardi: a Malasuerte, Nevada, Martin risolve il mistero del Fenomeno Petrozadovsk ma sta per trovarsi in una nuova situazione mysteriosa che scoprirerete nella puntata di agosto. E il 21 luglio arriverà finalmente nelle edicole il mio nuovo volume della collana "I romanzi di Martin Mystère", dal titolo "La farfalla dalle ali di ossidiana".
Per oggi è tutto! Saluti dal vostro K




martes, 28 de junio de 2022

Vita da pulp - Il fascino dello scrittore


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi 

Leggo nel libro "Il fabbricante di storie" di Cecilia Scerbanenco alcuni frammenti dalla rubrica del padre Giorgio su "Grazia" ottant'anni fa. Sul numero datato 8 ottobre 1942, il grande romanziere smonta l'aura di fascino che, almeno secondo alcune sue lettrici, circonda la figura dello scrittore, perché "è un uomo come gli altri. I suoi libri potranno essere eterni, eccezionali, ma egli è un uomo, soltanto un uomo che lavora; lavora con le idee, invece che con la stoffa, ma lavora."
Vero. Oltretutto scrittori come Giorgio Scerbanenco - o come Stefano Di Marino, che per sé usava con umiltà la definizione "narratore" - di lavoro ne hanno fatto moltissimo, anche se non sempre considerato con il dovuto rispetto. Ma stavolta non mi soffermo sull'impegno, l'apprezzamento o la retribuzione della scrittura professionale, bensì sull'immagine che si ha della scrittrice o dello scrittore.
Come reagisce la gente, quando si dice "Io scrivo libri?" Se mi capita di lasciarmelo sfuggire, osservo all'istante sguardi di dubbio e sospetto intorno a me. Forse gli interlocutori mi ritengono un mitomane o un soggetto potenzialmente pericoloso. Per fortuna in Italia più o meno tutti hanno scritto un libro o stanno per farlo, quindi rientro nella media.

Credo che tutto dipenda dagli ambienti in cui ci si muove. Di solito alla domanda su cosa io faccia nella vita rispondo che lavoro nell'editoria, dato che nel settore mi occupo di parecchie cose che non sono necessariamente "scrivere". Per la gente normale è una risposta più accettabile, che non desta particolare allarme anche se non si sa cosa significhi "editoria".
Ma forse esistono contesti in cui bisogna avere scritto almeno un libro (meglio se una trilogia) per non sfigurare in società. Sono libri della cui esistenza non si accorge nessuno, come del resto capita per la maggior parte di ciò che tutti noi pubblichiamo; ma l'importante è che ci si possa presentare come "scrittore" e "scrittrice", ammantandosi di un alone mitologico e raccogliendo occhiate di ammirazione, invidia e desiderio carnale. Sospetto anzi che l'abilità di ammantarsi di un alone mitologico sia più importante della qualità del libro in sé.
In talune località forse avere un libro al proprio attivo qualifica l'autore o l'autrice come notabile del posto e crea la debita soggezione nel volgo, ignaro del fatto che il volume sia pubblicato dalla DeRubo & Saccheggio, famigerata casa editrice a pagamento. Ma, in caso di necessità economiche, l'autore a proprie spese può sempre istituire un corso di scrittura creativa (ammantandosi di un alone mitologico, beninteso).

"E lasciamoci affascinare un po' meno, anche, dall'idea di essere scrittori", continua Scerbanenco nella sua rubrica, rivolta esplicitamente a un pubblico femminile, riferendosi poi alle aspiranti autrici che "scrivono per diventare celebri, per essere ammirate, non perché abbiano qualcosa da dire", ma il discorso valeva anche per gli aspiranti autori. In un'epoca in cui lentamente l'Italia andava verso l'alfabetizzazione di massa, che si sarebbe realizzata forse solo nel dopoguerra, la gente imparava a leggere grazie alla narrativa e ambiva al ruolo sociale di "scrittore" o "scritttrice". Oggi si salta la fase della lettura e si passa direttamente a quella dell'ambizione.
In realtà, per chi fa questo come mestiere, il "successo" consiste in genere nel  lavorare sempre di più a compensi sempre inferiori, del resto proporzionali al mercato. Laddove chi aspira a diventare scrittrice o scrittore si immagina subito milioni di copie vendute, fan che implorano autografi, un'enorme e immediata notorietà mediatica, denaro a palate e istantaneo adattamento dell'opera in una serie televisiva. Come se, per riprendere il paragone della sartoria, ci si aspettasse dall'oggi al domani di diventare la/lo stilista numero uno del made in Italy.
In realtà a scrivere dovrebbero essere coloro che sentono la necessità di raccontare storie e condividere emozioni. Spesso sono (siamo) lettrici e lettori che si lasciano contagiare dai mondi incontrati nei libri e vogliono a loro volta crearne di nuovi. Ne vedo parecchie di queste persone, il cui talento andrebbe coltivato con una guida opportuna e un buon editing, ma finisce confuso tra la folla di chi pubblica allo sbando. Perché, come ogni mestiere, anche quello di scrivere comporta fatica, autocritica e continua ricerca del miglioramento. Non basta qualche libro per giustificare il proprio presunto fascino.

Continua...

(immagine: A. C. Cappi)




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito sulle pagine de Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato una sessantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, presso alcune delle maggiori case editrici italiane e qualcuna delle peggiori. Editor, traduttore, consulente editoriale, all'occorrenza è anche sceneggiatore, fotografo, illustratore, copywriter (di se stesso) e videomaker. È direttore artistico del Premio Torre Crawford. Su Radio Number One tiene la rubrica "La Boutique del Mistero" la domenica pomeriggio alle 16.20.