martes, 12 de mayo de 2026

Vita da pulp - Salto il Salto

Immagine realizzata mediante AI

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

La domanda che mi sento rivolgere da qualche settimana: "Ci vai al Salone?" (inteso come "Salone del Libro di Torino", che ultimamente ho sentito anche chiamare "Salto".) La risposta è: "No, non ci vado al Salone". Non perché abbia qualcosa in contrario, ma per tre motivi findamentali. Il primo dei quali è "Non ho tempo!"
Come ho scritto in passato in questa rubrica, la gente pensa che uno scrittore non faccia niente, a parte buttar giù qualche pagina ogni tanto e, per il resto, dedicarsi alla bella vita e ai bagni di folla. No. Quelli sono gli scrittori ricchi. E, poiché in Italia non si diventa ricchi facendo gli scrittori, molto probabilmente sono scrittori ricchi di famiglia. Chi scrive, di norma, fa uno o più altri lavori e deve conciliare la scrittura con gli impegni a scopo alimentare.
Nel mio caso, i lavori sono quasi tutti nell'editoria e dintorni, una parte dei quali pagati pochissimo e, in qualche occasione, non pagati affatto. Per guadagnare di più bisogna lavorare di più, in orari e giorni in cui la maggior parte di voi non fa niente: per anni ho mantenuto una media di 140 ore la settimana (il quadruplo della dose consigliata), mentre ora sono sceso al centinaio, tagliando alcuni dei lavori pagati meno peggio, ma anche più impegnativi. L'altro giorno ero ospite della mia "famiglia adottiva", dove alcuni si stupivano che due dei presenti - un giornalista e io - ricevessero chiamate e inviassero messaggi di domenica all'ora di pranzo. Ma la nostra vita è così: come il MASH 4077th, non si chiude mai.

Il secondo motivo è che nel 2026 non ho una ragione lavorativa per andare al Salone. Per anni mi è capitato di trascorrerci l'intera settimana, dando una mano anche in veste di standista, prima come direttore di collana presso Edizioni Addictions, poi come direttore editoriale di Alacran Edizioni; per quest'ultima studiavo anche il modo di attirare l'attenzione del pubblico, preparando caraffe di sangria (avevamo in catalogo numerosi libri spagnoli) e di vodka martini (eravamo anche gli editori di James Bond); dopo che fui espulso da Alacran per eccesso di competenza, allo stand desolato rimase solo il titolare, con lo sguardo perso nel vuoto in attesa del puntuale fallimento annunciato.
Ma tutto questo appartiene al passato. Quest'anno non ho autori o autrici da presentare. Non ho quasi più niente di pubblicato presso case editrici rappresentate al Salone, perché alcuni miei titoli escono in edicola, altri presso marchi editoriali presenti solo su Amazon o in librerie specifiche. Certo, troverei di sicuro vecchie conoscenze da salutare, che spesso purtroppo non ho nemmeno tempo di incrociare quando passano da Milano...
Il terzo motivo è che... ci sono troppi libri. A me basta già un piccolo scaffale per cominciare a scorrere i titoli e aver voglia di sfogliare qualche pagina, figuratevi come posso sentirmi in un intero Lingotto con volumi a perdita d'occhio: poi finisce che compro qualcosa di irrinunciabile, destinato a uno dei cumuli di libri che non ho tempo di leggere. Ma ciò non significa che non esca niente di mio e che non preveda incontri con il pubblico nei prossimi giorni. Anzi, prima di congedarmi, colgo l'occasione per qualche piccolo promemoria.


-Su Amazon da Ardita Edizioni M-Rivista del Mistero presenta: L'abbraccio della pantera in cartaceo e ebook! La più sconcertante antologia di weird felino di tutti i tempi, con otto incredibili storie (cinque delle quali inedite) dal 1897 al... 2027! Racconti di A. Bierce, C. Biolcati, A. Blackwood, M. Gazzola, R. Guardascione, V. Lewton, E. Ross. Articoli di A. C. Cappi e M. Gazzola. Illustrazioni di R. Guardascione. A cura di A. C. Cappi. 


-Giovedì 21 maggio, ore 18.00, Milano, Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4) Mario Gazzola e Andrea Carlo Cappi in Fantasmi e Felini alla Fabbrica delle Scimmie, "Quel 'profondo thriller' dalla narrativa alla pellicola e ritorno", con la presentazione di Fantasmi di oggi e leggende nere dell'età moderna (edito da Profondo Rosso) e di M-Rivista del Mistero presenta "L'abbraccio della pantera" (da Ardita Edizioni).


-Domenica 24 maggio ore 17.30 e ore 21.00, Vigevano (Pavia)Auditorium San Dionigi (piazza Martiri della Liberazione 12) Tutti pazzi per Marilyn, spettacolo musicale con Antonio Bologna, Margherita Paolazzi, Massimo Ronzi, Riccardo Vigorè; letture di Andrea Carlo Cappi dal suo libro Marilyn - La donna più bella del mondo (Edizioni Excalibur) di prossima uscita. Dato il numero di posti limitato, si consiglia la prenotazione presso www.diapason.it


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

jueves, 7 de mayo de 2026

Vita da pulp - Fuga temporum

Illustrazione di Roberta Guardascione da "L'abbraccio della pantera"

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

Ultime notizie!

-Oggi su Amazon, da Ardita Edizioni in cartaceo e ebook, M-Rivista del Mistero presenta: L'abbraccio della pantera in cartaceo e ebook! La più sconcertante antologia di weird felino di tutti i tempi, con otto incredibili storie (cinque delle quali inedite) dal 1897 al... 2027! Racconti di A. Bierce, C. Biolcati, A. Blackwood, M. Gazzola, R. Guardascione, V. Lewton, E. Ross. Articoli di A. C. Cappi e M. Gazzola. Illustrazioni di R. Guardascione. A cura di A. C. Cappi. 

-Giovedì 21 maggio, ore 18.00, Milano, Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4) Mario Gazzola e Andrea Carlo Cappi in Fantasmi e Felini alla Fabbrica delle Scimmie, "Quel 'profondo thriller' dalla narrativa alla pellicola e ritorno", con la presentazione di Fantasmi di oggi e leggende nere dell'età moderna (edito da Profondo Rosso) e di M-Rivista del Mistero presenta "L'abbraccio della pantera" (da Ardita Edizioni).

-Domenica 24 maggio ore 17.30 e ore 21.00, Vigevano (Pavia), Auditorium San Dionigi (piazza Martiri della Liberazione 12) Tutti pazzi per Marilyn, spettacolo musicale con Antonio Bologna, Margherita Paolazzi, Massimo Ronzi, Riccardo Vigorè; letture di Andrea Carlo Cappi dal suo libro Marilyn - La donna più bella del mondo (Edizioni Excalibur). Dato il numero di posti limitato, si consiglia la prenotazione presso www.diapason.it

C'è un aspetto della mia vita che ogni tanto ritorna in questa rubrica: la percezione del tempo per chi si dedica alla scrittura. Nel senso che nel mondo reale il tempo scorre in un certo modo, in quello che racconto in un altro, mentre nella mia vita quotidiana l'unità di misura è il libro cui mi sto dedicando.
L'ultimo romanzo che ho pubblicato, Agente Nightshade - Ultima Frontiera del dicembre 2025, è stato scritto l'estate scorsa in un mese circa, è ambientato nell'arco di un anno, perlopiù in luoghi che avevo visitato nei dodici mesi prima di scriverlo; ma gli argomenti che ho trattato sono tuttora oggetto della cronaca internazionale, quindi ho la sensazione che il libro stia proseguendo nella realtà.
Dall'inizio del 2026, invece, non ho ancora scritto niente di nuovo quanto a fiction, ma non per questo sono stato con le mani in mano e il mio tempo continua a misurarsi, più che in giorni o settimane, in pubblicazioni portate a termine.
Per cominciare ho intessuto Raymond Chandler contro Hollywood, uscito da Delos in ebook in febbraio. E ho scritto decine di articoli per Diabolik AnastatikaIl Grande Diabolik e Diabolik Magnum; per queste ultime due pubblicazioni, dove traccio percorsi narrativi tra libri e film sulle tematiche delle storie di Diabolik & Eva Kant, sono io a selezionare copertine e locandine che illustrano gli editoriali, talvolta fotografando materiale dal mio archivio privato.
Ho espanso inoltre il testo di un mio libro di non-fiction del 2012, che esce a breve in una nuova illustratissima edizione in occasione del centenario della nascita della protagonista: Marilyn - La donna più bella del mondo, dall'editore Excalibur. Ma anche una ripubblicazione, specie se ne vengono riscritte e ampliate alcune parti, richiede un complesso lavoro di revisione e di correzione delle bozze... il tutto con una data di lancio già stabilita: il 24 maggio 2026, in occasione dello spettacolo a Vigevano di cui sopra riporto le coordinate.


Ma il lavoro più impegnativo è stato senz'altro il terzo volume di M-Rivista del Mistero presenta, dal titolo L'abbraccio della pantera di cui parlavo nel post precedente di questa rubrica: un anno di ricerche e un mese intenso fra articoli, editing e traduzione di oltre 200 pagine (il volume, disponibile su Amazon in cartaceo e ebook, ne conta quasi 360!)
Nella frenesia felina sono state coinvolte Roberta Guardascione, che appena era pronto un testo lo leggeva da cima a fondo prima di realizzarne la più suggestiva illustrazione possibile, e l'intera casa editrice, Ardita Edizioni, che ha battuto record di efficienza e rapidità nella realizzazione del libro.
Perché, proprio mentre cominciavo a dedicarmici a inizio aprile, si è aperta la possibilità di presentare il volume a Milano il 21 maggio 2026 (sopra le indicazioni dell'evento), con tempi strettissimi per averlo disponibile in tempo utile.
Senonché di rado si raccontano il "dietro le quinte" di un libro e i sacrifici personali che le persone coinvolte nella sua realizzazione sono costrette a fare; specie nell'editoria indipendente, quando si è in pochi a occuparsi di tutto ma il fattore tempo - sempre quello - rimane essenziale per realizzare imprese in cui nessun altro si lancerebbe.

Continua...




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

miércoles, 29 de abril de 2026

Vita da pulp - Tanto va la gatta al casting...

(fotocappi)

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

Non ho mai avuto gatti - o, viceversa, nessun gatto mi ha avuto come suo umano - ma in genere vado d'accordo con loro, almeno fin quando non saltano sul tavolo per contendermi il cibo. In ogni caso, presumo di essere ciò che in inglese si definisce cat person. E da circa un anno, per questioni letterarie, ho a che fare con il cat people: è l'argomento del volume di M-Rivista del Mistero presenta in uscita nel maggio 2026.
Avevo appena cominciato a fare ricerche in proposito quando la signorina nella foto qui sopra - che abita presso i vicini e credo si chiami Pantoufle, come una gatta in un romanzo che lessi da piccolo - mi si presentò in posa, quasi intendesse partecipare a un casting (cat-sting?) Non so come le fosse arrivata la notizia, ma aveva frainteso: il mio progetto in effetti riguardava un film, anzi più di uno, ma non era mia intenzione farne un remake. "Spiacente, mademoiselle, non c'è una parte per lei."
In realtà, questa storia per me comincia quarantacinque anni fa, nel 1981, quando compro in edicola una pubblicazione della DeAgostini intitolata Il Cinema - Grande storia illustrata. In uno dei fascicoli si parla in modo approfondito di un film del 1942 intitolato Cat People (in italiano Il bacio della pantera), frutto della collaborazione tra lo sceneggiatore DeWitt Bodeen, il regista Jacques Tourneur e il produttore Val Lewton, quest'ultimo forse il vero auteur della pellicola.

Nel 1982 vedo con estremo interesse Il bacio della pantera su un canale RAI, senza immaginare la storia avventurosa della sua edizione italiana: la versione trasmessa infatti non è quella doppiata (e perduta) del 1948, bensì una nuova, risalente al 1976 e curata nientemeno che dal regista e scrittore Luigi Cozzi.
Sempre nel 1982 esce il remake omonimo di Paul Schrader, che purtroppo mi perdo al cinema: mi tocca aspettare che venga trasmesso tempo dopo in tv (mi pare su Italia 1), infuriandomi quando, per la smania di inserire la pubblicità, viene brutalmente troncata alle prime note la celebre canzone di Giorgio Moroder e David Bowie nei titoli di coda.
Divengo insomma un estimatore de Il bacio della pantera oltre che il soddisfatto possessore di un'audiocassetta della colonna sonora di Moroder e, in seguito, di entrambi i film videoregistrati dalla tv su VHS. Ma ora: fast-forward all'aprile del 2025, quando si produce una singolare congiunzione astrale.

Da poco per i 50 anni del film Profondo rosso di Dario Argento è uscita (dalla casa editrice Profondo Rosso di Luigi Cozzi) l'antologia-romanzo Fantasmi di oggi e leggende nere dell'età moderna, curata da me, Mario Gazzola e Roberta Guardascione. Sta per uscire da Ardita Edizioni I Professionisti, primo volume della mia collana M-Rivista del Mistero presenta, e sto preparando il secondo, Dimensioni ignote, che include una sceneggiatura di Luigi Cozzi e Alfredo Castelli. Nell'ambito della mia collaborazione con la casa editrice Astorina, esce inoltre il mio editoriale Cronache di felini in nero per l'albo Il ruggito della pantera, nella collana Il Grande Diabolik, in cui ho citato il film di Lewton e il remake di Schrader.
Mentre discuto di felini horror-thriller con Mario Gazzola durante uno dei nostri occasionali aperitivi, matura quindi in me l'idea di dedicare il terzo volume di M al tema Cat People, di cui anni prima avevo parlato con lui e Roberta Guardascione nella videorubrica online Weird Room.
Di lì a qualche settimana si presenta a Roma da Profondo Rosso (negozio e casa editrice) il nostro Fantasmi e, parlando con Luigi Cozzi dei miei progetti per M, scopro che è lui l'artefice della storica riedizione de Il bacio della pantera che avevo visto sulla RAI decenni prima. Me ne racconta i retroscena, che accennerò nel libro, ma sono esposti per intero in appendice al prezioso saggio di Marco Chiani Val Lewton - Il giardino delle ombre (Profondo Rosso, 2012, con prefazione di Dario Argento).
Insomma, tutto mi conferma che è scritto nel destino: il volume 3 di M-Rivista del Mistero presenta deve riguardare Cat People. Non c'è da stupirsi dunque se mademoiselle Pantoufle, incuriosita dal clamore felino che mi si agita nella mente, mi si presenti danzando sulle punte.
Tutto ciò mi conduce a un anno di ricerca del materiale storico che troverete nel volume, tra cui un paio di perle inedite in Italia; poi, nell'aprile 2026, mi si impone un mese di editing, articoli e traduzioni, per realizzare la più intensa antologia sull'argomento che si possa immaginare: L'abbraccio della pantera, magnificamente illustrata da Roberta Guardascione (autrice anche di uno dei racconti inediti) di cui presto annuncerò l'uscita in questa rubrica. Della sezione di inediti italiani che chiude la raccolta fanno parte anche un racconto di Cristina Biolcati e uno di Mario Gazzola, che nel frattempo ha già preparato su Spotify la consueta playlist gratuita della colonna sonora. Così, nel 50° anniversario del ritorno in Italia del felino di Lewton, potrete prepararvi per L'abbraccio della pantera. 

Continua...



Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

jueves, 26 de marzo de 2026

Vita da pulp - La rottura del silenzio

A, C. Cappi (fotocappi)

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

Sei mesi fa, in un post su questo blog, dissi di sentirmi costretto al silenzio.
Per cominciare, tra crisi delle edicole e difficoltà di distribuzione, le collane periodiche dell'editore con cui collaboro da trentadue anni - tra cui quella in cui pubblico i miei romanzi di spionaggio, Segretissimo Mondadori - vendono molto meno rispetto a dieci o vent'anni fa, ma non certo perché la qualità sia diminuita.
La situazione ora è peggiorata: da quest'anno, per implacabili leggi di mercato, l'editore ha deciso di ridurne le uscite.
Se nel 2025 per Segretissimo Mondadori ho scritto un romanzo solo anziché due, nel 2026 non rimane spazio per pubblicarmene neanche uno: se ne riparlerà nell'autunno 2027.
Ma chi conosce ciò che scrivo sa che le mie spy story seguono in tempo reale la cronaca internazionale, quindi in un periodo come questo dovrei scriverne una al mese.
Oltretutto chi pubblica (anche) in edicola, specie se scrive (anche) spy story, non riceve molta considerazione.
Le storie di spionaggio sono di volta in volta classificate - da chi non le legge - come "cose che non esistono", "roba da maschi", "porno con le sparatorie" (questa l'ha riferita l'illustre collega Denise Jane), "libri da cento cadaveri a pagina" (questa me la sono sentita dire io, ma capita anche a ogni giornale che pubblichi notizie su qualsiasi guerra in corso).
Pertanto molti editori hanno persino paura a pubblicarle.

Ai tempi della Guerra Fredda centinaia di migliaia di persone in Italia - uomini e donne di qualsiasi età e orientamento sessuale o politico - leggevano Segretissimo Mondadori, si appassionavano alle avventure dei personaggi ed erano informatissime su quanto accadeva nel mondo.
Oggi non se ne sa più niente.
Peccato che negli ultimi anni, ogni giorno di più, i servizi segreti e gli intrighi internazionali siano una presenza importante nelle nostre vite.
Sono i motivi per cui scoppiano le guerre e aumentano i prezzi, quindi interessano anche a voi quando andate al supermercato o al distributore.
Senonché le notizie che vi arrivano devono prima passare dalla propaganda di partito, dagli influencer dell'informazione e dal ministro degli Esteri russo, non da gente che ha studiato geopolitica per anni e si documenta ogni volta sui retroscena della cronaca internazionale.
Così voi pensate che spionaggio, servizi segreti e intrighi internazionali non esistano, e non intravedete gli schemi nel rumoroso caos delle notizie.
Non sto parlando di complotti assurdi.
Di molte cose che stanno accadendo in questi giorni (dall'Iran all'Ungheria) ho già scritto nel romanzo uscito lo scorso dicembre 2025: Ultima frontiera, che ora potete trovare solo come arretrato o ebook.
Visto che non posso pubblicare libri di spionaggio ancora per un po', ho il dovere di scriverne lo stesso, dal vero.

Nel 2021, tra i vari blog che curo, ne dedicai uno ai miei libri di spionaggio e ai relativi retroscena reali di geopolitica.
Poiché, pochi giorni dopo la sua nascita, quel blog fu oggetto di blocco sulle reti sociali Meta (istigato da qualche utente anonimo a cui non piace ciò che scrivo), dal 2024 cominciai a trascurarlo.
Ma, con tutto quello che accade adesso nel mondo, qualche settimana fa ho deciso di riprendere quel blog, scoprendo che finalmente, dopo cinque anni, Meta ha tolto il divieto di condividerne i link.
Quindi ho ricominciato a scriverci, creando una rubrica intitolata "Redacted": è il termine che, in inglese, indica le parti "oscurate" di un documento.
La trovate sul blog Kverse, nella home page o nella pagina degli articoli.
Per sicurezza, l'indice della rubrica con i relativi link si trova anche in una pagina di questo blog.
Dal momento che proprio in questo periodo ho tenuto videolezioni di geopolitica alle classi quarte e quinte di un liceo, spiego anche in modo semplice certi riferimenti "storici" che potreste non conoscere o avere dimenticato.
Se non sapete niente di questi argomenti, non preoccupatevi: vi spiego io tutto il necessario.
Vi avverto però: bisogna leggere e capire quello che si legge.
Ma, quando si collegano tra loro fatti assodati - che in genere vi vengono presentati solo a frammenti, senza darvi mai una visione d'insieme - vi accorgete che le cose non sono sempre come pensavate.
Io non ci guadagno niente: è tutto gratis.
Voi invece, se volete seguirmi, ci potete guadagnare molto in termini di informazione e libertà di pensiero.

Continua...



Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

jueves, 19 de marzo de 2026

La madre

Foto: A. C. Cappi

Poesia di Fabio Viganò

Ci hai salutati senza farti notare. La solita classe.
Non hai voluto disturbare nemmeno la morte.
Con trasporto l'hai abbracciata, per sempre,
come ci si dona a un'amante. Completamente.
Il fragore del tuo slienzio, come marosi sugli scogli,
ci rese attoniti, inebetiti. Il mondo non esisteva.
Semmai vi fosse stato, avrebbe udito il pianto
di una madre tradita dalla disperazione. Lacrime e dolore.
Il mondo non c'era. Fu un bene. Non avrebbe capito.
Al telefono non avresti più risposto. Inutile parlare.
Abbracciai la madre. Lei mi abbracciò. Mi strinse forte
singhiozzando, nel pronunciare il tuo nome.
Sospirò soltanto: "Non c'è più!" Giudicai il mondo.
Non avrebbero retto il confronto con le lacrime,
non avrebbero mai potuto affrontare quel dolore.
Torniamo a essere semplici uomini dinnanzi alla morte.

jueves, 19 de febrero de 2026

Vita da pulp - Identità di "genere"

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

Tra i miei territori di scrittura c'è anche il tie-in, ossia, come spiegai in un mio vecchio articolo, la narrativa - originale o adattata - che si basa su storie, serie, universi o personaggi provenienti da altri media (cinema, tv. fumetti, videogiochi...). Nel 2025, dopo Martin Mystère e Diabolik, ho aggiunto un nuovo "marchio" a quelli di cui mi sono occupato in tale veste: Profondo rosso, partecipando a un'opera collettiva legata al mitico film di Dario Argento. Sarà bene precisare che non si tratta di "fan fiction" scritta da dilettanti non qualificati; e ricordate che non si può pubblicare una storia con personaggi altrui senza avere una precisa autorizzazione dei titolari del copyright corrispondente. Ma qui stiamo parlando di opere ufficiali di seri professionisti, i quali devono conciliare la propria creatività - necessaria per proporre qualcosa di nuovo e interessante - con il rispetto del franchise e del pubblico che lo segue.
Sono iscritto all'IAMTW, associazione che raccoglie autori e autrici del settore tie-in, e al forum relativo. Non leggo tutti i messaggi che vengono scambiati, spesso relativi a realtà lavorative lontane dalla nostra: credo del resto di essere l'unico a farne parte in Italia e uno dei pochi non di lingua inglese. Ma tempo fa lessi con interesse un articolo nel blog A Life in Pages di Jeffery J. Mariotte, autore statunitense pluripremiato, che oltre a scrivere storie proprie ha lavorato nella narrativa basata su serie famose di ogni genere, da Star Trek a CSI passando per Supernatural. Nel suo pezzo tratta una problematica che abbiamo in comune.
La parola chiave è, appunto, "genere" (inteso come genre, non come gender, state tranquilli). Sappiamo che chi scrive oneste opere "di genere" - quindi thriller, speculative fiction, western, romance e via discorrendo - è considerato/a letterariamente inferiore a chi scrive testi mainstream anche mediocri; nondimeno, se ha successo nel proprio campo, dovrebbe riuscire quantomeno a conquistare una certa fama e guadagnare qualche soldo. Anche noi dobbiamo pagarci cibo e bollette, sapete? Ma la conditio sine qua non sembra essere "rientrare sotto un'etichetta" che possa essere riconosciuta non solo a valle dal pubblico, ma anche a monte dalle case editrici, spesso attente a seguire le mode del momento, per non sforzare i neuroni dello staff. 

L'illustre collega americano fa l'esempio di Michael Connelly, notissimo autore di romanzi polizieschi, in particolare della serie su Harry Bosch: chi compra un suo libro sa già cosa troverà ed è per questo che lo cerca. Ma, se un nome non è legato a un unico genere narrativo o, meglio ancora, a una o più serie precise, ha difficoltà a garantirsi la fidelizzazione del pubblico. Specie se collabora anche a serie altrui: chi legge fantascienza non necessariamente legge gialli; chi segue Star Trek non è detto che segua anche CSI. Tra i messaggi di commento sul forum ne ho trovato uno del mio amico Raymond Benson, che osserva come il pubblico dei suoi romanzi di James Bond (di successo a livello mondiale, cui di recente se n'è aggiunto uno dedicato a Felix Leiter, celebre "spalla" di 007), di rado coincida con quello dei suoi raffinatissimi noir o quello delle sue storie basate su videogiochi famosi.
Eppure non è obbligatorio scrivere con un'unica e ricorrente "identità di genere". Se Edgar Allan Poe è associato alle storie gotiche, nondimeno è anche il padre del giallo investigativo; sir Arthur Conan Doyle, universalmente noto come creatore di Sherlock Holmes, firmò anche romanzi avventurosi e fantastici; Francis Marion Crawford entrava e usciva con noncuranza dal mainstream; Jules Verne, nei suoi Viaggi straordinari, sconfinò nel fantastico; Emilio Salgari, autore di romanzi d'avventura di ambientazione "recente" (il ciclo di Sandokan si svolge circa mezzo secolo prima della pubblicazione dei romanzi), ne scrisse anche di storici e western, oltre al visionario Le meraviglie del Duemila. Persino nella bibliografia di Giorgio Scerbanenco - autore, va ricordato, anche di spy story - si trovano almeno due romanzi di fantascienza. Chi scrive non può e non deve frenare la propria fantasia, se ha l'ispirazione per qualcosa che esce dal suo territorio abituale.
Certo, le etichette sono sempre state utili in libreria. E anche in edicola: il pubblico che da quasi un secolo legge Il Giallo Mondadori esige storie mystery o thriller prive di elementi fantastici, in cui nell'ultima pagina non si può raccontare che l'assassino è un vampiro o un lupo mannaro; così come quello di Segretissimo vuole leggersi un romanzo di spionaggio senza intrusioni di alieni o zombie. Ricordo per esempio un romanzo di George O'Toole intitolato Un agente dall'aldilà, che fondamentalmente era una spy story ma, per una sua componente di ghost story, vide la luce nella collana di fantascienza Urania. In questo caso però si parla di "identità di collana": anche grandi nomi de Il Giallo Mondadori come Agatha Christie o Rex Stout uscirono occasionalmente su Segretissimo con storie spionistiche; e di Isaac Asimov, colonna della fantascienza, furono pubblicati due romanzi mystery ne Il Giallo Mondadori.

Ma il vero problema è un altro: le etichette servono per gli autori e le autrici di cui non si parla. Prendiamo invece J. K. Rowlings, divenuta famosissima per la saga di Harry Potter, che a un certo punto decise di darsi al giallo sotto lo pseudonimo (per giunta maschile) "Robert Galbraith": già il primo romanzo poté godere di un lancio e di una distribuzione che gli garantirono lo status di bestseller, ben prima che si rivelasse chi l'avesse scritto; laddove, se Galbraith fosse stato davvero un nuovo arrivato qualsiasi, avrebbe fatto molta più fatica a imporsi sul mercato. Del resto uno scrittore statunitense era rimasto per anni un autore semisconosciuto, finché non divenne oggetto della più grande campagna criptomediatica mai realizzata per promuovere un (modesto) libro, ampiamente scopiazzato da altri preesistenti, per farlo diventare una specie di nuova Bibbia; ciò rese retroattivamente bestseller anche i suoi titoli precedenti, che avevano venduto solo poche migliaia di copie sull'intero mercato globale di lingua inglese (con centinaia di milioni di lettori potenziali) e nel resto del mondo furono acquistati solo dopo il primo successo fabbricato a tavolino; perché, se si convince il pubblico che un autore è un maestro del thriller, poi i suoi libri saranno accolti come la manna dal cielo.
Nel mercato italiano, in particolare sul poliziesco e sul mystery, si aggiungono altri due problemi: negli anni Novanta venne finalmente  accettata l'esistenza del giallo italiano, ma in seguito solo certe firme pubblicate da particolari editori furono ammesse alla nobile categoria del "noir" e autorizzate a diventare "famose". Ne sono esclusi i thriller schedati come storie di spionaggio: con le lodevoli eccezioni del Festival del Giallo di Napoli, che ha dedicato alla spy story incontri condotti dalla sempre bravissima Denise Jane, e del MystFest, che ospita la consegna dei premi di Segretissimo, questo genere non è oggi considerato né "giallo" né "noir", pur appartenendo a entrambi i filoni. Per quanto sia il tipo di narrativa che di questi tempi andrebbe letta più che mai, è visto come un'etichetta "sbagliata" da editori e pubblico. Al di fuori, appunto, dei concorsi letterari specifici per inediti di Segretissimo (il Premio Alan D. Altieri per i romanzi, il Premio Stefano Di Marino per i racconti) la spy story non può neppure aspirare a riconoscimenti per la narrativa thriller. Come per i cani al supermercato, c'è un cartello che dice "Noi non possiamo entrare"; in teoria dovremmo solo uggiolare con il guinzaglio legato alla sbarra dei carrelli. Forse è ora di rivendicare l'orgoglio spy.
Non mi stanco di ripetere che il più grande autore di tutti i generi della narrativa popolare in Italia, Stefano Di Marino, essendosi dedicato soprattutto alla spy story (di cui è un maestro riconosciuto, ma solo dagli addetti ai lavori e dagli appassionati), per tutta la sua trentennale carriera è stato pressoché ignorato dai media, fino al giorno in cui, stanco di vedere negati i propri successi, si è tolto la vita:  Quindi capisco bene il collega americano che si lamenta perché a quelli come lui non sono concesse né la fama, né le opzioni cinematografiche e televisive, né la relativa stabilità finanziaria che ne consegue. Ma il motivo non è solo la colpa primigenia di passare da un genere all'altro: è che in tutto il mondo, nel campo dell'editoria come altrove, di rado è in base ai meriti che si decide chi saranno i "primi della classe".

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(illustrazione realizzata mediante AI)


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato oltre settanta titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).