martes, 10 de febrero de 2026

Vita da pulp - Sesso, spari e spie


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

Qualche settimana fa l'illustre collega Denise Jane, con uno dei suoi azzeccati reels di Instagram su questioni di spionaggio nella narrativa e della realtà, osservava che qualcuno ritiene erroneamente che la spy story - categoria serissima del mystery e del thriller che ha visto all'opera romanzieri di altissimo livello come Graham Greene e John Le Carré - non sia altro che un "porno con le sparatorie".
Come giustamente ha spiegato Denise, il responsabile di questo equivoco è in buona parte lo scrittore francese Gerard De Villiers (1929-2013), sul quale torno più avanti. Un altro elemento fuorviante possono essere le copertine, come ho già spiegato in un precedente post su questo blog: dalle illustrazioni allusive nei pulp magazines di un secolo fa fino a quelle odierne di stampo fotografico per la storica collana Segretissimo di Mondadori, specializzata in romanzi spionistici, non sempre un'immagine sexy lascia intendere che una pubblicazione contenga una storia thriller, tantomeno dal sofisticato sfondo geopolitico.
Presumo nondimeno che si sappia che il sesso è una pratica ricorrente tra gli esseri umani, con amore, con consenso o con violenza, a scopo esclusivamente riproduttivo, di piacere individuale o reciproco, ma persino di sopraffazione o ricatto. La letteratura riflette il comportamento umano e chi scrive può scegliere su quali aspetti soffermarsi. Ma il sesso permane, che se ne parli o no.

In un testo di grande successo che non viene considerato pornografico - si intitola "Sacra Bibbia" - si racconta di una vedova bella e astuta di nome Giuditta che seduce e uccide il generale assiro Oloferne che minacciava Israele... Aspettate un attimo a tirare fuori gli striscioni pro-pal: sto parlando del VII secolo a.C. e quei palestinesi ancora non c'erano. La vicenda, probabilmente di pura fantasia e scritta quattro o cinque secoli dopo, è una spy story ante litteram in cui non ci viene detto cos'abbia fatto Giuditta nella tenda di Oloferne prima di tagliargli la testa, ma possiamo farcene un'idea.
In tempi più recenti, Mata Hari, la più grande donna di spettacolo del primo Novecento, fu reclutata proprio come spia perché era l'oggetto del desiderio di uomini influenti, di cui poteva raccogliere e riferire i segreti. Nel lussuoso bodello berlinese Salon Kitty, il nazista Schellenberg registrava quanto dicevano e facevano diplomatici stranieri e gerarchi del Terzo Reich, per tenere in pugno gli uni e gli altri. Negli anni '70-'80, aitanti giovanotti al servizio della STASI seducevano con lo stesso obiettivo impiegate delle agenzie di informazioni della Germania Ovest. Il sesso, insomma, ha sempre fatto parte dello spionaggio.
Ian Fleming (1908-1964), ex stratega dell'intelligence navale britannico, lo sapeva bene quando negli anni '50 creò 007, nelle cui avventure inserì qualche dettaglio erotico, sottolineando la disperata necessità di vivere di un eroe per il quale ogni fugace piacere poteva essere l'ultimo. Alla morte di Fleming, il suo editore francese ne cercò un erede, trovandolo nel giornalista Gerard De Villiers (1929-2013); questi ricalcò il modello di 007 con la lunga serie SAS, accentuando sempre più la componente sessuale, che divenne il suo marchio di fabbrica. Tuttora pubblicato da Segretissimo Mondadori, De Villiers rimane peraltro un autore importantissimo, per aver raccontato in duecento libri, in presa diretta, quasi mezzo secolo di vicende di spionaggio basate su fatti e tensioni reali della cronaca internazionale.

Capita che ci siano scene di sesso in romanzi di spionaggio, come in qualsiasi altro romanzo, ma ogni autore o autrice sceglie la misura che ritiene opportuna. Ken Follett ne mise una ne La cruna del lago, mentre nei libri di John Le Carré, quando Ann Smiley tradisce il marito con la talpa di turno, lo fa sempre fuori scena. Nei romanzi pubblicati da Segretissimo, scritti da donne e uomini, perlopiù italiane/i. può anche esserci un'occasionale pagina erotica. Ma soprattutto si trovano una certa dose di azione e una componente di indagine, che richiede un gran lavoro di ricerca e analisi geopolitica da parte di chi li scrive. Che per giunta - come sottolineava sempre Denise Jane in un altro suo reel - rende molto più comprensibile al pubblico cosa succeda davvero nel mondo.
A proposito di alcuni files parzialmente resi pubblici in questi giorni, per chi non legge spy story termini quali "trappola al miele" e kompromat sono probabilmente incomprensibili. Ma in quel caso uno degli obiettivi dell'abuso su scala industriale di creature innocenti consegnate a pericolosi e ricchi maniaci era proprio raccogliere materiale compromettente sul conto di questi ultimi, da usare al momento opportuno per estorcerne obbedienza e informazioni.
E, per chi non legge spy story, è facile credere a una versione solo parziale dei fatti: i responsabili di tutto ciò, si dice in giro, sarebbero stati esclusivamente al servizio del paese nemico di Oloferne (okay, adesso potete tirare fuori gli striscioni pro-pal). Ma in questo caso "i soliti sospetti" sono due: come risulta dagli stessi files, c'è di mezzo un'altra organizzazione segreta, di un altro paese, i cui interessi sono perfettamente allineati al primo. Quindi in effetti sì: nello spionaggio ci sono sesso, sparatorie e anche molto peggio. Però questo accade innanzitutto nella realtà.

(Immagine realizzata con AI per la copertina di Spie in fuga, Delos Digital, 2025, di A. C. Cappi)

Continua...


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato oltre settanta titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: MedinaNightshadeSickroseBlack e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libriStanislawsky Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

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