viernes, 29 de abril de 2022

Questa settimana nella rete

Philip Burne-Jones "The Vampire" (1897)

Salve a tutte e a tutti. Come ogni settimana il vostro affidabile Andrea Carlo Cappi vi propone un riepilogo dei post nella rete RBK in cui si intrecciano i blog Il Rifugio dei Peccatori, Borderfiction Zone e Kverse, e non solo. Vi è sufficiente fare click sulle parole evidenziate in giallo per arrivare al link corrispondente.

Scrittura creativa
Manca ormai un mese alla scadenza del Premio Torre Crawford edizione 2022, che termina il 31 maggio di quest'anno. Leggete il bando del concorso per racconti inediti e date sfogo alla vostra fantasia. I racconti selezionati saranno pubblicati in settembre nel volume "Un'inquietante sensazione indefinibile" edito da Oakmond Publishing: la terza antologia del Premio, introdotta come sempre da un racconto di Francis Marion Crawford.
Sul sito ufficiale del Premio trovate sempre nuovi articoli interessanti, come quelli della serie "Ai tempi di Crawford" che riguardano scienza e tecnica a cavallo tra Ottocento e Novecento, dal telefono alla medicina. Oltre alle recensioni di vari classici della letteratura, sul sito e sulla pagina Facebook del Premio prosegue la seconda stagione della mia videorubrica Sui Generis, che da questa settimana analizza varie tipologie di personaggi: partiamo dai vampiri nella nuova puntata 2.4.
Ne Il Rifugio dei Peccatori continua anche Vita da pulp, che questa settimana ne Le fatiche dell'infaticabile sottolinea l'importanza, per chi scrive, di... darsi da fare. Nelle prossime settimane amplierò il discorso su ciò che si può sperimentare per avere maggiore visibilità come autrici e autori.

Delitti e spie
Due argomenti che non possono mancare. Domenica 24 e lunedì 25 aprile è raddoppiato in via del tutto eccezionale l'appuntamento con  La Boutique del Mistero, la mia rubrica settimanale su Radio Number One, accompagnata l'indomani dal consueto dossier su Borderfiction Zone.
Per cominciare, ci siamo occupati del caso Alberto Olivo, il delitto che ispirò un'opera grafica di Dino Buzzati, che trovate raccontato in Al mare dopo il delitto
Il giorno dopo abbiamo indagato su alcuni strani episodi che hanno coinvolto quest'anno alcuni magnati russi in Caccia all'oligarca, notando una serie di eventi drammatici e sospetti che trovate approfonditi in un articolo su Kverse: Sei piccoli oligarchi.
Il prossimo appuntamento in diretta con "La Boutique del Mistero" è domenica 1° maggio alle ore 16.20, come sempre nel programma di Luca "Lukino" Galiati su Radio Number One (ascoltabile dal sito o dal cellulare con l'app gratuita Radioplayer). Stavolta vi racconto della serie di intrighi incredibili che videro protagonista Evita Peron... dopo la sua morte.
Ma la cronaca di questa settimana ha visto anche lo scoppio di uno scandalo spionistico, di cui vi parlo in un altro articolo in Kverse: Spyware in Spagna.
Ancora a proposito di spie: oggi, 30 aprile, è il compleanno di James Grady, lo scrittore che ha dato vita a Condor, protagonista di un ciclo di romanzi, oltre che del memorabile film "I tre giorni del Condor" con Robert Redford. Tanti auguri!

Contro la disinformazione
Infine, per chi ha seguito (ma anche per chi non ha seguito) i miei articoli sulla situazione in Ucraina, è ora online un video realizzato da Rino Casazza per la sua serie "I grandi gialli", anche se stavolta l'argomento è molto più drammatico. Abbiamo registrato il video dopo sette settimane di guerra in Ucraina, quando il conteggio ufficiale delle vittime civili del conflitto in corso (secondo l'ONU, cui faccio riferimento) era inferiore a quello attuale, superati i due mesi. Trovate su YouTube Guerra in Ucraina - Le radici dell'odio.
Per questa settimana è tutto. A presto dal vostro K

martes, 26 de abril de 2022

Vita da pulp - Le fatiche dell'infaticabile


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di
 Andrea Carlo Cappi 

Qualche mese fa il grande fumettista Alfredo Castelli, in un paio di editoriali sugli albi di "Martin Mystère", ha mostrato apprezzamento e anche un po' di invidia nei confronti di alcuni collaboratori della testata e della serie che definisce "infaticabili". Non posso parlare per gli altri, ma per quanto riguarda me... essere "infaticabile" è molto impegnativo.
Come ho detto di recente, non ho il problema della pagina bianca, semmai il contrario: non ho abbastanza tempo per scrivere tutto ciò che mi viene in mente, perché ogni idea richiede lavoro per diventare una storia e il momento opportuno per pubblicarla. A volte tocca aspettare anni perché si produca l'occasione adatta.
A proposito proprio di Martin Mystère, il serial "Zona Y" che ho appena finito di scrivere e i cui episodi appariranno in appendice agli albi mensili da maggio 2022 fino al giugno 2023, nasce da un'idea che mi è venuta nel 2005 e che ho trasformato in soggetto intorno al 2016. Insomma, per certe cose occorre avere molta pazienza.

Ma, oltre che sulla fiction, gli ingranaggi girano incessanti su altri fronti. Ne vengono fuori questi articoli e altri occasionali su vari blog, la videorubrica Sui generis con i consigli di scrittura creativa del Premio Torre Crawford, l'appuntamento settimanale su Radio Number One con La Boutique del Mistero (e il dossier su ogni puntata che pubblico l'indomani). Non riesco a fermarmi. Né devo fermarmi. Come spiegavo nella scorsa puntata, si pone la necessità di essere visibili, oltre che attivi.
Non importa quanti libri un'autrice o un autore abbia scritto e pubblicato, anche con successo, o l'occasionale notorietà acquisita da questo o quel titolo. Il mondo tende a dimenticarsi rapidamente della tua esistenza. E non solo della tua, ma anche di fenomeni molto più evidenti: quante volte ho sentito dire "Ah, esce ancora Il Giallo Mondadori?" oppure "Ci sono ancora i fumetti di Diabolik?"
La gente è sempre più distratta. E non è colpa dei social network, dal momento che era distratta anche quando non esistevano. Semmai i social network sono un territorio virtuale in cui si ha un'ultima possibilità di passare meno inosservate/i.

Occorre però mantenere anche in questo tipo di comunicazione la stessa qualità che si presume di avere in altri campi. Ci sono ambiti in cui, per esempio, io mi sentirei poco credibile. Preferisco occuparmi di argomenti che conosco, quindi la scrittura creativa, la narrativa di genere o le vicende su cui per una ragione o per l'altra mi sono documentato nel corso degli anni.
Dopotutto in questi decenni ho tenuto vari corsi di scrittura, ho condotto trasmissioni radio su misteri del passato e per un po' ho fatto anche l'opinionista in tv: di solito venivo avvisato la sera, mi dovevo documentare su un delitto appena commesso, di cui inevitabilmente non si sapeva pressoché nulla, e comparire la mattina dopo in diretta per commentarlo in modo sensato.
Non basta. Bisogna anche imparare a fare cose diverse dal solito, specialmente quando si tratta di promuovere i propri libri. Ne parliamo le prossime volte.

(Immagine: A. C. Cappi in una fotografia di Matteo Montecucco)

Continua...




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito sulle pagine de Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato una sessantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, presso alcune delle maggiori case editrici italiane e qualcuna delle peggiori. Editor, traduttore, consulente editoriale, all'occorrenza è anche sceneggiatore, fotografo, illustratore, copywriter (di se stesso) e videomaker. È direttore artistico del Premio Torre Crawford. Su Radio Number One tiene la rubrica "La Boutique del Mistero" la domenica operiggio alle 16.20.

viernes, 22 de abril de 2022

Questa settimana nella rete

Diabolik©AstorinaSrl

Salve a tutte e a tutti. Anche questa settimana il vostro affidabile Andrea Carlo Cappi vi propone un riepilogo dei post nella rete RBK in cui si intrecciano i blog
Il Rifugio dei Peccatori, Borderfiction Zone e Kverse, ma anche informazioni da altri siti. Vi è sufficiente fare click sulle parole evidenziate in giallo per arrivare al link corrispondente.

Dov'è il talento?
Nel nuovo editoriale di Claudia Salvatori, la nave Iperwriters naviga nel mare delle biodiversità invisibili, in cerca del talento, galleggiante o sommerso che sia... Leggetelo su Borderfiction Zone.

Diabolik!
Sullo stesso blog è uscito per La Boutique del Mistero, il nuovo dossier della mia rubrica domenicale su Radio Number One, questa volta dedicato al celebre personaggio delle sorelle Giussani: per cominciare, da dove arriva il nome di Diabolik? Parleremo ancora di lui in un prossimo futuro, dato che quest'anno ricorre il sessantesimo anniversario della serie a fumetti, recentemente tornata anche sul grande schermo. 
Il prossimo appuntamento in diretta con "La Boutique del Mistero" è domenica 24 aprile alle ore 16.20, come sempre nel programma di Luca "Lukino" Galiati su Radio Number One (ascoltabile dal sito o dal cellulare con l'app gratuita Radioplayer). Visto che andiamo, si spera, verso la bella stagione, stavolta vi racconterò di una gita al mare dopo un delitto.

Scrittura e personaggi!
Nella rubrica Vita da pulp stavolta mi occupo della necessaria visibilità di scrittrici e scrittori e delle relative problematiche, nella puntata L'immagine al potere.
Intanto prosegue la seconda stagione di Sui Generis, la videorubrica sui generi letterari del Premio Torre Crawford: nella terza puntata "Personaggi in cerca di autore", ribadisco come i personaggi siano uno dei principali antidoti al timore della pagina bianca.
Colgo l'occasione per darvi le coordinate delle due antologie (oltretutto entrambe per beneficenza) che cito nel video di questa settimana, a entrambe le quali ho dato un mio piccolo contributo.
Le improbabili, a cura di Salvatore Stefanelli, raccoglie una cinquantina di racconti di quasi altrettanti autori sugli incontri immaginari tra celebri personaggi della letteratura e chi li ha creati. L'antologia, che attraversa secoli di grande narrativa, si trova in ebook (per soli 4.00 euro) direttamente dal sito dell'organizzazione "Sorriso in viaggio". L'acquisto ideale per oggi, Giornata Internazionale del Libro.
Indaga, detective, a cura di Paolo Roversi, con prefazione di Maurizio De Giovanni, è un'antologia di dodici racconti gialli che vede vari autori mettere in scena i loro più celebri personaggi seriali... con l'eccezione di Sandrone Dazieri, che rende invece omaggio da par suo a Lazzaro Santandrea, su licenza dell'Associazione Culturale Andrea G. Pinketts.
Vi ricordo nuovamente il bando del Premio Torre Crawford per racconti inediti (di genere o mainstream) il cui tema obbligatorio nell'edizione 2022 è "Un'inquietante sensazione indefinibile". La scadenza per l'invio è il 31 maggio prossimo.
E questa settimana Claudio Bovino ci fa scoprire i rapporti tra il nume tutelare del Premio, lo scrittore Francis Marion Crawford, con radio e televisione anche in Italia.

E questa settimana... niente spie?
No, tranquilli, ci sono anche loro. Su Kverse trovate il video di anteprima che preannuncia il romanzo "Agente Nightshade - Complotto Zerkalo", il romanzo in uscita a inizio giugno 2022 da Segretissimo Mondadori, che alcuni di voi già attendevano come "Trappola ucraina". Abbiamo deciso di cambiare il titolo, perché anche se il romanzo è stato scritto tra metà dicembre 2021 e i primi di febbraio, ora potrebbe sembrare un bieco sfruttamento della situazione. A proposito della quale proprio su Kverse trovate parecchie informazioni che non siete soliti leggere sui social network.
Per questa settimana è tutto! Saluti dal vostro K

(L'immagine di apertura da "Diabolik" fa parte di "Fenomenologia di Diabolik", edizione ebook da Algama Editore.)

jueves, 21 de abril de 2022

Vita da Pulp - L'immagine al potere


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi 

Dagli anni Ottanta in poi, l'immagine è salita al potere, in luogo dell'immaginazione auspicata nei Settanta. Già "essere" contava poco rispetto ad "avere", ma da quel decennio divenne importante "apparire". Anche apparire competenti, appropriandosi dei meriti altrui e trovando nel contempo un opportuno capro espiatorio per i propri errori. Alan D. Altieri raccontava che qualcosa di simile era pressoché codificato a Hollywood.
Non è certo una novità, anzi, risale all'alba dell'uomo. Ma gli anni Ottanta ne sono stati la consacrazione. In quel periodo abbiamo imparato non solo che bisogna vincere a ogni costo, ma anche che un successo apparente può portare vantaggi come quello vero. In un mondo di "vincitori", l'unica (apparente) difesa nei confronti dei perdenti è stata la recente invenzione della cancel culture, tecnica con cui si combattono personaggi appartenenti a epoche molto diverse dalla nostra e pertanto non sempre misurabili con lo stesso metro. Oltretutto i morti non possono rispondere per le rime alle accuse sui social network ed è sempre una mossa vincente prendersela con chi non si può difendere. Di nuovo, bisogna vincere a ogni costo.
Tuttavia le nuove tecnologie hanno portato vantaggi enormi anche a chi si dedica alla scrittura. I social network ci consentono di restare in contatto con una parte di chi ci legge. Dico "una parte", perché sappiamo che a vedere i nostri post è un numero limitato di contatti e non è detto che ciò accada in tempo reale... o semplicemente che accada mai.

Ma, bene o male, le reti sociali sopperiscono a una carenza di comunicazione: in genere lettrici e lettori non sanno dell'uscita di un libro potenzialmente interessante per loro. Da decenni le case editrici piccole non si possono più permettere un ufficio stampa, mentre quelle che ne hanno uno non possono farlo lavorare su tutto ciò che pubblicano. Da decenni la stampa (anche nella sua versione digitale) tratta una minima percentuale dei libri in uscita e di questi non tutti sono facilmente reperibili.
I social network permettono quindi di informare dell'esistenza di un libro almeno una piccola parte di lettrici e lettori che potrebbero avere interesse. Se hanno una libreria di fiducia ma anche affidabile, possono avere facile accesso a una copia. In caso contrario, possono ordinarla da un bookshop online o, se esiste, scaricarla in ebook. Ci sono del resto titoli che escono solo in ebook. Ho preso l'abitudine di inserire nelle comunicazioni sui miei libri almeno un link immediato per l'acquisto, per non far perdere tempo a cercarli. Ma tutto dipende dalla visibilità.
Gli esperti mi dicono che per averne, sulle reti sociali, occorre una presenza costante, interessante, quotidiana e metodica. E, a mio avviso, anche un certo numero di inserzioni a pagamento, se si vuole andare oltre il numero limitato di amiche e amici (tali nella vita reale) che già ci seguono per loro conto.

Ma a questo punto diventa importante l'immagine, che in rete può bruciarsi facilmente. Chi condivide urlando le ultime fake news prendendole per vere può ottenere il plauso di consimili, ma fare una pessima figura in generale; per contro, chi si oppone alle fake news, oltre agli insulti dei fanatici, si prende qualche "segnalazione" e conseguente punizione dalla piattaforma, che non ha tempo di verificare se il contenuto fosse davvero inappropriato.
Poi c'è la discriminazione verso certe categorie sospette, per esempio i fumatori: immaginate cosa accadrebbe se Humphrey Bogart avesse un profilo Facebook e cercasse di promuovere un suo film con una propria fotografia. Oltre al rischio, sempre esistito nella stampa, che da una dichiarazione venga estrapolata una frase fuori contesto (o addirittura ne venga attribuita una mai fatta) usata subito per sollevare nelle folle indignazione immotivata. Nel caso ciò non bastasse, si può ricorrere a false accuse o insinuazioni: l'ho visto fare, purtroppo, nei confronti di uno scrittore il cui profilo social era limitato agli amici.
Oggi più che mai, bisogna stare attenti alla propria immagine, sia quella che ci costruiamo noi, sia quella che ci mettono addosso gli altri.

(Immagine: rielaborazione di una fotografia di Bogart; per motivi di sicurezza, la sigaretta è rimasta fuori campo)

Continua...




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito sulle pagine de Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato una sessantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, presso alcune delle maggiori case editrici italiane e qualcuna delle peggiori. Editor, traduttore, consulente editoriale, all'occorrenza è anche sceneggiatore, fotografo, illustratore, copywriter (di se stesso) e videomaker. È direttore artistico del Premio Torre Crawford.

viernes, 15 de abril de 2022

Questa settimana nella rete


Salve a tutte e a tutti. Anche questa settimana il vostro affidabile Andrea Carlo Cappi vi propone un riepilogo dei post nella rete RBK in cui si intrecciano i blog Il Rifugio dei Peccatori, Borderfiction Zone e Kverse, ma anche informazioni da altri siti. Vi è sufficiente fare click sulle parole evidenziate in giallo per arrivare al link corrispondente.

Spie, delitti e ancora spie!
Sul blog Borderfiction Zone è uscito per La Boutique del Mistero, il nuovo dossier della mia rubrica domenicale su Radio Number One, questa volta dedicato a un caso di spionaggio e delitti perfetti scoperto a Berlino mentre era in corso la costruzione del Muro: più Guerra Fredda di così... Scopritelo ne L'uomo al cianuro.
Il nuovo appuntamento in diretta con La Boutique del Mistero è domenica 17 aprile (giorno di Pasqua) alle ore 16.20, come sempre nel programma di Luca Galiati su Radio Number One (ascoltabile anche dal cellulare con l'app gratuita Radioplayer): stavolta vi racconterò le origini misteriose del nome di Diabolik, il celebre personaggio dei fumetti di cui quest'anno ricorre il sessantesimo compleanno: c'è di mezzo anche un omicidio tuttora irrisolto...
In varie occasioni in questa rubrica ho parlato di spionaggio e spesso, per una ragione o per l'altra, ho citato Ian Fleming; stavolta nel blog Kverse emerge invece il nome di John Le Carré - l'altro celebre scrittore di spionaggio con un passato nei servizi segreti - nelle riflessioni su un inquietante anniversario che riguarda La coincidenza Katyn.

Consigli di scrittura (e lettura)
Nella rubrica Vita da pulp continuo ad affrontare temi pratici delle tecniche di scrittura creativa. In particolare, nella nuova puntata Sulla realtà non c'è copyright  parlo degli spunti inesauribili che provengono dal mondo intorno a noi.
Continua la videorubrica sui generi letterari del Premio Torre Crawford Sui Generis (a questo link trovate tutte le puntate di tutte le stagioni): nella seconda puntata parlo del timore della pagina bianca e di come sconfiggerlo.
Vi ricordo intanto il bando di concorso del Premio Torre Crawford 2022, con scadenza il 31 maggio prossimo: un'occasione da non perdere per scrittori dilettanti, aspiranti, emergenti ed emersi. 
Ma, dato che per saper scrivere occorre anche leggere, vi consiglio di dare un'occhiata al reportage di Marco Donna sui libri presentati alla prima serata Borderfiction del 2022.

I quarant'anni di Martin Mystère
In edicola da questa settimana trovato il ricchissimo numero del quarantennale di Martin Mystère, la serie a fumetti di Alfredo Castelli. Personaggio e autore sono stati celebrati il 2 aprile a Lucca Collezionando, in occasione della consegna dei Premi Atlantide 2022: un evento di cui potete leggere qui il reportage di AMys.
Tra i molti servizi giornalistici dedicati all'anniversario, c'è stato anche quello di "Cronaca vera" con una mia intervista sul personaggio (sono una delle poche persone di cui si parli spesso sul celebre settimanale, anche se non ho ucciso nessuno) che trovate riproposta integralmente su "Fronte del Blog".
Nel numero in edicola di "Martin Mystère" trovate la conclusione del romanzo-serial "Il potere del Falco", pubblicato in appendice agli albi degli ultimi dodici mesi. In un mysterioso articolo su Borderfiction Zone, I nuovi segreti del professor Mystère, ne trovate alcuni retroscena e l'indispensabile tabella cronologica, oltre ad anticipazioni sulle avventure romanzesche del detective dell'impossibile in arrivo nei prossimi mesi: "Zona Y" e "Axis Mundi"
Per questa settimana è tutto!
Saluti, buona Pasqua e felice Lunedì dell'Angelo dal vostro K


(illustrazioni: Giancarlo Alessandrini, dalla copertina di Martin Mystère n. 1; Lucia Arduini, da Martin Mystère n. 198... con lettering modificato!)

jueves, 14 de abril de 2022

Vita da pulp - Sulla realtà non c'è copyright


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi 

In questi giorni ho ripreso Sui generis, la videorubrica del Premio Torre Crawford dedicata ai generi letterari ma anche, talvolta, a questioni di scrittura in generale. Argomento della nuova puntata sulla pagina Facebook del Premio è infatti un aspetto di cui ho parlato anche dal vivo nell'edizione 2021 del Festival Torre Crawford: il timore della pagina bianca. Io ho il problema opposto: non ho abbastanza tempo per scrivere tutto quello che ho in mente.
Uno dei motivi è che molto di ciò che racconto si ispira alla realtà, dai dettagli di mie vicende personali (opportunamente rielaborati) ai fatti della Storia agli eventi di cronaca. Lo sanno bene tanto i lettori delle mie storie di Martin Mystère quanto quelli dei miei romanzi di spionaggio. Ma anche i miei racconti noir di ambientazione spagnola con protagonista Toni Black si ispirano a episodi reali, anche senza toccare grandi enigmi del passato o intrighi spettacolari. La realtà è sempre fonte di ispirazione e le mie pagine non rimangono bianche a lungo.
Il vantaggio è che, per usare una frase di Michael Connelly in un'intervista che gli feci una ventina di anni fa, "sulla realtà non c'è copyright". Ovvero: è una riserva inesauribile che si può saccheggiare liberamente.

Naturalmente l'uso della realtà cambia a seconda del contesto. Per esempio, nel mio primo romanzo dedicato a Diabolik inserii un episodio capitatomi una notte in albergo a Torino, durante un'edizione del Salone del Libro: una lite in una stanza vicina tra due coniugi americani, così furibonda che ritenni opportuno chiamare il portiere di notte: cercai di spiegargli che no, non mi stavo lamentando del rumore, volevo solo evitare che il diverbio degenerasse in femminicidio. Per fortuna quella volta nessuno venne assassinato (non certo per merito del portiere di notte) e da allora ho imparato che in casi del genere è meglio se intervengo di persona.
In ogni caso della realtà, come del maiale, non si butta via niente. Qualche settimana dopo, nel mio romanzo Diabolik & Eva Kant si apprestavano a eseguire un colpo in un albergo. Mi chiesi come avrebbero reagito se, proprio nel momento in cui dovevano agire nel silenzio della notte, fosse scoppiato un furioso litigio tra due vicini di stanza, attirando un'attenzione inaspettata e indesiderata. Ne venne fuori uno sviluppo narrativo interessante.
In un romanzo breve inedito uscito nel 2020 nella mia raccolta Nightshade - Dossier Contreras ripresi invece un celeberrimo caso di spionaggio: l'Operazione Mincemeat, che in precedenza avevo ricostruito sotto forma di non-fiction. Volli raccontare la stessa storia da un altro punto di vista e in versione romanzata, con protagonista uno dei miei personaggi. Non solo la realtà non ha copyright ma, come ho già scritto in questa rubrica, le grandi menti hanno le stesse grandi idee: a mia insaputa quasi contemporaneamente veniva scritta la sceneggiatura di un nuovo film sulla stessa vicenda, L'arma dell'inganno (in precedenza ne era stato girato un altro, L'uomo che non è mai esistito).

Per quanto riguarda le vicende di spionaggio contemporaneo, è più difficile che si verifichino coincidenze del genere: per fare un film ci vuole tempo, mentre il mio romanzo firmato François Torrent per Segretissimo, "Agente Nightshade - Complotto Zerkalo", esce in edicola a giugno 2022, quattro mesi dopo che ho finito di scriverlo, e ricostruisce in chiave romanzata l'antefatto della guerra in Ucraina, che in quel momento si sperava ancora di evitare.
A proposito di Segretissimo, nel rinnovare i miei complimenti a Claudia Zani, vincitrice del Premio Altieri 2022 con il romanzo in uscita in agosto nella storica collana di Mondadori, cito un passaggio del post in cui ne dava l'annuncio su Facebook: "Occuparsi di Spy Story non significa essere guerrafondai, al contrario, chi si documenta è in prima linea nel comprendere, classificare e spiegare in modo accessibile tutto ciò che accade quando gli uomini decidono di uccidersi a vicenda. Come fa, ad esempio, Andrea Cappi, che nei suoi romanzi, grazie alle sue approfondite analisi, è sempre riuscito a stare un passo avanti agli avvenimenti politici mondiali."
La ringrazio moltissimo per avermi menzionato, insieme a due grandi autori della collana, Alan D. Altieri e Stefano Di Marino, e soprattutto per avere compreso il senso del mio lavoro. Ma è la riprova che chi scrive vive in simbiosi con la realtà: può al tempo stesso trarne spunto e commentarla. L'importante è riuscire a non annoiare mai chi legge.

Continua...

(Immagine: A. C. Cappi nella puntata 2.1 di "Sui generis")




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito sulle pagine de Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato una sessantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, presso alcune delle maggiori case editrici italiane e qualcuna delle peggiori. Editor, traduttore, consulente editoriale, all'occorrenza è anche sceneggiatore, fotografo, illustratore, copywriter (di se stesso) e videomaker.

viernes, 8 de abril de 2022

Questa settimana nella rete

Da una copertina di "Dalla Russia con amore" di Ian Fleming


Salve a tutte e a tutti. Anche questa settimana il vostro affidabile Andrea Carlo Cappi vi propone un riepilogo dei post nella rete RBK in cui si intrecciano i blog Il Rifugio dei Peccatori, Borderfiction Zone e Kverse, ma anche informazioni da altri siti. Vi è sufficiente fare click sulle parole evidenziate in giallo per arrivare al link corrispondente.

Gangster e spie!
Sul blog Borderfiction Zone è uscito per La Boutique del Mistero, il nuovo dossier della mia rubrica domenicale su Radio Number One, questa volta dedicato a quanto succedeva un secolo fa negli Stati Uniti, quando l'Età del Jazz si intrecciava con l'Era del Proibizionismo e dei gangster. Scopritelo in Anni '20: whiskey e piombo

Il nuovo appuntamento in diretta con La Boutique del Mistero è domenica 10 aprile alle ore 16.20, come sempre nel programma di Luca Galiati su Radio Number One (ascoltabile anche dal cellulare con l'app gratuita Radioplayer): stavolta vi racconterò una vicenda di spionaggio, amore e delitti perfetti negli anni Cinquanta.

Nel frattempo sul blog Kverse vi informo sul curioso legame tra una storia vera di spie della Seconda guerra mondiale, un mio libro, il mio recente intervento su Ian Fleming a La Boutique del Mistero, e il film di prossima uscita "L'arma dell'inganno - Operazione Mincemeat" con Colin Firth: scoprite tutto nel nuovo articolo Dossier Contreras: l'arma dell'inganno e guardate il video su YouTube.

Cosa fare da "grandi"?
Su Borderfiction Zone torna la (grande) scrittrice Claudia Salvatori con un nuovo editoriale di Iperwriters, del ciclo dedicato alle "biodiversità invisibili": è ancora consentita la grandezza nel mondo in cui viviamo?

Scrittore, scrivi, concorri, vinci!
Stavolta nella rubrica Vita da pulp torno (finalmente!) ad affrontare temi pratici delle tecniche di scrittura, in particolare le trappole imprevedibili dell'impiego di citazioni latine e frasi in altre lingue, nella puntata Parla come magnum.

E ha inizio la seconda stagione di Sui Generis, la videorubrica sui generi letterari del Premio Torre Crawford: nella prima puntata parlo appunto di questo concorso letterario per racconti inediti e delle novità ufficializzate quest'anno. Scoprite tutto nel bando dell'omonimo concorso per il 2022 (scadenza: il 31 maggio prossimo) e nei due articoli che illustrano nel dettaglio i due premi speciali ideati in omaggio ad altri due scrittori: il premio "E io lo dico a Pinketts", promosso dall'Associazione Culturale Andrea G. Pinketts, e per la prima volta il premio "Il Prof", legato al più grande narratore popolare italiano dell'ultimo trentennio, Stefano Di Marino.

Per chi ancora non ne avesse sentito parlare, lo scrittore statunitense Francis Marion Crawford, nato e vissuto in Italia, si stabilì a Sant'Agnello (Napoli) e trascorreva le sue "vacanze" a scrivere nella Torre Crawford di San Nicola Arcella (Cosenza). Fu il primo grande autore bestseller mondiale, nel senso moderno del termine, tra fine Ottocento e primo Novecento.
Questa settimana lo scrittore Claudio Bovino, entrato a far parte dello staff del Premio Torre Crawford dopo averlo vinto lo scorso anno, ci rivela alcuni divertenti retroscena della vita di Crawford e della sua curiosa famiglia (anche le due sorelle furono note autrici dell'epoca) e, in particolare, come la Torre Crawford entrò nelle loro vite e nella storia della letteratura nella prima puntata della rubrica "Ai tempi di Crawford".

Lotta alla disinformazione
Infine nella mia serie di articoli contro la guerra in Ucraina sul blog Kverse continuo a controbattere la disinformazione imperante. L'ultima che ho sentito: sui social network verrebbero censurati solo i commenti pro-russi e lasciati solo quelli pro-Ucraina. Posso testimoniare che io ho avuto problemi per i miei post contrari alla guerra, mentre leggo di continuo notizie false e propaganda a favore, che circolano indisturbate. Intanto, finché ve lo permettono, potete leggere su Kverse il mio nuovo articolo La punizione della vittima.
Per questa settimana è tutto! Saluti dal vostro K

miércoles, 6 de abril de 2022

Vita da pulp - Parla come magnum

Rielaborazione dal poster di "Magnum Force", 1974

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi 

Qualche giorno fa a Lucca, davanti a un ottimo tagliere a un tavolino all'aperto, alzo gli occhi e noto una scritta su una delle insegne. Se dovessi dare un voto al locale su TripAdvisor, gli attribuirei 10 in gastronomia e 4 in latino, perché la scritta, a meno di una scelta deliberata, conteneva un errore: Nuntio vobis gaudium magnum: habemus pizza.
Nella formula ufficiale dell'annuncio dell'elezione di un papa (che, lo ammetto, si sente pronunciare solo a ogni morte di papa) si usa annuntio, ma nuntio è altrettanto corretto, così come vobis (dativo: "a voi") e l'accusativo gaudium magnum ("una grande gioia", complemento oggetto); anche se a volte la frase viene riportata con la locuzione magno cum gaudio ("con grande gioia", ablativo) e senza i due punti. Ma, come tutti ricordano, la frase si chiude con habemus papam ("abbiamo il papa", accusativo, in quanto complemento oggetto).
Pertanto "pizza" andrebbe latinizzato in pizza, pizzae (prima declinazione) e all'accusativo farebbe pizzam. Mi rendo conto che un turista straniero dei tanti che affollano la splendida piazza Anfiteatro avrebbe difficoltà a capire pizzam e che anche l'italiano medio penserebbe a un errore nell'insegna, quindi forse è stata una scelta deliberata. Tanto più che in latino moderno "pizza" si traduce con placenta (quindi la frase corretta sarebbe habemus placentam), ma un locale che affermasse di servire placenta sarebbe immediatamente frainteso.

Nondimeno la locuzione mi ha fatto tornare in mente l'uso talvolta infelice di frasi in altre lingue nella narrativa. E il latino è una delle vittime illustri. Ricordo anni fa il dattiloscritto dalla trama delirante di un'aspirante scrittrice di gialli. Ogni suo tentativo di usare espressioni latine si risolveva in modo disastroso: per esempio si può dire ad honorem, si può dire honoris causa, ma non... ad honorem causa. In una storia di Carlo Medina presente nel volume Milano da morire, lo faccio dire a un personaggio che si ostina a usare il latino senza mai azzeccarne una; a a ogni riedizione devo precisare alla redazione che è volutamente sbagliato, per evitare che qualche latinista lo corregga, ignaro, con l'espressione esatta.
Un'altra espressione che trovai nello stesso dattiloscritto ma anche altrove è out out (sì, "fuori fuori" in inglese!) al posto di aut aut ("o... o..." in latino) che indica una condizione irrinunciabile, posta in termini di ultimatum. Temo anche di avere letto da qualche parte ad ok in luogo di ad hoc, nel senso di "apposito".
C'è invece una locuzione ambigua: in italiano si usa dire "qui pro quo" per indicare un equivoco; il termine deriva dal latino quid pro quo, ovvero "una cosa al posto di un'altra". Ma in inglese la locuzione ha assunto il significato di "una cosa in cambio di un'altra", frase utilizzata anche nel doppiaggio de Il silenzio degli innocenti, laddove una traduzione corretta (ma non coincidente con il labiale di Anthony Hopkins) sarebbe stata do ut des (in latino "do affinché tu dia"), cioè la formula usata in italiano per esprimere il concetto.

Detto fra noi, un aspetto imbarazzante degli anglofoni è che tendono a pronunciare le parole latine come se fossero inglesi, come sa chi ha visto Lost nel parlato originale. La stessa parola magnum, usata in relazione ai proiettili e come cognome di un famoso detective privato della tv, diventa "Mag-Num"; un po' come in spagnolo, dove un noto brandy si chiama Magno, pronunciato Mag-No, perché per dirlo come in italiano dovrebbe essere scritto maño
Ma capita spesso, specie con autori americani, che nel tentativo di inserire frasi in altre lingue prendano cantonate terrificanti. Per esempio, quando un personaggio viene fatto parlare in italiano, le frasi risultano in una lingua ibrida italo-spagnola. Per essere un po' più corretti si può tentare la sorte con Google Translate, dove però si rischiano clamorosi equivoci, oppure cercare frasi fatte su dizionari online, verificando possibilmente da varie fonti. L'ideale è interpellare un madrelingua, tenendo presente tuttavia che lo stesso idioma viene parlata in modo diverso a seconda delle regioni o dei paesi: pensiamo alle differenze tra l'inglese britannico e quello americano, o tra il castigliano in Spagna e quello in vari paesi dell'America Latina.
Sicché l'errore è sempre in agguato. Sono abbastanza certo di averne commessi anch'io, quando ho cercato di far parlare personaggi in altre lingue. Il che non ci esime dal fare tutto il possibile per trovare la formula corretta, servendoci degli strumenti che Internet ci mette a disposizione e di cui i nostri predecessori non potevano usufruire.

Continua...




Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito sulle pagine de Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato una sessantina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, presso alcune delle maggiori case editrici italiane e qualcuna delle peggiori. Editor, traduttore, consulente editoriale, all'occorrenza è anche sceneggiatore, fotografo, illustratore, copywriter (di se stesso) e videomaker.

viernes, 1 de abril de 2022

Questa settimana nella rete



Salve a tutte e a tutti (tranne qualcuno che sa perché). Anche questa settimana il vostro affidabile Andrea Carlo Cappi vi propone un riepilogo dei post nella rete RBK in cui si intrecciano i blog Il Rifugio dei Peccatori, Borderfiction Zone e Kverse, ma anche informazioni da altri siti. Vi è sufficiente fare click sulle parole evidenziate in giallo per arrivare al link corrispondente.

Martin Mystère, detective dell'impossibile
Sul blog Borderfiction Zone è uscito per La Boutique del Mistero, il nuovo dossier della mia rubrica domenicale su Radio Number One, questa volta dedicato ai quarant'anni di "Martin Mystère", protagonista dei fumetti di Alfredo Castelli: nell'articolo dedicato al detective dell'impossibile (nella foto), racconto le sue radici letterarie e le sue "anticipazioni" cinematografiche e televisive.
Ne approfitto per segnalarvi che sabato 2 aprile alle 16.10 a Lucca, nel corso della manifestazione Lucca Collezionando, si celebrano appunto Martin Mystère e le altre creazioni del suo ideatore Alfredo Castelli, un evento realizzato da AMYS cui partecipo come conduttore.
Il nuovo appuntamento in diretta con La Boutique del Mistero è domenica 3 aprile alle ore 16.20, come sempre nel programma di Luca Galiati su Radio Number One (ascoltabile anche dal cellulare con l'app gratuita Radioplayer): stavolta vi racconterò perché in America un secolo fa era vietato farsi un aperitivo.


Pulp e oltre
Stavolta con la rubrica Vita da pulp sono stato più rapido del solito: in Alla ricerca della verità rievoco una curiosa situazione di venticinque anni fa, in cui mi sono ritrovato in certo qual modo anche nell'era dei social network

PTC, il concorso letterario per racconti inediti
Vi ricordo il sito ufficiale del Premio Torre Crawford per racconti inediti, ovvero il concorso letterario che si ispira allo scrittore americano Francis Marion Crawford che, nato e vissuto in Italia, trascorreva le sue "vacanze" a scrivere nella Torre Crawford di San Nicola Arcella (Cosenza).
Scoprite tutto nel bando dell'omonimo concorso per il 2022 (scadenza: il 31 maggio prossimo) e nei due articoli che illustrano nel dettaglio i due premi speciali ideati in omaggio ad altri due scrittori: il premio "E io lo dico a Pinketts", promosso dall'Associazione Culturale Andrea G. Pinketts, e per la prima volta il premio "Il Prof", legato al più grande narratore popolare italiano dell'ultimo trentennio, Stefano Di Marino.

Informando i disinformati
Infine nella mia serie di articoli contro la guerra in Ucraina mi sono dedicato a raccogliere alcuni dati oggettivi che smentiscono talune affermazioni, ma non la drammaticità della situazione prima, durante e dopo. Ne parlo in Con quanti zeri si scrive sterminio?, sperando di non incorrere in altri boicottaggi da parte di chi ama soffocare la libera (e documentata) espressione.
Per questa settimana è tutto! Saluti dal vostro K