domingo, 9 de diciembre de 2018

Post non offensivo (forse)

Articolo disponibile su Amazon
Cospargimento di cenere del capo
di Andrea Carlo Cappi


Pare che nell'epoca del "politicamente corretto" si debba fare così: chiedere scusa pubblicamente. Pertanto spero di poter mondare i miei peccati (la cui esistenza è già evidente dal titolo di questo blog) pubblicando una foto che non offenda i canoni di Facebook (ma di sicuro qualcun altro la troverà offensiva, non se ne esce).
No, io non sono uno stilista che ha insultato 1.385.176.000 persone (più i residenti all'estero) per la loro appartenenza a una determinata nazionalità. Non sono neanche un produttore che abbia fatto uso di un casting couch a Hollywood o da qualsiasi altra parte.
Ma - orrore e raccapriccio - ho pubblicato sulla pagina Facebook de Il Rifugio dei Peccatori questo link che rimandava al precedente post del blog. E quindi nel link appariva la parte superiore della fotografia (il viso) della Rosetta della Vetra, personaggio reale che appare nel mio racconto; forse è l'unica sua immagine esistente ed è stata pubblicata trentotto anni fa anche nella pagina milanese del Corriere della Sera, che non mi risulta essere una pubblicazione hardcore, ma forse mi sbaglio.

Dal Corriere della Sera, 1980
Purtroppo - orrore e raccapriccio - l'algoritmo del noto e utile social network ha rilevato che nella foto nella sua interezza si vedeva, santo cielo... un capezzolo!
Ebbene sì. Una parte del corpo femminile che dalla fine degli anni Settanta non è raro vedere in spiaggia (chissà quante foto di vacanze estive ne hanno uno o addirittura due sullo sfondo, se non ci si sta attenti). Ma gli algoritmi non vanno in spiaggia. E sono anche distratti, perché per sette anni la stessa foto è stata presente in una nota della mia pagina Facebook personale.
Grazie al cielo l'ho cancellata in tempo.
Perché non solo il post con il link è stato censurato per violazione delle politiche sul nudo nel social network in questione, ma l'intera pagina de Il Rifugio dei Peccatori è al momento bloccata. Il che, oggettivamente, è un bene per l'umanità: vi si pubblicano poesie (di un autore pluripremiato), racconti (alcuni miei), articoli su cultura, società e persino politica, denunciando occasionalmente fatti e fattacci che i due titolari del blog trovano deprecabili, quali attività criminali, violazioni della democrazia e simili.
Ma, diamine, mi rendo conto.
Un capezzolo femminile.
Quindi suggerisco all'algoritmo e a tutti i suoi seguaci un regalo originale per Natale: l'indumento che appare nella foto in cima a questo post. Ho visto che è disponibile su Amazon e di sicuro rappresenta il modo in cui certuni vogliono vedere le donne: del tutto private della loro identità, da vive come da morte.
Ma, siccome sono un peccatore recidivo, vi ricordo che potete leggere il racconto qui.

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