martes, 23 de junio de 2026

Vita da pulp - Non se ne parla proprio!

Stefano Di Marino e Andrea Carlo Cappi

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

In un celebre episodio di Ai confini della realtà del 1959 il protagonista è frustrato da circostanze e  persone che gli impediscono di dedicarsi ai libri, la sua passione; non vi dico come va a finire. Mi identifico molto in quel personaggio perché, pur essendo sempre stato un lettore militante, da trent'anni a questa parte riesco a leggere ben poco di quello che vorrei.
Per molto tempo sono andato a letto presto, tipo le cinque del mattino, dormendo giusto un paio d'ore. Leggevo parecchio... non libri bensì dattiloscritti o pdf. Tra i miei lavori sovrapposti avevo infatti quello di consulente per una casa editrice e passavo nottate a leggere corposi romanzi proposti dall'estero, perlopiù in inglese: mystery, thriller, horror, avventura, ma non solo. A volte ricevevo il testo la sera con il compito di inviarne una scheda dettagliata il mattino seguente.
Spesso erano libri hot, vale a dire titoli contesi fra tutte le case editrici, quindi bisognava arrivare per primi a fare un'offerta; ma quasi sempre si scoprivano essere romanzi davvero mediocri, se non vere e proprie truffe, che furbi agenti letterari spacciavano per capolavori sperando che venissero acquistati a scatola chiusa. Quindi leggevo molti libri che presto sarebbero usciti altrove... ma a causa mia non in Italia.

Da anni, tolti i libri che ho potuto leggere per presentazioni o recensioni, o quelli di saggistica a scopo di documentazione, è raro che possa dedicarmi a una lettura per solo piacere personale. Il mio lavoro non è solo scrittura, editing, traduzione o selezione di testi, ma anche attività promozionale dei libri di cui sono autore o curatore, gestione di rapporti con varie figure del mondo dell'editoria e recupero crediti (quando ce ne sono). Questo mi impegna per tutte le ore di veglia e il paradosso è che, pur essendo un "lettore forte", sto quasi diventando un "non-lettore".
So però di una recente polemica: una Scrittrice ha discusso con uno Scrittore che prendeva a male parole un'altra Scrittrice, defunta, peraltro l'unica persona dei tre che io abbia sentito nominare e che, avessi tempo, sarei curioso di leggere. Ma tutto ciò avviene in un mondo a me alieno: quello dei Grandi Autori Italiani Contemporanei. Io non ho letto loro, ma sono ragionevolmente sicuro che loro non abbiano mai letto nulla del quasi centinaio di miei libri, o delle decine di pubblicazioni di cui sono stato curatore.
Capisco poi, in tutta umiltà, di non essere all'altezza di un sofisticato dibattito intellettuale come quello su un'autrice presuntamente "brutta e cattiva". Ma ho nostalgia di quando venticinque anni fa le pagine della cultura di quotidiani o settimanali trovavano invece spazio per lodare il lavoro di ricerca storica e filologica della mia "M-Rivista del Mistero". Quindi mi delude un po' che, avendola fatta rivivere dal 2025 presso Ardita Edizioni sotto forma di una collana di antologie intitolata "M-Rivista del Mistero presenta", oggi nessun operatore culturale ritenga opportuno parlarne.

Così come i media - al di fuori di pagine e siti specializzati - non si sono degnati di annunciare una notizia importantissima, relativa al massimo autore italiano di narrativa di genere (qualcosa come 200 titoli e probabilmente un milione e passa di copie vendute, anche se nessuno si è mai preso la briga di contarle), morto suicida nel 2021: l'uscita in edicola e ebook nella collana Segretissimo Mondadori di un inedito postumo di Stefano Di Marino alias Stephen Gunn.
Al punto che, trattandosi di un autore di culto, un suo lettore appassionato ha scritto in redazione, risentito del fatto che il libro sia uscito quasi in sordina, senza che si precisasse come fosse stato recuperato e pubblicato. In realtà, come gli ho risposto, si poteva dedurre da note da me pubblicate in precedenza nella stessa collana; ho preferito però che il romanzo uscisse come quando l'autore era vivo, senza prendermi all'interno del volume il merito di averne fatto io, semplicemente, la revisione finale al posto di Stefano Di Marino.
Del "dietro le quinte" si sarebbero dovuti occupare i media, che tuttavia sono stati coerenti: quando lui era vivo hanno taciuto i suoi successi, quindi perché dovrebbero menzionare un suo inedito da morto? Ci sono scrittori evidentemente così "brutti e cattivi" che di loro proprio non si deve parlare.


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: Medina, Nightshade, Sickrose, Black e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libri, Stanislawsky e Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).

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