sábado, 18 de julio de 2026

Vita da pulp - 90 anni

Rovine di Guernica (foto: Bundesarchiv)

Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

In questi giorni la Spagna guarda alla finale dei mondiali di calcio contro l’Argentina del 19 luglio e qualcuno ne considera anche i sottintesi politici. Ma il 17 luglio 2026 ha segnato una ricorrenza tristemente importante: 90 anni dall’inizio della Guerra Civile spagnola, con la ribellione militare contro il governo democratico della Seconda Repubblica.
La storia ricorda che il franchismo, che ebbe il sostegno di uomini e mezzi dalle dittature in Italia e Germania, la ebbe vinta nell’aprile del 1939, instaurando un regime che durò fino alla morte del caudillo, il 20 novembre 1975. Di fatto, la Guerra di Spagna fu la prova generale del secondo conflitto mondiale: il bombardamento degli aerei tedeschi e italiani su Guernica non solo fece la storia, ma ci ricorda un modo di fare la guerra che qualcuno ama ancora impiegare.
È strano che questo anniversario cada in un’epoca in cui molti – anche in Italia, Germania e Spagna – hanno nostalgia proprio di quelle dittature. Del resto, solo chi possiede un minimo di memoria storica ricorda cosa sia successo.

Ne hanno parlato scrittori molto migliori di me, come Geòrge Orwell ed Ernest Hemingway. Nel mio piccolo, più volte ho raccontato storie sulla Guerra di Spagna e le sue conseguenze, in particolare in "Dossier Contreras" e nel serial "Dark Duet", ma vi ho fatto riferimento anche in altri contesti, come nel romanzo "Black and Blue".
Una cosa che mi sorprende, per esempio, è che in Italia quasi nessuno sappia di come l’isola di Maiorca sia stata invasa dalle truppe del Duce, diventandone quasi una colonia sino al 1939. Forse pesano sulla nostra coscienza le migliaia di civili arrestati e uccisi già nei primi mesi dell’occupazione, quindi si preferisce tacere: gli italiani devono sempre fare la figura dei bravi ragazzi.
Solo vivendo a Maiorca ho scoperto le imprese sanguinarie del pluriomicida Conte Rossi, il proconsole del Duce sull’isola. E solo nel 2010, mentre aspettavo di entrare in un cinema che frequento da decenni, ho letto la targa che rivela che in quello stesso luogo sorgeva il magazzino di Can Mir, convertito in una prigione disumana da cui si poteva uscire solo morti.

E solo dal lavoro dello storico Manuel Aguilera Povedano, autore di "Un'occasione d'oro per Mussolini", ho scoperto quali piani fossero stati preparati per Maiorca in vista della Seconda guerra mondiale, qualora la Spagna vi avesse preso parte (cosa che non avvenne... nella finzione, grazie anche a un mio personaggio di nome Miguel Torrent).
Ho fatto la mia parte per raccontare nei miei libri i retroscena reali di una storia – quella della guerra spagnola del 1936-39 – in cui vinsero i cattivi. Senonché, come sempre, ho la sensazione che rivelare tanto il passato quanto il presente non serva a nulla, perché molta gente – in un esercizio di maschismo collettivo – disprezza i buoni e vuole i cattivi al potere. C’è anche un presidente oltreoceano che vuole dare la caccia a tutti coloro che si identificano con una parola che comincia con "anti"... e che non scrivo, perché già si teme che speciali algoritmi saranno addestrati a identificare chi la usa.
Ma lo capisco: negli anni ‘40 mio nonno manifestò il suo essere "anti"... quando i suoi zigomi scalfirono le nocche e le sue costole sbucciarono gli stivali della squadraccia in camicia nera che lo aggredì una sera mentre tornava dal lavoro. Insomma, il suo fu un comportamento chiaramente antisociale. Se non ce ne preoccupiamo adesso, quei tempi torneranno. Molti di voi ne saranno lieti. Io no.


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: Medina, Nightshade, Sickrose, Black e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libri, Stanislawsky e Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).


No hay comentarios:

Publicar un comentario