sábado, 15 de agosto de 2026

Vita da pulp - L'estate di Toni Black

 
A. C. Cappi (foto: Ana Belén Muñoz/Diario De Mallorca, agosto 2026)


Riflessioni di un celebre scrittore ignoto di Andrea Carlo Cappi

Io sono un uomo bianco, ma nulla mi impedisce di essere nero dentro, e non solo perché sono un autore noir. La poesia “I. too” di Langston Hughes fu pubblicata per la prima volta cent’anni fa, nel 1926, al principio del cosiddetto Harlem Renaissance. Ero un bambino nei primi anni Settanta quando la lessi in un’antologia scolastica e qualcosa mi risuonò dentro. Da allora, "I,too" è entrata a far parte della filosofia della mia vita: se altri hanno già deciso chi devi essere e cosa puoi o non puoi fare, combatti in silenzio e nell'ombra fino al giorno in cui capiranno che hanno cercato di schiacciare la persona sbagliata.
In quegli stessi giorni sentii parlare per la prima volta di un personaggio rivoluzionario che non potevo vedere al cinema perché “vietato ai minori”. Si chiamava John Shaft ed era intepretato dall’attore Richard Roundtree (nero), in un film diretto da Gordon Parks Jr. (nero) e sceneggiato da John D. F. Black (bianco), tratto da un romanzo di Ernest Tydiman (bianco). Nel 1978 lessi quel libro e vidi alcuni tv movie dell’omonima serie tv, in cui - rispetto a come si comportava nei film per il cinema - il detective privato Shaft entrava con più delicatezza nei salotti delle famiglie negli USA. Ma si capiva lo stesso che tipo era.
Era il periodo in cui, quattordicenne, cominciavo a scrivere storie gialle e tra i miei personaggi ce n'erano due che immaginavo con volti del cinema poliziesco USA: Charles Bronson - che avrebbe ispirato Carlo Medina - e, appunto, Richard Roundtree, che avrebbe ispirato Toni "Black" Porcell. Se il primo cominciò a essere pubblicato nel 1994, il secondo dovette aspettare il 2013, quando si impose prima come protagonista di un racconto, poi di un serial e infine di una vera e propria trilogia.


Così rinacque - stavolta come detective privato a Maiorca - il mio alter ego nero, che nel 2015 apparve per la prima volta su carta a fianco dei miei personaggi Mercedes "Nightshade" Contreras e Carlo Medina nel romanzo (pubblicato da Mondadori e ora riedito da Oakmond Publishing) “Nightshade – Bersaglio Isis”.
Nella primavera del 2016 pubblicai - un capitolo alla settimana sul webmagazine "Fronte del Blog" - il serial “Black”: la sua “origin story”, che poi sarebbe diventata il volume "Black Zero". Seguirono quell'estate “Black and Blue” e l'anno dopo “Back to Black”. Apparsi originariamente in cartaceo da Cordero e in ebook da Algama, ora sono tutti e tre editi (in entrambi i formati, cartaceo e digitale) da Oakmond Publishing: la riedizione di "Back to Black" è arrivata su Amazon in questi giorni, quasi a festeggiare il suo percorso editoriale di un decennio.
Ma, dopo quella del 2016, questa è davvero e di nuovo l'estate di Toni Black: nello stesso momento, Excalibur Milano ne propone su Amazon il primo volume in spagnolo: “Black Zero” in questa lingua è ora disponibile in tutto il mondo, da Amazon.es ad Amazon.com. Grazie a una traduzione a quattro mani – le mie e quelle dell'insostituibile e poliglotta scrittore Andreu Lluch Orts di Valencia, determinante per ricreare fondamentali sfumature linquistiche – finalmente Toni “Black” Porcell può esprimersi in castigliano (con qualche parola anche in catalano/maiorchino).
In effetti erano trentacinque anni che volevo essere pubblicato in Spagna, nel più completo disinteresse dei miei editori italiani (inclusi quelli che sono proprietari di case editrici spagnole). Conoscendo il mercato, intuivo che i miei libri potessero destare una certa curiosità: ma, soprattutto, io sono in grado di parlarne a giornalisti e pubblico in spagnolo senza bisogno di interpreti. L'opportunità è sorta finalmente quest'anno grazie alla casa editrice milanese Excalibur, che già pubblica i miei romanzi di "Diabolik" e "Danse Macabre", oltre alla recentissima riedizione del mio libro di non-fiction su Marilyn Monroe, per il quale il 14 luglio sono intervenuto (in collegamento diretto dalla Spagna) nel programma RAI "UnoMattina".

(foto: Teresa Ayugo/Ultima Hora, agosto 2026)

Il fatto è che la possibilità di Amazon di fungere da distributore-stampatore a livello globale permette a un editore italiano - purché di larghe vedute - di pubblicare all'estero libri che per la macchina editoriale italiana dovrebbero solo cadere per sempre nell'oblio. Questo sistema consente di salvare opere che non verrebbero più lette né in patria né altrove. Certo, capita esattamente quello che succede molto spesso quando pubblico un mio libro in Italia, anche con grandi gruppi editoriali: non c'è nessuno che si occupi della promozione a parte me. Devo fare tutto io. Ma in questo caso c'è un motivo: l'editore è a Milano mentre qui il lancio va fatto all'estero, dove sono ancora più sconosciuto che in Italia.
Sicché ho cominciato dal primo volume della trilogia di "Black" - ambientata interamente a Maiorca - per farlo conoscere a livello locale. Dall'uscita del libro su Amazon a fine luglio, ho avuto interviste sui due principali quotidiani dell'isola e su IB3, la radio delle Isole Baleari; e la possibilità di presentare il libro in un locale di Palma di Maiorca specializzato in concerti ed eventi. L'appuntamento, per chi si trovasse da queste parti, è il 26 agosto ore 20.30 al Café A Tres Bandas, Plaza Barcelona, ingresso libero, prenotazione obbligatoria (tavolo o cena) su Whatsapp al numero: 0034-661922884. Nota: in varie città e cittadine di quest'isola esiste un'intensa attività culturale e artistica, non ci sono solo spiagge e discoteche.
Ma a sorprendermi davvero sono le prime reazioni del pubblico iberico (nonostante l'imbarazzante sceneggiata fatta dal governo italiano proprio in coincidenza della mia prima uscita spagnola, grazie tante). Qui c'è già chi ha colto somiglianze con le opere del barcellonese Eduardo Mendoza, vincitore del Premio Cervantes, arguto autore anche di "novela negra" in chiave ironica; aleggia il sacro nome del maestro assoluto Manuel Vázquez Montalbán con il suo leggendario detective Pepe Carvalho, entrambi ben noti pure in Italia; c'è anche chi ci vede qualcosa di "Una banda di idioti" di John Kennedy Toole, tra parentesi uno dei libri prediletti di Andrea G. Pinketts, autore delle prefazioni ai primi due volumi della mia trilogia.


Sono paragoni di cui sono grato, anche se li trovo appena un po' esagerati. Ma che mi confermano che "una banda di idioti" si annida nella macchina editoriale italiana: per decenni, rinunciando a guadagni potenzialmente significativi (di sicuro molto superiori a quelli che si potranno raccogliere ora, arrivando io su questo mercato con una campagna di lancio autogestita, come un perfetto sconosciuto da una casa editrice appena sbarcata su Amazon) mi ha proibito di accedere al vasto pubblico di lingua spagnola, che io suggerivo inascoltato.
Del resto già in Italia è stato fatto tutto il possibile per ridurre al minimo il pubblico mio e di altri autori dalle nostre parti indicati come scribacchini da disprezzare, come Stefano Di Marino, che ho ricordato di recente in un'intervista a "Il Secolo XIX". E in quel caso si è arrivati anche a indurre al suicidio uno scrittore insostituibile. Complimenti.
Per ora ho, quantomeno, la soddisfazione di constatare che abbiamo sempre avuto ragione noi: siamo autori di portata internazionale, che potevano valere milioni sul mercato mondiale ma che in patria, a parte i nostri seguaci più fedeli, certi sedicenti "uffici marketing" dallo stipendio sicuro hanno deciso di lasciare in ombra. Peccato che non si renderanno mai conto di quanto sia stato enorme il loro errore.


Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964) ha esordito su Il Giallo Mondadori nel 1993. Da allora ha pubblicato un'ottantina di titoli tra romanzi, raccolte e saggi. Editor, traduttore, consulente editoriale, sceneggiatore di fumetti e fiction radiofonica, fotografo, illustratore, copywriter e videomaker, dal 1994 scrive la saga thriller Kverse, che riunisce diverse serie tra spy story e noir: Medina, Nightshade, Sickrose, Black e Dark Duet. Come autore di narrativa tie-in ha lavorato su Martin Mystère (vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior romanzo fantasy), Diabolik e Profondo rosso. Ha dato vita inoltre alle serie Cacciatore di libri, Stanislawsky e Danse macabre. Membro di IAMTW, World SF Italia e Associazione Andrea G. Pinketts, presiede la giuria del Premio Torre Crawford, di cui cura le antologie annuali; è membro delle giurie del Premio Di Marino-Segretissimo e del Premio Michele Serio; è direttore editoriale di M-Rivista del Mistero presenta (Ardita Edizioni) e della collana di spionaggio Spy Game-Storie della Guerra Fredda in ebook (Delos Digital).





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