lunes, 15 de marzo de 2021

Komplotto!

 

"The War-Makers", illustrazione di H. Fisk (1936)

Considerazioni di Andrea Carlo Cappi

Leggi anche gli articoli di Kverse - Il mondo thriller di A. C. Cappi

Salve a tutti: state per assistere alla creazione di un'ipotesi di complotto mediante fake news. Non tutto quello che state per leggere è falso, ma sarà falsa la conclusione.
Attenzione! Non ve lo vogliono dire! Una persona è morta dopo avere visto il Festival di Sanremo! Il legame tra il Festival e gli eventi luttuosi che hanno colpito il nostro paese è evidente: il Covid è arrivato subito dopo l'edizione 2020. Dopo l'edizione 2021 si è verificata la terza ondata. I media tacciono, i Poteri Forti ve lo tengono nascosto, ma anche guardare un video del Festival su YouTube può essere pericoloso! Indignati e fai girare!

A questo punto, se volete ricamare sull'argomento, potete trovare ulteriori conferme dell'esistenza di un complotto, interpretando opportunamente i testi delle canzoni del 2020 e del 2021: troverete subito tracce del Grande Piano per controllare il mondo.
Che le informazioni che vi ho dato siano veritiere è innegabile: quando un evento riguarda milioni di persone, non ho bisogno di controllare chi sia morto e per quale motivo (Covid, altre malattie, cause accidentali), perché statisticamente so già che tra le persone decedute nella decina di giorni successivi al Festival qualcuno ne ha guardato almeno qualche minuto in televisione.
La presenza del Covid in Italia è stata riconosciuta nel 2020 dopo che si era tenuto il Festival (anche se in realtà è probabile che il coronavirus fosse arrivato in autunno e che abbia fatto vittime mai conteggiate già tra dicembre e gennaio, tra cui un mio amico, morto per cause all'epoca inspiegabili ma con i sintomi che oggi sono associati al "long Covid"). E casualmente la terza ondata è stata definita tale qualche giorno dopo l'edizione 2021 (ma, dato l'intervallo tra contagio e sintomi, la terza ondata è cominciata prima).
La verità è che non c'è nessuna relazione di causa-effetto. Però se si aggiungono un paio di frasi altisonanti (i media tacciono, i Poteri Forti ve lo tengono nascosto) ecco che si "spiega" perché nessuno parli di un'ipotesi di complotto che in realtà ho appena inventato. Mi scusino organizzatori, personale e partecipanti al Festival, così come il Comune di Sanremo.

Nel 2015 è uscito un libro dello psicologo e divulgatore scientifico Rob Brortherton, Suspicious Minds (il titolo proviene da una canzone scritta da Mark James del 1968, portata al successo da Elvis Presley l'anno dopo). Il sottotitolo è "Perché crediamo alle teorie di complotto" ed è diventato rapidamente la bibbia dello studio del complottismo.
Per quale motivo, riassumendo molto sbrigativamente il concetto del libro, siamo propensi a credere a ipotesi di trame oscure dietro certi eventi? A volte perché la spiegazione complottista coincide con i nostri pregiudizi (o con pregiudizi che ci sono stati trasmessi mediante fake news). A volte perché la casualità di una sequenza di eventi non ci pare una spiegazione soddisfacente e "logica", quindi abbiamo bisogno di qualcosa di apparentemente più solido. Il complotto implica un nemico potente che agisce nell'ombra, al quale possiamo attribuire i mali del mondo e, soprattutto, quelli che ci riguardano direttamente.
Il bello è che, qualsiasi teoria venga inventata, si troveranno sempre prove apparenti della sua veridicità. Un esempio riportato nel libro riguarda un ricercatore che proponeva come gioco la ricerca di prove di un Grande Complotto ordito dai vampiri o dagli extraterrestri per dominare il mondo. Bastava analizzare la storia recente per trovare conferme inequivocabili.
Dopodiché grazie a internet possiamo contribuire alla diffusione della teoria di complotto, perché diventa la "nostra" teoria, esattamente come facciamo il tifo per la nostra squadra di calcio. I meccanismi non sono dissimili: perché la tua squadra di calcio ha perso una partita? Perché l'ha semplicemente persa? No, perché l'arbitro fa parte di un malefico complotto per far vincere il campionato a qualcun altro.
Mentre fino a qualche tempo fa le questioni si risolvevano in chiacchiere da bar e nei programmi tv specializzati, negli ultimi anni la discussione si è estesa ai social network e anche ad argomenti che non riguardano il calcio. Ora che i bar sono chiusi e la tv si dedica prevalentemente a disinformazione sensazionalistica sul Covid, tutto si svolge in rete.

Disinformazione sensazionalistica. Questo è un dato di fatto. Nel 2020 un sito specializzato in meteorologia, di quelli di cui vi appaiono titoli e immagini sui telefonini, alternava gli annunci di ondate di Covid a quelli sull'asteroide (in realtà più di uno) che stava per colpire la Terra: si direbbe che mai come nel 2020 tanti asteroidi abbiano sfiorato il nostro pianeta (ne ho messo anch'io uno in un'animazione del mio video su La guerra dei mondi). L'obiettivo è chiaro: l'utente dice "Aaaah, moriremo tuttiiiii!" e fa click sull'articolo: è quello che si definisce "acchiappaclick". Strano che i Poteri Forti non ne abbiano approfittato per rinchiuderci tutti in rifugi sotterranei preparati appositamente, per poi buttare via la chiave e dominare indisturbati sul pianeta.
Non è detto però che l'obiettivo sia solo acchiappare click. Può anche essere acchiappare voti. Basta proporsi come i difensori della Patria da un "nemico" (gli immigrati, l'Europa, Big Pharma, il 5G, i Rettiliani...), ingigantire o fabbricare le notizie che "attestano" la minaccia e raccogliere il sostegno elettorale della folla indignata. Nell'articolo intitolato Qomplotto! ho fatto l'esempio di come una situazione analoga si sia verificata negli Stati Uniti in questi ultimi anni.
Del resto uno dei più grandi successi nella storia della disinformazione di massa è I protocolli dei Savi di Sion, un falso clamoroso utilizzato per giustificare i pogrom antisemiti nella Russia zarista e l'Olocausto nella Germania nazista. Stiamo parlando di milioni di morti. Immaginate di prendere frasi da monologhi di Blofeld, Darth Vader e Thanos, poi ficcarle nel finto verbale di una riunione mai avvenuta di un gruppo di persone che, dite voi, vogliono dominare il mondo. E cosa c'è di più efficace, per fare paura, del "nemico tra noi", che avendo due occhi, due orecchie, eccetera eccetera è perfettamente in grado di mimetizzarsi per distruggere la società dall'interno?

Uno degli aspetti che tuttavia non vengono recepiti troppo spesso del libro di Brotherton è che a volte i complotti esistono. L'autore dice testualmente: "Trascurare qualsiasi ipotesi di complotto senza pensarci non è meno sbagliato dell'accettarla in modo acritico". Questa è la frase che ho posto in apertura del mio romanzo Sickrose-Sicaria (disponibile in questo periodo da Segretissimo Mondadori in volume in edicola, oltre che in ebook... sì, sto tirando l'acqua al mio mulino). 
Rammento una trasmissione televisiva del 1997 in cui un giornalista britannico, con un sorrisetto di compatimento, si burlava degli italiani che credono facilmente ai complotti. Fossi stato presente, gli avrei fatto notare che ne abbiamo ben donde, in quanto vittime di uno dei più clamorosi complotti del Novecento: la Strategia della Tensione, sul quale avevo scritto un documentato articolo l'anno prima.
Per cui, quando qualcuno cerca a tutti i costi di propinare al pubblico comode soluzioni prefabbricate a qualcosa che non torna, ho gli stessi dubbi di quando qualcun altro si mette a urlare al complotto. In un altro mio romanzo, Nightshade-Babilonia Connection (ora riedito in volume e ebook da Oakmond Publishing... sì, sto sempre portando l'acqua al mio mulino) rievoco le imbarazzanti fake news che giustificarono la Seconda Guerra del Golfo e, ribadisco: fake news sulla base delle quali è stata combattuta una guerra che ha avuto come conseguenza la nascita dell'ISIS e tutte le relative stragi terroristiche del decennio successivo.

Aggiungo un ulteriore dettaglio. Per me, autore di romanzi di spionaggio, il complottismo rappresentato dalle mie trame immaginarie è uno strumento di riflessione sui media e sugli interessi politici.
L'esagerato complottismo che oggi affolla le pagine dei social network, quello di chi è pronto a credere al sedicente messia che urla più forte, giustifica a lungo andare l'anticomplottismo indiscriminato. Quindi apre le porte ai veri complotti, quelli di cui non parla nessuno. Nel mio romanzo appena uscito, Sickrose-Sicaria, ma rincarerò la dose in giugno con il successivo Agente Nightshade-Nucleo Leningrad, racconto di complotti veri nascosti dietro complotti inventati. 
Pubblico romanzi di azione e intrattenimento, che tuttavia dovrebbero indurre il lettore al ragionamento critico, non certo al fanatismo. Gli argomenti che tratto sono scomodi. I media non ne parlano, quindi ne parlo solo io. Ho anche aperto un nuovo blog per farlo, Kverse - Il mondo thriller di A. C. Cappi, anche se a seguito di una falsa denuncia anonima ora è vietato a chiunque condividerne i post su Facebook. Nessun complotto, presumo: il principale indiziato è una persona che quattro anni fa proprio su Facebook ha dichiarato in modo esplicito che mi vorrebbe morto.
Ma, come vedete, basta una sola persona con la tastiera di un pc e cattive intenzioni per fare danni. Qualcuno che gli darà ascolto lo troverà sempre. (Indignati e fai girare!)

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